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~ La tradizione che incontra la passione e la fantasia!

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Torta al vino rosso e cioccolato (senza burro)

11 lunedì Ago 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

≈ 3 commenti

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antiage, anticellulite, antiossidante, cioccolato fondente, colazione, cucina italiana, dolci a domicilio, dolci colazione, dolci con il vino, dolci con lo yogurt, dolci leggeri, dolci light, dolci senza burro, dolci veloci, Domicilio, facile, genuino, light, merenda, Milano, olio di vinaccioli, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, rassodante, ricette del risparmio, ricette dolci, ricette economiche, ricette facili, ricette leggere, ricette light, schiarente, semplice, senza burro, torte colazione, torte senza burro, torte veloci, veloce, vino rosso, yogurt

 

TortaVinoRossoFetta
Mi è stata da poco regalata una bottiglia di ottimo vino rosso del Centro Italia, proveniente proprio dalla terra degli Etruschi, un popolo che ho sempre trovato misterioso ed affascinante. Dopo averla ricevuta, l’ho messa in bella mostra sulla credenza in attesa della giusta ispirazione, perché a mio parere un prodotto dal meraviglioso colore rosso rubino, dal profumo così intenso e dal sapore così caldo non doveva solo essere degustato durante un pasto, ma meritava anche di essere sposato ad altri ingredienti per ottenere – appunto – un bouquet di aromi e sapori del tutto nuovo. Il ragù di carne è arrivato puntuale come da previsione, ma avevo ancora un tarlo in testa che mi diceva di provare a utilizzarlo in maniera diversa, insolita. Ecco quindi che mi è venuta l’idea della torta al vino rosso e cioccolato, abbinamento a mio avviso piuttosto naturale e – lasciatemelo dire – “la morte sua”. Oltre al risvolto enogastronomico però, sono come sempre interessata anche alle virtù benefiche e salutistiche di questa antica bevanda. Ero già a conoscenza – come molti – delle proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie, antivirali ed antiallergiche del vino, dovute in particolare all’elevato contenuto di polifenoli. Il vino è inoltre un antitumorale naturale, favorisce l’aumento del colesterolo “buono” e, ad esso è associata una diminuzione delle malattie cardiovascolari . Sembra infine che aiuti a combattere disturbi neurovegetativi e che agisca positivamente su ossa, articolazioni e colecisti. Non dimentichiamo, naturalmente, che solo un consumo moderato apporta tutti questi benefici! Indagando qua e là ho scoperto anche una curiosità sull’etimologia della parola: pare infatti che il termine “vino” derivi dal verbo sanscrito vena, che vuol dire amare, da cui deriva anche il nome latino Venus, cioè Venere. Effettivamente è antica la storia del vino. Già presso i Sumeri, 6000 anni fa, era coltivato e considerato come simbolo di festa, riconciliazione ed omaggio agli dei. Gli Antichi Egizi indubbiamente non erano da meno, le prime giare sono infatti risalenti al 3000 a.C. e pare che il sistema di coltivazione più diffuso fosse quello a pergola. Anche gli Ebrei conoscevano e gradivano questa bevanda, attribuendo a Noè la prima vigna, come si può leggere sulla Genesi circa il famoso episodio “L’Ebbrezza di Noè”, affrescata anche da Michelangelo nella Cappella Sistina. Attraverso gli Egizi il vino giunse presso i Greci che, come sappiano, gli dedicarono una divinità tutta sua ovvero Dioniso, il più giovane figlio di Zeus e dio del vino e della convivialità. Attraverso i Greci la vite arrivò anche in Italia, iniziando il suo viaggio in Sicilia e poi presso i Sabini e gli Etruschi, che divennero abili coltivatori e vinificatori. Furono proprio gli Etruschi ad insegnare ai Romani tutti i segreti della coltivazione della vite e della produzione del vino. Il vino, a modo suo, ha persino contribuito alla nascita dell’impero: difatti i Romani ne conoscevano le proprietà battericida ed era consuetudine portarlo durante le campagne come bevanda dei legionari. Plutarco ci racconta che Cesare fornì del vino ai soldati decimati da una brutta malattia. Da ultimo, per quanto riguarda la cosmesi, dai semini degli acini d’uva si estrae il prezioso olio di vinaccioli, che è emolliente, elasticizzante e tonificante. Vanta inoltre caratteristiche idratanti e leviganti in quanto ricco di calcio, fosforo e flavonoidi. Svolge un’efficace azione rassodante e – cosa importantissima per noi donne – stimolante della microcircolazione. E’ un ottimo schiarente naturale e le spiccate caratteristiche antiossidanti lo rendono adatto a proteggere la pelle dall’invecchiamento e dagli agenti atmosferici. Essendo un olio particolarmente leggero – oltre che buon trattamento anticellulite – è adatto ad essere applicato anche dopo la doccia. Una maschera di bellezza da fare a casa è composta da qualche acino d’uva schiacciato, olio di vinaccioli, olio di oliva, miele di arancia, yogurt, qualche goccia di aceto di mele e – se avete la pelle grassa – anche un po’ di argilla verde.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

120 gr di farina
50 gr di cacao
30 gr di amido di mais
220 gr di zucchero
120 ml di vino rosso
125 gr di yogurt
Un pizzico di vaniglia bourbon
Un pizzico di sale
2 uova
50 ml di latte
100 ml di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
Una bustina di lievito per dolci
½ cucchiaino di aceto bianco
Scaglie di cioccolato fondente

Per prima cosa setacciamo bene la farina, l’amido, il lievito ed il cacao. Procediamo poi a montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia finché saranno chiari e spumosi. Aggiungiamo ora lo yogurt,il pizzico di sale, il vino rosso, il latte e l’olio EVO, sempre mescolando. A questo punto inglobare al composto gli ingredienti secchi setacciati, miscelando l’impasto a poco a poco in modo da non formare grumi. Continuiamo ora montando a neve ben ferma gli albumi con l’aceto. Una volta montati i bianchi li addizioniamo pian piano al composto rimestando dal basso verso l’alto per non smontare il tutto. Versare in una teglia imburrata di 24 cm ed infornare a 180° per 30-35 minuti. Lasciar intiepidire e poi spennellare con glassa trasparente e spolverare con scagliette di cioccolato fondente. La torta è piaciuta a tutti perché è morbida ma non stopposa e lascia alla fine quel leggero retrogusto di vino che sorprende ma non disturba. Io ho preferito non farcirla, ma si potrebbe pensare ad una crema al latte con mirtilli freschi oppure affiancata da un sorbetto ai lamponi o magari da un gelato allo yogurt variegato ai frutti rossi. Durante la stagione invernale si potrebbe pensare ad una profumata crema all’arancia.

Torta al Vino Rosso

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Torta al cioccolato senza farina e città d’estate, un accostamento azzardato per riscoprire e rilassarsi

28 lunedì Lug 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Torte

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cioccolato fondente, colazione, cucina italiana, dolci, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci facili, dolci veloci, Domicilio, facile, genuino, merenda, Milano, prodotti da forno, ricette bambini, ricette col cioccolato, ricette dolci, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, semplice, torta al cioccolato senza farina, torte al cioccolato, veloce

img_4684bis

Milano in questo periodo dell’anno pare quasi emettere un lungo sospiro di sollievo e, nonostante il tempo capriccioso, sembra scrollarsi di dosso un po’ di grigiume e fibrillazione. Persino la gente che resta appare più tranquilla, il passo un po’ meno veloce, la guida un po’ meno impetuosa. A volte magari ci accorgiamo che si può davvero vedere, osservare qualcosa che di solito degniamo solo di uno sguardo distratto. Si ha quasi l’impressione che la città stessa, dopo un anno di lavoro frenetico, voglia rilassarsi e – a dispetto dei cantieri – ritrovare ciò che era un tempo. A mio parere questo è il momento migliore per visitare Milano, non solo andando a caccia di negozi e locali alla moda, ma cercando tutti quei luoghi che ci raccontano timidamente le storie di una Milano sparita. Possiamo magari passeggiare pigramente lungo Via Meravigli e Corso Magenta per scoprire la Torre del Circo Romano e le stradine pittoresche. Passando per Via Torino si può visitare la bellissima chiesa di San Satiro con il suo stupefacente abside bramantesco e, tra un negozio e l’altro, si può fare un salto per vedere la Piazza del Santo Sepolcro con la sua antichissima chiesa. Coloro che amano le gite fuori porta possono continuare il percorso visitando le abbazie di Chiaravalle, di Monlué, di Viboldone e di Morimondo, tutti luoghi carichi di storia e pieni di bellezza, che solitamente dimentichiamo proprio perché così vicini a casa. Tempo permettendo, possiamo godere di un panorama spettacolare sulla pianura da Montevecchia, la vista val bene l’arrampicata. Infine, dopo aver tanto camminato, possiamo riposare le nostre stanche membra a San Pellegrino, ridente località montana conosciuta in tutto il mondo per le sue acque. Un tempo però, quando Milano era ancora una città d’acqua, avremmo potuto nuotare presso i lussuosi Bagni di Diana, “stabilimento per la scuola del nuoto” e modernissima piscina pubblica completa di caffè, salone per le feste, ippodromo e tiro al segno. I suddetti Bagni di Diana furono sacrificati per far posto all’Hotel Kursaal Diana, inaugurato nel 1908 ed ora chiamato Sheraton Diana Majestic. Ma – tornando a noi – tutti questi giri fanno venir fame e, complice anche il tempo variabile, mi è venuta voglia di cucinare una torta morbida e golosa… e allora, dopo tante cose belle cosa c’è di meglio del Cibo degli Dei? Ecco quindi la torta al cioccolato senza farina.

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
120 gr di burro
140 gr di zucchero
10 gr di cacao amaro in polvere
4 uova
2 cucchiai di latte
1 cucchiaio raso di maizena
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Innanzitutto sciogliere a bagnomaria il burro ed il cioccolato fondente tagliati a cubotti e lasciar intiepidire mescolando di tanto in tanto. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, dopodiché aggiungere la vanillina, il cacao e la maizena, sempre mescolando. Unire il latte ed infine il cioccolato e il burro fusi. Montare a neve non fermissima gli albumi con il pizzico di sale ed unirli al composto rimestando delicatamente dal basso verso l’alto. Versare il tutto in una tortiera imburrata e cuocere a 180°C per 20-25 minuti (la torta deve restare morbida all’interno). Lasciate raffreddare e, se vi piace, potete servire con del gelato oppure dello yogurt greco con mirtilli o lamponi freschi.

TermeMix

P.S. Ringrazio “Milano Sparita” e “Milan l’era inscì” per le bellissime foto della Vecchia Milano.

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Le pepite a pois, biscotti al farro e ricotta (senza burro)

09 mercoledì Lug 2014

Posted by Admin in Biscotti, Dolci con la Ricotta, Dolci senza burro

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BiscottiRicottaOk

Mi era rimasta in frigo dell’ottima ricotta vaccina – eccedenza di altre preparazioni – che sembrava mi stesse invitando ad essere utilizzata, pareva mi chiamasse dicendomi: “Sono qui! Che cosa stai aspettando?”. Cedendo al suo richiamo ho aperto il frigo, ed eccola lì che mi guardava dalla sua confezione trasparente, tutta candore e morbidume. Essendo ancora bella fresca era un peccato non usarla per qualche altra “lavorazione culinaria”, e così mi son detta: “Perché non farci dei biscotti?”… Avevo giusto voglia – guarda caso – di provare a fare un bel biscottino da mangiare a colazione, qualcosa di sano che mi faccia iniziare la giornata col piede giusto e senza troppi sensi di colpa, qualcosa che però fosse allo stesso tempo soffice per poterlo gustare anche da solo senza timore di strozzarsi. Ho pensato che la ricotta fosse proprio l’ingrediente adatto per ottenere questo risultato. La ricotta, sia vaccina che di pecora, è un latticino a basso apporto calorico ma ricco di proteine e di calcio. L’unica accortezza da ricordare è la solita: leggere sempre bene l’etichetta. Questo perché spesso può esserci l’aggiunta di panna sotto la dicitura di “crema di latte”, con un apporto calorico decisamente più elevato rispetto alla semplice ricotta. Mi piace molto utilizzare questo ingrediente in cucina perché si tratta di un prodotto fresco estremamente versatile, utilizzabile dall’antipasto al dolce con successo sicuro. Ecco quindi la ricetta dei biscotti.

Ingredienti:

100 gr di farina 00
100 gr di farina integrale di farro
100 gr di ricotta vaccina
50 gr di zucchero di canna
50 gr di miele
40 gr di Olio EVO
1 uovo
Un pizzico di sale
½ bustina di lievito per dolci
Gocce di cioccolato qb

Versare in un contenitore la ricotta, lo zucchero ed il miele, amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto soffice e leggero.

Senza smettere di mescolare aggiungere l’uovo e l’olio EVO. A questo punto uniamo a poco a poco – sempre rimestando – la farina setacciata, il lievito, il sale e le gocce di cioccolato.

Lavorare l’impasto finché non risulta liscio ed omogeneo, dopodiché formare tante piccole palline che posizioneremo ben distanziate sulla placca da forno.

Cuocere a 180° per circa 15 minuti o fino a doratura. I biscotti si conservano per diversi giorni ben chiusi in un contenitore ermetico.

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Crema liquorosa al cioccolato e caffè, leggera dolcezza estiva

02 mercoledì Lug 2014

Posted by Admin in Liquori

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antiage, anticellulite, antiossidante, cacao, caffè, cioccolato, crema, cremoso, dolci, Domicilio, facile, fai da te, latte, liquore, liquore al cioccolato, maschera viso, Milano, panna, purificante, semplice

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Avevamo programmato già da un po’ di ritrovarci con pochi amici e parenti stretti per festeggiare una ricorrenza. In questi casi – tempo permettendo – mi piace fare un regalino, magari qualcosa fatto con le mie mani. Donare qualcosa che abbiamo fatto da noi, fors’anche preparato per quella specifica occasione, rende il regalo speciale a mio avviso. Questo perché – io credo – impieghiamo tempo, arguzia e capacità per realizzarlo e chi lo riceve solitamente apprezza, anche quando si tratta di cose semplici. Avendo già preparato con successo limoncello e crema al limoncello ho pensato di buttarmi nella realizzazione di una crema poco alcolica e golosissima, questo per cercare di incontrare i gusti di tutti. Avevo già assaggiato la classica crema al cioccolato, ma pur apprezzandola parecchio, ho pensato di aggiungerci un elemento di contrasto che si armonizzi bene ed esalti ulteriormente entrambi gli aromi. Da qui è arrivata l’idea di aggiungere il caffè, che con il suo gusto amaro e “rinfrescante”, si è rivelato essere l’accoppiata perfetta per il cioccolato. Mi piacerebbe provare, per le prossime volte, ad aromatizzarlo con arancia, peperoncino o cannella. Se mi permettete una piccola digressione cosmetica, aggiungo anche che il cioccolato e il caffè non sono solo buoni ma anche utilissimi per la nostra bellezza! Il cacao infatti è un potente antiossidante ed ha proprietà emollienti, rivitalizzanti, idratanti e leviganti. Dona inoltre ai capelli vitalità, lucentezza e tonicità. La caffeina (di cui è ricca anche il cioccolato) invece ha proprietà lipolitiche – cioè che scioglie i grassi – ed ha notevoli capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti, ottima quindi come anticellulite o per il contorno occhi. Se volete coccolarvi un po’ potete farvi una maschera viso purificante e rivitalizzante mescolando cacao, caffè, argilla verde, amido di mais, qualche goccia di limone, yogurt naturale, miele (possibilmente d’arancio) e – se lo avete in casa – un bell’olietto antiage come argan, germe di grano, jojoba o, se non li avete, anche del semplice olio di oliva di buona qualità. Per combattere la cellulite potete conservare i fondi di caffè ed aggiungerci del cacao e dell’olio di oliva, mentre siete ancora sotto la doccia massaggiate con movimenti circolari per favorire la circolazione e la rimozione delle cellule morte. Ma veniamo alla semplicissima ricetta del liquore cremoso…

Ingredienti per circa 1 lt. di liquore:
250 ml di latte
250 ml di panna fresca
400 gr di zucchero
40 gr di cacao amaro
100 ml di caffè
200 ml di alcool buongusto

Versare in un pentolino il latte, la panna e lo zucchero e far andare a fuoco lento. Aggiungere nel frattempo il cacao amaro setacciando con un colino e mescolando continuamente per non formare grumi. Raggiungere l’ebollizione, sempre mescolando, e tenere la bollitura per circa 3 minuti. Mettere da parte e far raffreddare completamente. Preparare nel frattempo un bel caffè forte ed attendere che si raffreddi anch’esso. A questo punto versare in una bottiglia la miscela di latte, panna e caffè, aggiungerci il caffè precedentemente approntato ed unire infine l’alcool buongusto. Far riposare per una decina di giorni per amalgamare bene i sapori. Tenere in freezer ed agitare prima di consumarlo.

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La pizza alta con lievito madre, croccante fuori e morbida dentro

28 mercoledì Mag 2014

Posted by Admin in Lievitati Salati

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Domicilio, genuino, Lievito Madre, Milano, pizza, pizza alta e soffice, pizza in teglia, prodotti da forno, semplice

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Ebbene sì, lo ammetto, ho una passione folle per gli esperimenti…culinari e non solo! Tra l’altro, mi piace pasticciare anche con le erbe e avendo un chimico in casa come potrei non approfittarne?! Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò presto, prestissimo. Come immaginerete, uno dei miei soggetti preferiti per prove “di laboratori culinari” è la pizza, con tutti i suoi affini e derivati naturalmente. Ma a chi non piace la pizza? Anni fa in America qualcuno mi disse che credeva che fosse di origine greca! Orrore!! Mi sono subito affrettata ad informare l’ignara ragazza che è l’Italia la patria di questa semplice pietanza amata e conosciuta in tutto il mondo. Bisogna essere fieri anche di queste piccole cose, no? E’ una cosa che ho sempre pensato e che i lunghi soggiorni americani mi hanno confermato. Effettivamente, che si tratti di pizza tonda, bassa e croccante, alta e soffice o che si parli di focaccia genovese, pizza bianca o rossa, schiaccia, o focaccia pugliese non ho mai sentito nessuno rifiutare anche solo un assaggio. A mio parere il punto di forza di queste preparazioni sono la semplicità e la versatilità. Si possono gustare facilmente anche per strada e si sposano egregiamente con una serie infinita di ingredienti. Proprio come la pasta, di semola di grano duro – condita con fantasia e leggerezza – è un piatto buono e salutare. A mio avviso la cosa fondamentale per pizze e focacce è la lenta lievitazione, altrimenti il rischio di trovarsi un peso nello stomaco, e magari anche qualche altro fastidio, è piuttosto alto. Fortunatamente non sono intollerante, ma sono stati anche piccoli problemi di salute ad avvicinarmi a questo mondo, oltre alla difficoltà a reperire certe tipologie di pizze e focacce qui a Milano. Come si dice, se Maometto non va alla montagna… E quindi ecco di seguito la pizza alta con lievito madre, croccante fuori e morbida dentro. Una delle tante ricette che ho provato, ora diventata tra le favorite da offrire a chi ama questo tipo di pizza. La versione nella foto contiene solo farina di grano tenero, ma ho provato anche a mischiarci semola di grano duro e farina di farro e devo dire che sono piaciute molto anche queste varianti. Qualcuno ha provato anche a surgelarla, con ottimi risultati, mi è stato detto.

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La pasta fresca…a modo nostro

19 lunedì Mag 2014

Posted by Admin in Pasta Fresca, Primi

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Domicilio, genuino, Milano, pasta fatta in casa, pasta fresca, ragù, ricette facili, ricette tradizionali, semplice, tagliatelle

Ho sempre desiderato imparare a fare la pasta fresca. Mi vedo ancora bambina, quasi fosse ieri, che osservavo meravigliata la grande e sottile sfoglia gialla lavorata da mia nonna con tanta perizia ed olio di gomito. Sotto le sue mani capaci quella pasta assumeva le forme più disparate: spaghetti, tagliatelle, pappardelle, reginette, maltagliati, quadrettini, cavatelli (solo acqua e farina) sfoglia per lasagne, cannelloni o pasta ripiena. Non potevano naturalmente mancare gli gnocchi di patate, di cui vado ancora ghiotta. Purtroppo è mancato il tempo per trasmettere questa sapiente tradizione, ma il ricordo – quello nessuno può portarmelo via. D’altronde chi non ha dei ricordi teneri e divertenti legati ai nostri nonni? Magari alcune cose che allora ci davano fastidio e che oggi ricordiamo con nostalgia. I nomignoli, le sgridate con la voce grossa dopo una marachella, i vizietti concessi lontano dai genitori e le semplici e gustose merende. A volte tutto ciò sembra così lontano che pare appartenere ad un altro mondo. Ma no, mi dico poi, è bello e doveroso recuperare la memoria di quei nonni un po’ burberi e refrattari al cambiamento che, forse, non sono la sola a ricordare e che sicuramente avrebbero tanto ancora da insegnarci. Mi è sembrato simpatico e divertente ricordare i miei nonni andando alla scoperta di tutti quei piatti che ricordo ma di cui non conosco né la ricetta né il procedimento. Naturalmente ho voluto metterci lo zampino e reinterpretare un pochino dove possibile, ma questo fa parte del divertimento, no? Mi immagino già mia nonna che mi guarda con le sopracciglia aggrottate agitando il dito indice. Abituata alla pasta lievitata all’inizio la consistenza non era perfetta, ma poi provando e riprovando ho capito dove sbagliavo. Da principiante ed autodidatta qualche errore è normale. Attrezzata con la mia vecchia e collaudata macchina per la pasta e di una semola di grano duro presa in vacanza che non vedevo l’ora di provare ho deciso di fare le tagliatelle. Tempo fa ho provato a fare anche le tagliatelle porcini e salsiccia, che purtroppo non ho pensato di fotografare. Penso che a suo tempo siano state gradite visto che sono andate via subito. Questa volta mi sono data ad un classico senza tempo: le tagliatelle al ragù. La ricetta della pasta fresca è stata da me un po’ reinterpretata e modificata.

Ingredienti Pasta Fresca:

150 gr di farina 0

150 gr di semola di grano duro (che dà quella bella sensazione ruvida alla pasta)

1 uovo

30/40 ml di latte

Un pizzico di sale

Acqua qb

Il procedimento è sempre lo stesso, descritto da tanti più esperti di me. Disporre la farina a fontana, nel centro mettere l’uovo, il latte ed il pizzico di sale. Cominciare sbattendo l’uovo ed il latte al centro inglobando pian piano la farina ed aggiungere quel tanto di acqua che basta per ottenere un impasto liscio e sodo. Lasciare riposare coperto per circa 30 minuti e poi lavorare con la macchinetta per la pasta. In questo caso ho steso lasciato la sfoglia leggermente spessa (la mia nonna papera ha 6 livelli, io sono arrivata al quinto) perché penso che uno spessore un po’ più consistente si sposi meglio con un condimento importante come il ragù. Di solito faccio la pasta qualche ora prima, in modo che possa riposare prima di finire in pentola. Mi dilungo di qualche riga per un piccolo appunto personale. Ho di recente scoperto che i pastifici – più o meno grandi – spesso e volentieri utilizzano la farina Manitoba per rendere la sfoglia più sottile e resistente. Io personalmente cerco di evitare in quanto sembra che questa farina, visto l’alto contenuto di glutine, possa favorire intolleranze come la celiachia.

Per quanto riguarda il ragù, l’ho cotto in un bel tegame di terra cotta proprio come si usava una volta. La cottura è durata per circa tre ore, a fuoco dolce, per farlo restringere ed insaporire. Dovendo cuocere per parecchio tempo e ben sapendo che l’olio cotto a lungo diventa poco digeribile ho adottato un piccolo e ghiotto trucchetto. Ho comprato un pezzettino di salsiccia, che ho sbriciolato nel macinato, così da aggiungere pochissimo olio perché la carne si sarebbe rosolata sciogliendo i suoi propri grassi ed insaporita con del semplice vino bianco secco. Certo, la salsiccia non è la cosa più leggera del mondo ma mi è capitato di mangiare un sugo praticamente annegato nell’olio e me lo ricordo benissimo ancora adesso. La salsiccia, nella giusta quantità, ha aggiunto sapore ed il poco olio non ha appesantito il ragù. Spero che il mio piccolo esperimento sia gradito a tutti, nonna compresa!

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La riscossa del pan brioche all’olio, ovvero il richiamo del lievito madre

13 martedì Mag 2014

Posted by Admin in Lievitati Dolci

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colazione, dolci, Domicilio, genuino, Lievito Madre, light, merenda, Milano, olio extra vergine di oliva, pan brioches, prodotti da forno, semplice, senza burro

Giorni fa stavo facendo, come sempre, il pane semi-integrale che consumiamo tutte le settimane e c’era – per così dire – il lievito madre avanzato dal rinfresco precedente che mi guardava tutto allegro e scoppiettante. Solitamente utilizzo il lievito “vecchio” per fare piadine, grissini, crackers e altro, però bisogna ammettere che adoro fare esperimenti, e il lievito madre è uno dei miei soggetti preferiti su cui sperimentare. Ovviamente il più delle volte cerco di resistere e mi sottraggo alle sperimentazioni, anche perché il prodotto delle citate sperimentazioni và comunque consumato e, sia per evitare chili indesiderati che per avere la gioia di condividere e commentare il risultato, mi piace distribuirne un po’ a familiari ed amici. Questa volta mi ero impuntata con il pan brioche, volevo farne uno molto semplice e, possibilmente un po’ più leggero del solito. Volevo sentire la pasta vellutata modellarsi e diventare sempre più liscia sotto le mie mani ed avvertirne il delicato profumo. Certo, è indubbiamente comodo usare l’impastatrice ma dà sempre una certa soddisfazione terminare l’impasto a mano o, quando è possibile, farlo completamente a mano. Equipaggiata infine della mia decisione mi accingo a preparare anche gli ingredienti necessari per la sperimentazione: latte parzialmente scremato, zucchero di canna, farina, semi di vaniglia, ricotta, un uovo, il nostro Olio EVO al posto del burro ed ovviamente il lievito madre. Essendomi convita a procedere un po’ tardi ho provveduto a fare la seconda lievitazione durante la notte cuocendo la mattina presto. Per adesso non riporto la ricetta perché vorrei rifarla scrivendomi bene tutte le dosi ed i passaggi in modo da non dire castronerie. Mi capita spesso che, presa “dall’ispirazione”, mi dimentico di scrivere cosa ho combinato, ma ricordando e riprovando il più delle volte ritrovo la strada. Per essere la prima volta che provo a fare così il pan brioche sono abbastanza soddisfatta, è venuto molto soffice e poco dolce, un supporto perfetto per miele, confetture o nutella. La prossima volta vorrei provare a dargli di un’altra forma, per questa volta mi sono attenuta al classico, che non si sbaglia mai.

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Domicilio …ad hoc

12 lunedì Mag 2014

Posted by Admin in Domicilio, Feste ed Eventi

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cioccolato fondente, colazione, dolci, Domicilio, focaccia, genuino, Lievito Madre, merenda, Milano, prodotti da forno, semplice, senza burro

Quei pochi giorni di vacanza, quando capitano ponti durante varie festività, sono una preziosa occasione per rilassarsi e, perché no, stare un po’ tutti insieme all’aria aperta. La primavera, insieme all’autunno, è secondo me una delle stagioni più incantevoli e, se abbiamo l’opportunità, è bello uscire dalla città per tuffarsi per qualche ora tra il verde e il sole tiepido ma non ancora troppo caldo. Una prospettiva interessante anche per più piccoli, che possono divertirsi, stare in compagnia e bearsi del diretto contatto con la natura, sotto l’occhio attento ma più disteso dei genitori. Questo è il caso di una nostra conoscente, che di solito si serve da noi, e che richiede abitualmente golosità caserecce e naturali che gratificano i piccoli e permettono agli adulti – attenti a linea e salute – qualche rinuncia in meno. Vista l’allegra e specialissima occasione, la scelta è stata rapidamente orientata verso prodotti facilmente trasportabili, digeribili ed amati sia dai grandi che dai piccini. L’ultima ed importante considerazione da fare è quella che ci aveva portate ad incontrarci: l’intolleranza al lievito di birra e, conseguentemente, la ricerca di prodotti naturali. Come abbiamo già detto, l’uso del lievito madre e la lievitazione lenta rendono il risultato finale particolarmente leggero, adatto anche a chi ha intolleranze o vari problemi di digestione. La domanda ora sorge spontanea. Perché il lievito madre è così digeribile e leggero? I batteri del lievito di birra, i Saccharomyces cerevisiae agiscono soltanto mediante la fermentazione alcolica, producendo appunto alcool ed anidride carbonica. Il lievito madre invece agisce anche attraverso una fermentazione lattica, in quanto contiene in più i Lactobacilli, batteri artefici della trasformazione degli zuccheri in acido lattico. Questo processo è responsabile della caratteristica acidificazione degli impasti fatti con lievito madre e conferisce loro quell’aroma e quel gusto così peculiari. I suddetti microrganismi trasformano le sostanze più complesse in sostanze semplici e, insieme alla lunga fermentazione, rendono il prodotto finale facilmente digeribile. La pasta madre inoltre favorisce la distruzione dei fitati, sostanze considerate antinutrienti che sono contenute negli strati esterni del chicco di grano e che impediscono l’assimilazione intestinale di calcio, ferro e zinco.
Ora bando alle ciance! Aggiungo un paio di foto delle nostre preparazioni inviandovi un piccolo assaggio virtuale. Certo, sarebbe bello poter sentire i profumi e magari anche cogliere le diverse consistenze attraverso il web, ma visto che per ora ciò non è ancora possibile ci accontentiamo di postare le foto ed invitarvi a contattarci per qualunque informazione o curiosità.
Ecco una parte dei pan goccioli (22 €/kg) fatti con lievito madre pronti per partire ed essere gustati con voracità da bimbi affamati. Questa ricetta non contiene grassi animali, come deciso precedentemente, ma solo Olio Extra Vergine di Oliva di nostra produzione. E dopo ventiquattr’ore di attesa il risultato…

PangoccioliconLievitoMadre

Qui invece abbiamo la Focaccia di Recco ( 19 €/kg), fatta sempre con il nostro Olio e personalizzata con mozzarella ben strizzata e formaggio branzi. Ne abbiamo anche una seconda versione, non fotografata, con l’aggiunta di prosciutto cotto alla brace.

reccoOk
Mi “azzardo” a citare ancora una volta la nostra simpatica conoscente che, chiedendole come si trovasse con il domicilio a Milano di torte e lievitati vari ha risposto che:
– è possibile ordinare tranquillamente da casa tramite telefono o e-mail
– è possibile richiedere la personalizzazione del prodotto in base alla nostra ricetta ed alle vostre richieste
– è garantita la freschezza e la naturalezza dei prodotti acquistati in quanto preparati appositamente per Voi con ingredienti sani e genuini
– è una soluzione originale e chic per risolvere compleanni, merende, pomeriggi con il thé delle cinque, cene, colazioni e qualunque altra occasione possa venire in mente!
– ultimo ma non meno importante: la possibilità di ricevere tutto tranquillamente a domicilio senza stress, corse e traffico
Se vi abbiamo un po’ incuriosito non esitate a contattarci tramite il box in alto a sinistra.

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Rigeneriamoci e…portiamo quei colori, profumi e sapori a casa con noi

28 lunedì Apr 2014

Posted by Admin in Domicilio, Vacanze Alternative

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butterfly, campagna, dolci a domicilio, Domicilio, farfalla, fotografia, genuino, holiday, italian holiday, italian style, Italy, lavanda, lavander, Milano, natura, naturale, photography, pictures of Italy, pictures of Tuscany, Pienza, relax, semplice, terme, Toscana, tuscan garden, tuscan hills, tuscan landscape, tuscan renaissence art, tuscan sky, tuscan style, tuscan sunset, tuscan town, Tuscany, vacanze, vacanze agriturismo, vacanze alternative, vacanze in campagna

Ci sono luoghi dove lo scorrere delle stagioni si vede, si sente, si tocca…

Lavanda

Ci sono luoghi dove i colori riscaldano l’anima e la natura è viva e lussureggiante,

e ti sorprendi un poco, avvertendo una tranquillità nuova e pace tutto intorno a te.

Il tempo scorre lento e realizzi che puoi di nuovo respirare davvero…

Paesaggio

Qui i contrasti sono forti, ma sempre in armonia tra loro,

e scopri che puoi deliziarti delle meravigliose sfumature del crepuscolo

mentre ti sembra di toccare il tetto del mondo.

Borgo

Così vicino ed al contempo così lontano che ti pare impossibile…

Fiume

E mentre ti rilassi tra le acque di un’antica sorgente

ti accorgi improvvisamente  di non essere raggiungibile

e sorridi rendendoti conto che non te ne importa assolutamente…

Fonte

E partirai lasciando le tinte smeraldine della primavera

sapendo che un mare d’oro ti attenderà d’estate…

Terrazza

Portando con te un pò di allegria ed un pizzico di buona sorte!

Fortuna

Le nostre creazioni sono semplici e genuine,

cerchiamo di dare loro la sobria eleganza dell’essenziale

e ci auguriamo portino anche in città

i profumi, i sapori e le dolcezze della campagna.

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Sette vasetti con farro variegata al cioccolato fondente

28 lunedì Apr 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

≈ 2 commenti

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cioccolato, cioccolato fondente, colazione, dolci, dolci al cioccolato, dolci senza burro, Domicilio, facile, farro, genuino, merenda, Milano, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, ricette colazione, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette semplici, semplice, senza burro, sette vasetti, torte, veloce, yogurt

SetteVasettialFarro

 

In questi giorni dovevo incontrare delle amiche e volevo far trovare loro un dolcetto semplice e gustoso. Sappiamo bene però che dopo le festività Pasquali vogliamo tenerci leggeri perché a tutti – chi più chi meno – è capitato di esagerare un pochino con il cibo. D’altronde com’è possibile rinunciarvi? Spesso non si tratta soltanto di una pura questione di gola, bensì è anche una questione “d’onore”, ovvero bisogna fare onore alle pietanze preparate con dispendio di tempo e fatica dai padroni di casa. Pena la delusione di questi ultimi oppure insistenti esortazioni a finire od assaggiare questa o quella determinata prelibatezza. E’ capitato anche a voi? In ogni caso ci tenevo ad accogliere le mie ospiti degnamente ma con un occhio di riguardo alla linea ed alle calorie. Non volevo fare nulla di troppo lungo e complicato, ho quindi immediatamente pensato alla famosa Torta Sette Vasetti ma, come di consueto, con qualche modifica. Questa torta si presta molto bene a variazioni ed aggiunte, vista anche la facilità di esecuzione e l’assenza della bilancia. Ho deciso pertanto di farla con farina di farro integrale e cioccolato fondente. Sono diversi mesi che utilizzo con soddisfazione la farina di farro nel pane, nella focaccia, nella pasta fresca, nelle piadine e, perché no, anche nelle torte. La compro da un’azienda agricola che vende farine biologiche, e la prima volta l’ho acquistata per curiosità ma ora non manca mai nella mia dispensa perché – oltre ad essere sana – ha il vantaggio di non avere quel sapore “di crusca” tipico della farina di frumento integrale. Il farro è un cereale sacro e molto antico. Pare che il luogo di origine sia stata la Palestina, diffuso in un secondo tempo anche in Egitto ed in Siria. Il farro è stato per secoli l’alimento principale degli Antichi Romani; fungeva da cibo per le Legioni, da moneta di scambio e da dono rituale durante la celebrazione del matrimonio. Questo cereale è stato di recente riscoperto proprio in virtù delle sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Da amante di cereali e farinacei, la prima cosa che mi ha fatto piacere scoprire è che il farro è il cereale meno calorico di tutti (ha 335 calorie per 10 gr ), è più digeribile sia del grano tenero sia del grano duro e, nel caso della farina di farro integrale, è anche un ottimo alleato in caso di problemi all’apparato digerente. Ha inoltre proprietà lassative e può essere usato anche nelle diete considerato le buone proprietà sazianti. E’ ricco di sali minerali come fosforo, potassio e magnesio e si pregia di possedere anche consistenti quantità di vitamina A e vitamine del gruppo B, importantissime per la salute e la bellezza della nostra pelle.
Ingredienti:
1 vasetto di yogurt (nel mio caso magro)
1 vasetto di farina 0
1 vasetto di fecola di patate o maizena
1 vasetto di farina di farro integrale
2,5 vasetti di zucchero (nel mio caso di canna)
½ vasetto di Olio Evo (nel mio caso autoprodotto)
½ vasetto di Latte
3 uova medie
1 bustina di lievito
50 gr. circa di cioccolato fondente al 72%
Zucchero a velo per decorare
Iniziamo separando gli albumi dai tuorli e montiamo questi ultimi con lo zucchero finché non abbiamo un composto chiaro e spumoso. Aggiungiamo lo yogurt ed amalgamiamo. Mescoliamo in un recipiente la farina 0, la farina di farro, la fecola ed il lievito ben setacciati. Incorporiamo pian piano le farine ai rossi con lo zucchero, uniamo nel frattempo anche l’olio Evo ed il latte, sempre mescolando con cura. Mettiamo a sciogliere il cioccolato a bagnomaria e nel contempo versiamo circa 1/3 dell’impasto in un secondo recipiente. Quando il cioccolato è ben sciolto e senza grumi lo accorpiamo a quest’ultimo impasto e mescoliamo velocemente. Versare metà dell’impasto senza cioccolato in una tortiera imburrata da 24 cm, in seguito l’impasto col cioccolato e poi di nuovo il restante impasto chiaro, dopodiché prendere uno spiedino e mescolare i due impasti tracciando dei decori a caso. Cuocere a 180° per 30 min circa, vale sempre la prova stuzzicadenti. Far raffreddare e spolverare di zucchero a velo.

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