Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Immagine

Una rosa per una bellissima pagella,
Una rosa per una guarigione finalmente avvenuta,
Una rosa per un riconoscimento lungamente atteso e desiderato,
una rosellina – infine – spunta dalla borsa o dallo zaino, profumata e fragrante,
per condividere un meritato momento di relax.

Ebbene sì, maggio non è forse il mese delle rose? In questo periodo le rose sbocciano rigogliose, annunciando con i loro meravigliosi colori ed il loro profumo inebriante l’estate ormai alle porte. Orbene da noi questo soave lasso di tempo si è un po’ allungato ed abbiamo notato che, tra amici e conoscenti, parecchi colgono l’occasione per festeggiare i risultati ottenuti in attesa delle meritate vacanze estive. Certo, perché le rose qui non crescono solo nei giardini, ma si trovano anche nei forni! Rose leggere e delicate come le altre ma dorate di zucchero grezzo, anch’esse profumate ma di un lieve aroma di vaniglia e di latte. Allora portiamo con noi queste specialissime rose e ed un po’ dell’atmosfera del mese di maggio lungo tutto il resto dell’anno. La citata torta di rose è “naturalmente” fatta con Lievito Naturale – cotta dopo aver lievitato per circa 8-10 ore – e contiene poco burro, perché è stato aggiunto dello yogurt alla ricetta originale. Ecco ottenuto un pan brioche al quale dare le forme più svariate e da arricchire con le farciture più fantasiose. Una farcia golosa che ho sperimentato per la torta di rose è composta da ricotta di pecora, zucchero, gocce di cioccolato, scaglie di mandorle e lamponi. Proposta recentemente in diverse occasioni e sempre gradita da tutti, forse persino più del classico ripieno di crema alla nocciola. Le ragioni, mi dicono, stanno nel fatto che la torta risulta dolce ma non troppo, con quel sapore di latte dato dalla ricotta, la forte connotazione del cioccolato fondente che arrotonda il gusto con il croccante delle mandorle e l’aspra umidezza dei lamponi. Se pensate anche voi che il risultato sia un dolce da provare allora più in là provvederò a postare la ricetta, invito invece a contattarmi tutti i milanesi che non hanno tempo di cucinare, anche per un semplice scambio di opinioni e curiosità tra appassionati – sia cuochi che degustatori.

Immagine

Vi sarete chiesti il motivo di questa “dotta” citazione latina. La risposta è molto semplice: finalmente, dopo un’assenza di qualche anno, tornerò a Roma! Mi è mancata davvero tanto! Mi vedo già arrivare alla Stazione Ostiense, fare un giro verso la Piramide Cestia e visitare – dopo tante mancate occasioni – il Cimitero Acattolico, con le tombe di Shelley, Keats e Gramsci. Un giro al nuovo mercato di Testaccio è d’obbligo e poi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da un lato mi tenta Trastevere con le sue vie caratteristiche, le chiese, l’atmosfera allegra e popolare, le botteghe…quando sono lì infatti assaggerei tutto! Mi piacerebbe visitare l’Excubitorium ma ho visto che purtroppo è chiuso. Ma proseguo col pensiero verso l’Aventino e le sue splendide ville, una visita a Santa Sabina ed alla Basilica dei SS. Bonifacio e Alessio e, la scontata scappata all’Occhio al Buco con relativa foto. Una capatina al Giardino degli Aranci ed ecco Santa Maria in Cosmedin. Mi piacerebbe molto visitare anche il Mitreo del Circo Massimo…ma sarà possibile?! Rivedo il Teatro di Marcello e mi sembra di esserci stata ieri, sapete che ho sempre desiderato visitare l’Insula dell’Ara Coeli? Proseguo il mio tour immaginario e mi vedo di nuovo con la mia granita al caffè con panna beandomi alla vista del Pantheon, e poi avanti verso San Luigi dei Francesi e Caravaggio. Mi piace fare il “Caravaggio Tour” a Roma, quale altra città al mondo offre tanti capolavori gratuitamente? Amo bighellonare pigramente in Piazza Navona ammirando, tra le altre cose, la Fontana dei Fiumi di Bernini e la Chiesa di Sant’Agnese. Un’altra zona dove voglio assolutamente tornare è Campo de’ Fiori, è da quando manco che mi propongo di pranzare in un certo ristorante della zona proprio per ammirare una parte del Teatro di Pompeo. In caso contrario posso sempre recarmi in un antico forno poco lontano per assaggiare la loro famosa pizza, rigorosamente rossa nel mio caso. Termino la mia visita virtuale col mio rituale saluto a Castel Sant’Angelo – dove spero di riuscire a vistare il Passetto di Borgo – uno sguardo al sole morente che dona sfumature oro e rosa alle maestose colonne del Bernini e mi allontano facendo scorta di spezie e caffè in Via Cola di Rienzo…

Immagine

Annunci