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tortamagicaok

Avevo a disposizione delle nocciole specialissime, cresciute in un luogo dove il verde e il blu sembrano più intensi che altrove e dove l’uomo riesce ancora a sentire lo stretto legame che lo lega alla natura. Facendo qualche piccola ricerca, ho scoperto che il nocciolo (Carylus avellana) è originario dell’Asia Minore ed è una delle piante più antiche coltivate dall’uomo. Apprezzata dai Greci, fu poi scoperta e gradita anche dai Romani. Catone il Censore fu il primo a classificare le nocciole e consiglia ai concittadini di coltivare questa pianta nel proprio giardino, forse – oltre che per usi culinari – anche per la flessibilità del ramo che poteva essere utilizzato per cingersi il capo in alternanza con l’ulivo e l’alloro. Come dimostrato da alcuni scritti di Tito Livio, gli Antichi Romani amavamo gustare una specialità sannitica – ancora oggi venduta nei banchetti di sagre e feste patronali – chiamata Cupedia (ghiottoneria) una sorta di pasta composta di miele e nocciole antenata del torrone. Per Marziale la nocciola è uno dei prodotti che rappresenta Benevento, mentre per capire meglio l’uso che se ne faceva in cucina, possiamo dare un’occhiata al “De Re coquinaria” (L’arte della cucina) di Apicio (cuoco dell’imperatore Traiano) che ha raccolto 450 ricette in 10 libri. Parlando di magia e superstizione: Petronio cita la nocciola nel suo Satyricon facendo riferimento alle sue proprietà magiche, i contadini nel Medioevo credevano che nei suoi cespugli si nascondessero fate e folletti e, sempre di nocciolo era la bacchetta dei rabdomanti. Dal punto di vista mistico/religioso, la nocciola era emblema di rigenerazione e fecondità – come tutti i frutti che somigliano all’uovo – e proprio per questo in Francia venivano regalate a sposi novelli come simbolo di bene augurio. Per finire, i Celti consideravano il nocciolo un albero magico, ed i suoi semi venivano spesso utilizzati nei riti religiosi per ottenere il favore delle varie divinità. Permettetemi, da ultimo, una piccola digressione cosmetica. L’olio di nocciola infatti, oltre ad essere un toccasana per la nostra salute è eccezionale anche per uso cosmetico. E’ ideale per le pelli grasse e miste in quanto ha un’azione purificante, astringente e riequilibrante. Adatta anche a pelli secche in quanto penetra profondamente nell’epidermide e non unge, aiutando a nutrire, rigenerare ed idratare la pelle. E’ altresì ottimo per prevenire le rughe e per rafforzare e purificare i capelli. Le sue proprietà antiossidanti, emollienti, lenitive e tonificanti nonché l’alto contenuto di Vitamina E e di acidi grassi insaturi ne fanno un olio ideale per curare eritemi, eczemi, smagliature e cicatrici oltre che un eccellente olio per i massaggi. Perciò…quando si dispone di un ingrediente così perché attendere? Dovevo assolutamente provarle senza indugio! Volevo un dolce estivo, nonostante quest’anno l’estate si faccia un po’ attendere, ma volevo anche un dolce sano e senza burro. La torta magica senza burro al gusto nocciola è arrivata quasi da sé, la prima – spero – di tante dolcezze da preparare con questo prodotto unico e gradito a tutti.

Ingredienti:

3 uova

50 gr di farina

15 gr di amido di mais

40 gr di farina di nocciole

150 gr di zucchero

400 gr di latte

100 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)

½ cucchiaino di aceto bianco

1 cucchiaio di crema liquorosa cioccolato e caffè (facoltativo)

1 cucchiaio di acqua

Un pizzico di sale

3 o 4 amaretti polverizzati e poco zucchero di canna

Scaldare leggermente il latte e metterlo da parte. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero finché saranno chiari e spumosi e continuando a montare aggiungere il cucchiaio d’acqua e l’olio EVO.

Dopo qualche minuto aggiungiamo il latte intiepidito e, se vi piace, la crema liquorosa al cioccolato e caffè (come da ricetta qui). A questo punto aggiungiamo a poco a poco la farina, la fecola e la farina di nocciole.Dopodiché montare a neve non fermissima gli albumi con l’aceto ed aggiungerli al composto mescolando dal basso verso l’alto.

Imburrare una teglia quadrata 20 x 20 o una tonda del diametro di 22 cm e versarvi dentro la preparazione (che ovviamente risulterà piuttosto liquida).Io ho spolverato la superficie di polvere di amaretti e poco zucchero di canna, in modo da ottenere un bel colore dorato caldo.

Infornare a 170°, forno ventilato, per 70 minuti. Lasciar raffreddare nello stampo e tenetela in frigo per almeno un paio d’ore prima di servire.

Vi garantisco che è davvero deliziosa!

Vico

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