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Tronchetto

Natale e Capodanno quest’anno sono arrivati e passati con una velocità incredibile. A mio parere la fine dell’anno può essere anche l’occasione giusta per tirare le somme sull’anno che stà per terminare e riflettere sulla strada che abbiamo percorso e sulla direzione che vogliamo prendere nel corso del Nuovo Anno. Come ho già detto in precedenza, trovo che questo Natale sia stato all’insegna della quiete e della sobrietà. Per dare un ulteriore accento alla cosa e per fare una decorazione un po’ diversa dal solito, ho pensato di adornare il Tronchetto di Natale con dei fiori. Una sorta di “promessa” dell’arrivo della Primavera dopo il rigore dell’Inverno, cogliendo l’occasione anche per ricordare gli antichi festeggiamenti pagani del Sole Invitto. In questo periodo infatti si celebrava la festa del Dio Sole – detto El-Gabal, Helios o Mitra. Questa ricorrenza è strettamente legata al Solstizio d’Inverno, quando il sole tocca il punto più basso e per qualche giorno sembra fermarsi. Nell’emisfero nord il giorno del Solstizio abbiamo la notte più lunga dell’anno, dopo tre giorni di “sole fermo” (da “sol stitium”, ossia “fermata del sole”) l’astro vince sulle tenebre e torna forte ed invincibile. Per quest’anno abbiamo quindi avuto un beneaugurante Ceppo di Natale – senza camino purtroppo – e delle rose bianche adornate da foglie di edera per ricordarci, anche nei mesi più freddi dell’anno, che alla fine giungerà il tepore del Sole per risvegliare la Natura. Le decorazioni sono di cioccolato plastico e non di pasta di zucchero sia per una questione di “completezza” – visto che la pasta biscotto è farcita di ganache al cioccolato bianco e ricoperta di ganache al cioccolato fondente – che per una semplice preferenza personale.

Trovo sia giusto anche pensare a qualcosa di speciale per la cura di noi stesse e per il nostro benessere, sia per concludere bene l’anno che per ritrovare “la giusta armonia”. Approntati appositamente per l’occasione, ecco i Sali del Mar Morto alla Lavanda e all’Iris che fanno capolino nella loro preziosa boccetta. Li ho chiamati “La Brezza di Venere”, perché mi piace pensare che dopo un piacevole bagno con questi Sali ci si senta tutte un po’ più belle e rilassate. Solitamente sono un’accanita sostenitrice della doccia, ma di tanto in tanto tutti meritiamo un bel bagno ristoratore, no? Mi sono quindi munita di Sali del Mar Morto che – oltre ad attenuare la stanchezza muscolare – rappresentano un valido aiuto contro gli inestetismi cutanei come l’acne, la psoriasi e l’ipercheratosi. Ovviamente non ci fermiamo qui, perché i Sali del Mar Morto hanno anche importanti proprietà drenanti, tonificanti, rivitalizzanti e rimineralizzanti. L’alleato “naturale” in questo caso è l’Olio Essenziale di Lavanda, che coadiuva i Sali del Mar Morto con le sue portentose proprietà distensive, rilassanti, antirughe, rinfrescanti, antiacne e lenitive. Cosa possiamo desiderare di più? Un pizzico di fragranza all’Iris, che con il suo profumo delicato si sposa molto bene con l’aroma balsamico della Lavanda. Per completare l’opera ho preparato una Crema Corpo setosa e luccicante, arricchita con olio di mandorle dolci, olio di vinaccioli e dei bellissimi pigmenti chiari che ho appositamente tenuto da parte. Auguriamo a Tutti un Nuovo Anno sereno e ricco di soddisfazioni!

SaliconCremaCorpo

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