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TortaVinoRossoFetta
Mi è stata da poco regalata una bottiglia di ottimo vino rosso del Centro Italia, proveniente proprio dalla terra degli Etruschi, un popolo che ho sempre trovato misterioso ed affascinante. Dopo averla ricevuta, l’ho messa in bella mostra sulla credenza in attesa della giusta ispirazione, perché a mio parere un prodotto dal meraviglioso colore rosso rubino, dal profumo così intenso e dal sapore così caldo non doveva solo essere degustato durante un pasto, ma meritava anche di essere sposato ad altri ingredienti per ottenere – appunto – un bouquet di aromi e sapori del tutto nuovo. Il ragù di carne è arrivato puntuale come da previsione, ma avevo ancora un tarlo in testa che mi diceva di provare a utilizzarlo in maniera diversa, insolita. Ecco quindi che mi è venuta l’idea della torta al vino rosso e cioccolato, abbinamento a mio avviso piuttosto naturale e – lasciatemelo dire – “la morte sua”. Oltre al risvolto enogastronomico però, sono come sempre interessata anche alle virtù benefiche e salutistiche di questa antica bevanda. Ero già a conoscenza – come molti – delle proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie, antivirali ed antiallergiche del vino, dovute in particolare all’elevato contenuto di polifenoli. Il vino è inoltre un antitumorale naturale, favorisce l’aumento del colesterolo “buono” e, ad esso è associata una diminuzione delle malattie cardiovascolari . Sembra infine che aiuti a combattere disturbi neurovegetativi e che agisca positivamente su ossa, articolazioni e colecisti. Non dimentichiamo, naturalmente, che solo un consumo moderato apporta tutti questi benefici! Indagando qua e là ho scoperto anche una curiosità sull’etimologia della parola: pare infatti che il termine “vino” derivi dal verbo sanscrito vena, che vuol dire amare, da cui deriva anche il nome latino Venus, cioè Venere. Effettivamente è antica la storia del vino. Già presso i Sumeri, 6000 anni fa, era coltivato e considerato come simbolo di festa, riconciliazione ed omaggio agli dei. Gli Antichi Egizi indubbiamente non erano da meno, le prime giare sono infatti risalenti al 3000 a.C. e pare che il sistema di coltivazione più diffuso fosse quello a pergola. Anche gli Ebrei conoscevano e gradivano questa bevanda, attribuendo a Noè la prima vigna, come si può leggere sulla Genesi circa il famoso episodio “L’Ebbrezza di Noè”, affrescata anche da Michelangelo nella Cappella Sistina. Attraverso gli Egizi il vino giunse presso i Greci che, come sappiano, gli dedicarono una divinità tutta sua ovvero Dioniso, il più giovane figlio di Zeus e dio del vino e della convivialità. Attraverso i Greci la vite arrivò anche in Italia, iniziando il suo viaggio in Sicilia e poi presso i Sabini e gli Etruschi, che divennero abili coltivatori e vinificatori. Furono proprio gli Etruschi ad insegnare ai Romani tutti i segreti della coltivazione della vite e della produzione del vino. Il vino, a modo suo, ha persino contribuito alla nascita dell’impero: difatti i Romani ne conoscevano le proprietà battericida ed era consuetudine portarlo durante le campagne come bevanda dei legionari. Plutarco ci racconta che Cesare fornì del vino ai soldati decimati da una brutta malattia. Da ultimo, per quanto riguarda la cosmesi, dai semini degli acini d’uva si estrae il prezioso olio di vinaccioli, che è emolliente, elasticizzante e tonificante. Vanta inoltre caratteristiche idratanti e leviganti in quanto ricco di calcio, fosforo e flavonoidi. Svolge un’efficace azione rassodante e – cosa importantissima per noi donne – stimolante della microcircolazione. E’ un ottimo schiarente naturale e le spiccate caratteristiche antiossidanti lo rendono adatto a proteggere la pelle dall’invecchiamento e dagli agenti atmosferici. Essendo un olio particolarmente leggero – oltre che buon trattamento anticellulite – è adatto ad essere applicato anche dopo la doccia. Una maschera di bellezza da fare a casa è composta da qualche acino d’uva schiacciato, olio di vinaccioli, olio di oliva, miele di arancia, yogurt, qualche goccia di aceto di mele e – se avete la pelle grassa – anche un po’ di argilla verde.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

120 gr di farina
50 gr di cacao
30 gr di amido di mais
220 gr di zucchero
120 ml di vino rosso
125 gr di yogurt
Un pizzico di vaniglia bourbon
Un pizzico di sale
2 uova
50 ml di latte
100 ml di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
Una bustina di lievito per dolci
½ cucchiaino di aceto bianco
Scaglie di cioccolato fondente

Per prima cosa setacciamo bene la farina, l’amido, il lievito ed il cacao. Procediamo poi a montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia finché saranno chiari e spumosi. Aggiungiamo ora lo yogurt,il pizzico di sale, il vino rosso, il latte e l’olio EVO, sempre mescolando. A questo punto inglobare al composto gli ingredienti secchi setacciati, miscelando l’impasto a poco a poco in modo da non formare grumi. Continuiamo ora montando a neve ben ferma gli albumi con l’aceto. Una volta montati i bianchi li addizioniamo pian piano al composto rimestando dal basso verso l’alto per non smontare il tutto. Versare in una teglia imburrata di 24 cm ed infornare a 180° per 30-35 minuti. Lasciar intiepidire e poi spennellare con glassa trasparente e spolverare con scagliette di cioccolato fondente. La torta è piaciuta a tutti perché è morbida ma non stopposa e lascia alla fine quel leggero retrogusto di vino che sorprende ma non disturba. Io ho preferito non farcirla, ma si potrebbe pensare ad una crema al latte con mirtilli freschi oppure affiancata da un sorbetto ai lamponi o magari da un gelato allo yogurt variegato ai frutti rossi. Durante la stagione invernale si potrebbe pensare ad una profumata crema all’arancia.

Torta al Vino Rosso

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