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~ La tradizione che incontra la passione e la fantasia!

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Archivi tag: light

Polpette di carne e spinaci

18 lunedì Mag 2015

Posted by Admin in Polpette, Secondi

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PolpetteCarneSpinaci

Arriva l’estate e – anche se le giornate sono più lunghe – sembra di avere a disposizione ancora meno tempo del solito. Terminata la giornata lavorativa c’è tutto un mondo che ci aspetta! Lasciamo dietro di noi la scrivania e l’aria condizionata per tuffarci verso il calore, il sole e una miriade di allegri colori estivi. Tra l’altro l’atmosfera “estiva” si respira anche nell’ambiente lavorativo, dall’abbigliamento alle discussioni sulla destinazione delle prossime vacanze.
Uscire dal lavoro – sapendo che ci attende ancora qualche ora di sole – ci dà “l’illusione” di avere una nuova giornata tutta per noi pronta ad essere vissuta. Possiamo trovare il tempo per un giretto in centro, un aperitivo, una passeggiata con il nostro amico a quattro zampe o un pomeriggio al parco un po’ speciale con i piccolini di famiglia.
E il tempo per cucinare? Non c’è problema ! Questo è un piatto unico che può essere preparato in anticipo e cotto all’ultimo minuto, magari accompagnato da un sughetto di verdure o una caponatina fredda. Si presta bene a diventare cena per tutta la famiglia, aperitivo, finger food e – perché no? – ricetta da picnic.

Ingredienti:

400 gr di carne trita di bovino

200 gr di spinaci sbollentati e ben strizzati

80 gr di parmigiano grattugiato

1 fetta di pane raffermo

2-3 cucchiai circa di pangrattato

1 uovo

1 spicchio d’aglio (facoltativo)

Prezzemolo

Sale

Pepe

Un pizzico di noce moscata

 

Sbollentare gli spinaci (freschi o surgelati) in poca acqua bollente. Una volta cotti scolateli e strizzateli per bene in modo che perdano tutta l’acqua. Nel frattempo ammorbidire con dell’acqua fredda la fetta di pane raffermo e sminuzzarla finemente con le mani. Lasciare intiepidire gli spinaci, tagliarli sottilmente con un coltello o con il mixer e versarli in una terrina con tutti gli altri ingredienti. Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo (nel caso l’impasto risultasse troppo morbido aggiungere parmigiano e pangrattato finché non diventa più compatto). Formare le polpette e posizionarle su una teglia ricoperta da carta forno e cuocere in forno a 180° per 20/25 minuti (controllare la cottura perché ogni forno è diverso). Io ho aggiunto del semplicissimo sugo di pomodoro, ma possiamo arricchire la salsa con qualunque verdura di stagione in modo da ottenere un piatto unico sano, semplice e gustoso.

 

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Plumcake mele e noci

12 martedì Mag 2015

Posted by Admin in Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Plumcake

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cannella, dolci, dolci a domicilio, dolci bambini, dolci colazione, dolci con le mele, dolci con lo yogurt, dolci facili, dolci leggeri, dolci senza burro, dolci veloci, genuino, light, mele, merenda, Milano, noci, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, plumcake, plumcake alle mele, plumcake allo yogurt, prodotti da forno, ricette colazione, ricette facili, ricette leggere, ricette semplici, ricette veloci, semplice, senza burro, senza latte, veloce, yogurt

PlumcakeMeleNoci

Aprile è terminato e – quasi senza accorgermene – ecco che siamo già a metà maggio. Un mese detestato da chi soffre di allergia ma atteso e adorato da chi ama i fiori. In questo periodo infatti anche lo spettatore più distratto può assistere ad uno splendido tripudio di fioriture: le rose innanzitutto, gli iris, i narcisi, le orchidee e le calle…solo citare i fiori più comuni. A maggio però ci sono anche altri generi di “fioriture”! Proprio in questo mese inizia appunto la stagione dei matrimoni, delle comunioni e delle cresime. Mi piace avere l’opportunità di “lavorare dietro le quinte” e veder nascere a poco l’evento, partecipare mentre le idee prendono forma ed assistere infine alla soddisfazione generale. Essere invitati è altrettanto entusiasmante: l’aspettativa, la curiosità, la felicità e – non da ultimo – la scelta del regalo. Certo, fare un dono è sempre una cosa bella ma – come ho già detto – quando è possibile preferisco fare dei regali “unici”, magari qualcosa che ho creato personalmente. Per questo le settimane appena trascorse sono state un po’ impegnative ma al contempo estremamente stimolanti, specialmente perché ho potuto misurarmi con tecniche di decorazione sempre nuove e interessanti.
Quando le giornate sono particolarmente piene, sapendo che il tempo per il pranzo è sempre poco, preferisco iniziare la giornata dedicando qualche minuto in più alla colazione. E’ bello sentire l’aroma del caffè, sbirciare dalla finestra i colori chiari del sole del mattino, ascoltare la città che si sveglia e infine prendersi un momento per un dolcino sano, profumato e goloso. Ecco quindi il plumcake di mele e noci, una ricetta semplice, veloce e leggera!

Ingredienti:

220 gr di farina
60 gr di fecola
180 gr di zucchero
2 uova
70 ml di Olio EVO
1 vasetto di yogurt naturale
2 mele
Il succo di mezzo limone
60 gr di noci triturate
1 bustina di lievito
2 cucchiai di crema al limoncello (o la scorza grattugiata di un limone)
Un pizzico di cannella
Zucchero di canna per spolverare prima della cottura

Per prima cosa setacciare la farina, la fecola e il lievito. Procediamo tagliando le mele a spicchi per poi irrorarle col succo di limone per evitare che ossidino. Montare quindi le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere lo yogurt, l’olio EVO, la crema al limoncello, la cannella e le noci finemente triturate. Unire a più riprese la farina setacciata con gli altri ingredienti e mescolare finché l’impasto non si presenta liscio ed omogeneo. Da ultimo incorporare le mele , sempre mescolando delicatamente. Versare in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e cospargere la superficie con lo zucchero di canna. Cuocere a 180° per 40 minuti circa (controllate la cottura perché ogni forno è diverso).

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Brioches con esubero di lievito madre

16 lunedì Mar 2015

Posted by Admin in Lievitati Dolci, Ricette con Esubero di Lievito Madre

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Brioches, brioches con esubero di lievito madre, colazione, Cornetti, dolci, dolci a domicilio, facile, genuino, germe di grano, leggero, licoli, Lievito Madre, light, merenda, Milano, ricette con lievito madre non rifrescato, ricette facili, semplice

BriochesEsuberoLicoli

L’autunno è sicuramente una delle stagioni che prediligo, ma la primavera resta in assoluto la mia stagione preferita. Amo particolarmente spiare il lento allungarsi delle giornate, sentire l’aria farsi più tiepida, osservare la natura che gradatamente si sveglia, vedere che grandi e piccini passano più tempo all’aperto e che i colori freddi dell’inverno lasciano piano il posto agli sgargianti colori primaverili. Certo con meno impatto rispetto alla campagna, ma questa “rinascita” può essere notata anche in città: l’occhio per la moda e per il make up può tranquillamente diventare “multitasking” e dedicarsi anche un po’ alla natura. D’altronde Madre Natura resta creatrice, dea e musa ispiratrice al contempo e quando si arrabbia può capitare che tiri fuori anche un pizzico del suo lato da “matrigna”… ma speriamo che questo non accada! Del resto in questa stagione Madre Natura è in tutt’altre faccende affaccendata, ce ne accorgiamo se ci avviciniamo ad un arbusto, un albero, un prato o una siepe. In questo periodo ci sono boccioli, fiorellini e gemme ovunque, una silente armonia che festeggia la vita e l’arrivo della primavera. Arriva quindi il sole – altro grande protagonista di questo miracolo – farsi ogni giorno più caldo mostrandoci al crepuscolo i suoi colori più brillanti e belli. Sembra impossibile ma si riesce a vederlo anche in città, magari sull’autobus, mentre fa capolino da dietro un palazzo, lo scorgiamo in fondo all’orizzonte nascosto da una montagna o riflesso su un lucente e nuovissimo grattacielo. Considerato il periodo, questo è anche il momento ideale per rimettersi in forma dopo il grigiore dell’inverno. Possiamo finalmente pensare a lunghe passeggiate, a giri in bicicletta, a domeniche al parco, gite fuori porta e – per i più sportivi – anche trekking o camminate in montagna. Dopo una bella camminata possiamo fermarci per una meritata pausa ristoratrice e mangiare qualcosa di sano, nutriente e magari anche fatto da noi. Ecco che le nostre brioches fatte con esubero di lievito madre vengono in nostro soccorso: una ricetta semplice e genuina, in cui gli ingredienti, l’impasto e la lunga lievitazione ci aiutano ad ottenere un prodotto durevole e fragrante nel tempo.
Oltre all’attività fisica, possiamo aiutare il nostro organismo bevendo la mattina a digiuno il succo di mezzo limone con un bicchiere di acqua tiepida. Questo semplice e profumato agrume è un potente alleato della nostra salute, anche perché assunto la mattina a digiuno può apportare notevoli benefici. Sono infatti numerose le sue proprietà salutistiche: depura l’apparato digerente, stimola il metabolismo, migliora la digestione, aiuta a riequilibrare i livelli di pH, contribuisce a pulire la pelle dall’interno, disintossica l’organismo e – least but not last – favorisce la perdita di peso. Quindi buona primavera a tutti!

Ingredienti per 12 brioches:

300 gr di farina (io di solito uso la 0 rinforzata per pizza)
80 gr di latte
120 gr di licoli non rinfrescato
120 gr di zucchero
50 gr di burro
1 uovo intero
1 cucchiaino di malto d’orzo
Un pizzico di sale
1 cucchiaio di germe di grano

Nel tardo pomeriggio (alle 18/18.30 ca.) inizio la preparazione.
Intiepidire il latte e versarlo in una capiente ciotola insieme all’esubero di lievito madre. Aggiungere il malto d’orzo e mescolare velocemente fino a formare un po’ di schiumetta. Versare il burro sciolto, lo zucchero, l’uovo, il sale e il cucchiaio di germe di grano e mescolare nuovamente. Unire gradatamente la farina setacciata e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire con pellicola trasparente e far riposare nel forno con la luce accesa per circa 30 minuti. Terminato il riposo stendere l’impasto e formare un disco dello spessore di circa ½ centimetro, tagliare il disco in 12 triangoli ed fare un ulteriore taglietto (di circa 2/3 cm) alla base di ogni triangolo. Eventualmente farcire la brioches con marmellata o crema di nocciole. Arrotolare schiacciando le estremità della base per sigillare il ripieno e chiudere tirando il vertice del triangolo e finire di arrotolare il triangolino. Posizionare i cornetti ben distanziati su una teglia ricoperta di carta forno e lasciarli lievitare in forno con la luce accesa per tutta la notte. Al mattino spennellare la superficie con del latte e dello zucchero di canna e cuocere a forno statico, 180° per circa 15-20 minuti (controllare la cottura)

Nella planetaria: versare nella ciotola della planetaria l’esubero di licoli, il latte tiepido e il malto d’orzo. Avviare a bassa velocità fino a sciogliere il lievito e formare una leggera schiumetta. Unire ora burro sciolto, lo zucchero, l’uovo, il sale e il cucchiaio di germe di grano ed avviare nuovamente con la foglia bassa velocità. Sostituire la foglia con il gancio e versare a più riprese la farina aumentando gradatamente la velocità . Terminare l’impasto utilizzando il gancio a media velocità e continuare per altri 5 minuti circa, fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea. Continuare poi come descritto sopra.

BriochesAperta

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Spumante con la torta o torta con lo spumante?

12 giovedì Feb 2015

Posted by Admin in Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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TortaSpumante

E’ sempre appassionante organizzare compleanni, specialmente se si tratta del compleanno di un bambino. Si comincia “pregustando” l’evento già nei preparativi iniziali: il tema della festa, la scelta dei colori, delle decorazioni e dell’eventuale animazione. Altrettanto importante è la scelta del cibo, in modo che risulti goloso, colorato e divertente per incontrare i gusti dei più piccoli e che allo stesso tempo si adatti bene agli “allegri e movimentati” festeggiamenti. Il fattore che rende indiscutibilmente uniche le feste di compleanno dei bambini è senza dubbio il loro entusiasmo, la loro irrefrenabile gaiezza e l’euforia contagiosa carica d’aspettativa. Impossibile non farsi coinvolgere! Sono proprio queste le occasioni dove a noi grandi capita di sentirci un po’ bambini. Certo, perché nella frenetica vita di città che lascia così poco spazio alla fantasia e all’anima delle cose a volte abbiamo bisogno anche noi di imparare qualcosa dai bambini. Osservandoli possiamo ricordare come noi stessi eravamo un tempo: la loro spontaneità, l’innocenza, l’allegria, l’immaginazione, i giochi, la speranza e la capacità di guardare sempre il lato positivo sono – a mio parere – tutte prerogative meravigliose e sorprendenti che caratterizzano i nostri bambini. Sarebbe così terribile recuperare tutte queste belle qualità per migliorare la nostra vita di ogni giorno? Io credo di no. Chissà, grazie ai bambini potremmo trovare in noi delle doti che forse ci stupirebbero: come la capacità di guardare oltre, un pizzico di spericolatezza e – perché no – la possibilità di guardare la vita da una prospettiva differente. In una società che li vuole piccoli consumatori e grandi subito, penso sia giusto proteggere e conservare il più a lungo possibile questa magica età della vita… con i dovuti accorgimenti naturalmente! Dopo tutte queste elucubrazioni veniamo infine alla novità che riguarda – manco a dirlo – i bambini. Arriva il nostro TRUCCABIMBI! L’idea è nata lavorando e ruotando attorno al mondo dei bambini con feste, merende e compleanni. All’improvviso mi sono detta: perché non dare ai bimbi qualcosa che colora e rallegra le loro feste? Qualcosa che piace a tutti? Ecco che la passione per le cose buone e genuine, l’amore per i dolci e i prodotti da forno e il nostro occhio di riguardo verso le famiglie e i bambini si fondono in questa nuova e frizzante occasione. Una truccatrice esperta delizierà tutti i bimbi con fiori, farfalle, animali e tanto altro! Riportiamo sotto delle immagini dimostrative del TRUCCABIMBI, eseguito però su “volontari adulti”, proprio per proteggere la privacy dei piccoli ospiti.
Continuando però a parlare di feste, compleanni e celebrazioni varie ho avuto “il ghiribizzo” di provare un dolce un po’ speciale. Infatti capita spesso che dopo aver aperto qualche bella bottiglia di spumante ne avanzi una piccola quantità. Che fare quindi? Lasciarlo in frigo col rischio che finisca nel dimenticatoio? Peccato! Nasce così la Torta con lo Spumante nell’Impasto: soffice, leggera e profumata. Adatta sia a colazione che a merenda, si sposa bene sia con crema nocciole che marmellate o confetture ma, volendo esagerare possiamo pensare ad una mousse yogurt, miele e amaretti…giusto per restare leggeri, no?

 

TortaSpumanteFetta

Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
150 gr di farina
60 gr di fecola
180 gr di zucchero
70 ml di Olio EVO
40 ml di latte
2 uova
½ bustina di lievito
Un pizzico di sale
150 ml di spumante

Montare le uova intere con lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e spumoso. Setacciare la farina, la fecola e il lievito. Aggiungere ora gli ingredienti secchi setacciati alternandoli all’olio e al latte, unire il pizzico di sale e mescolare fino ad ottenere un composto lisco ed omogeneo. Versare ora lo spumante e rimestare nuovamente il tutto. Versare in uno stampo imburrato e cuocere a 180° per 35-40 minuti (fare sempre la prova stecchino). Buon Appetito … e che questo “Brindisi” così particolare ci sia di buon auspicio!

Truccabimbi

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Torta al cioccolato senza uova e burro, umida e soffice come la versione classica!

09 giovedì Ott 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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cioccolato fondente, colazione, dolci, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci colazione, dolci dietetici, dolci facili, dolci leggeri, dolci senza burro, dolci veloci, Domicilio, facile, genuino, light, merenda, Milano, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, ricette del risparmio, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, senza burro, senza uova, torta al cioccolato senza uova e burro, torte al cioccolato, torte colazione, torte facili, torte leggere, torte morbide, veloce

TortaCioccolatolight

L’autunno è una delle mie stagioni preferite, quell’autunno che sa ancora un po’ d’estate e, anche se le giornate si accorciano, riusciamo ancora ad apprezzare le sfumature oro e rosa del crepuscolo, mentre possiamo magari approfittare dell’occasione per una bella corsetta rigeneratrice. Quell’autunno che porta con sé tanti meravigliosi colori caldi – che adoro utilizzare anche nel make-up – come l’ocra, il bronzo, il rame, il cremisi, il porpora, i toni di verde scuro, i marroni accesi come il terra di Siena bruciata e naturalmente tutte le tonalità del vinaccia e del borgogna. Troppo presto però il cielo si nasconde dietro un manto plumbeo e pesante, che fare allora per risollevare un po’ lo spirito? La finestra di casa o dell’ufficio diventa come un teatro senza più luci e colori, mentre noi guardiamo da lontano con uno sguardo quasi ipnotizzato. Quando è possibile per “risollevarmi” mi piace ascoltare un po’ di musica, ma quel genere di musica che ti fa quasi toccare lo Spazio con un dito, come – solo per citare un paio di nomi – i Pink Floyd o Mike Oldfield. Naturalmente bisogna trovare un adeguato accompagnamento a questa musica tanto bella, qualcosa di altrettanto “leggiadro” ma allo stesso tempo impeccabile nella sua semplicità. Di nuovo il cioccolato, o per meglio dire il cacao, è venuto in mio aiuto e di nuovo mi assale la curiosità di conoscere un pochino meglio questo meraviglioso ingrediente. Le origini del cacao sono già state illustrate brevemente nel nostro post sulla Torta magica al cioccolato e caffè ma, facendo qualche ricerca e scorrendo un po’ in avanti con i secoli ecco che incontriamo il nome di Cristoforo Colombo. Il grande navigatore ebbe l’occasione di assaggiare una bevanda a base di cacao nel 1502 durante il suo quarto ed ultimo viaggio in America, dove sbarca in Honduras. Facendo ritorno presso la corte di Ferdinando ed Isabella portò in omaggio alcuni semi di cacao, ma allora nessuno diede peso alla scoperta, forse a causa del sapore amaro della bevanda. Fu il conquistatore spagnolo Hernàn Cortès il primo ad intuire il potenziale del cioccolato quando, nel 1519 approdò in Messico proprio sullo stesso tratto di costa da cui era fuggito il dio piumato Quetzalcoatl, che secondo la leggenda avrebbe fatto ritorno proprio quell’anno. Non c’è da stupirsi quindi se Montezuma, vedendo Cortès adorno di oro e piume, lo scambiò per il dio serpente finalmente tornato. L’imperatore lo accoglie con tutti gli onori e, invece dell’oro gli dona delle fave di cacao che sollecitano immediatamente la curiosità di Cortès e che sembrava valessero più dello stesso oro. Il conquistatore spagnolo si impadronisce di tutto il territorio ed inizia a piantare ovunque alberi di cacao, convinto che quest’ultimo lo avrebbe reso ricco tanto quanto l’oro. Gli spagnoli impararono in fretta ad utilizzare le fave di cacao come moneta e si abituarono alla strana bevanda amara offertagli dagli Aztechi. Cortès comprese in poco tempo che il cioccolato aveva proprietà nutritive, energizzanti e stimolanti e, quando nel 1528 fu richiamato in patria portò con sé alcune fave di cacao da offrire all’imperatore Carlo V. Gli spagnoli sostituirono il pepe e il peperoncino con vaniglia, zucchero, anice e cannella rendendo così la bevanda particolarmente dolce e gradevole ai palati degli aristocratici spagnoli. La strada era ormai spianata: per tutto il ‘500 il cacao ed il suo commercio furono monopolio esclusivo degli spagnoli. E’ incredibile pensare che inizialmente il cioccolato deve la sua popolarità all’uso che se ne faceva come medicinale: era apprezzato per le sue funzioni digestive, nutrienti, antidepressive e stimolanti. Ecco infine la ricetta…

Ingredienti (io ho utilizzato una teglia quadrata 20 x 20):
400 gr di latte
150 gr di farina
50 gr di fecola
50 gr di cacao
50 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di crema liquorosa cioccolato e caffè (facoltativo)

Setacciare la farina, la fecola, il cacao, il lievito, lo zucchero e la vanillina. Rovesciare il latte in una capiente terrina insieme all’olio ed al liquore. Aggiungere gradatamente gli ingredienti secchi fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, il risultato sarà piuttosto liquido. Versare nella teglia imburrata e cuocere a 180° per 40 minuti circa (vale la solita prova stecchino). Si può accompagnare con marmellata di arance, confettura di lamponi oppure una crema al latte con fragole.

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Un assaggio di Halloween con i biscotti morbidi zucca e cioccolato

30 martedì Set 2014

Posted by Admin in Biscotti, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Ricette con la Zucca

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biscotti morbidi, biscotti senza burro, biscotti speziati, biscotti zucca e cioccolato, cioccolato fondente, colazione, dolci, dolci autunnali, Dolci con la zucca, dolci di Halloween, dolci senza burro, Domicilio, facile, genuino, halloween, light, merenda, Milano, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, pumpkin chocolate chip cookies, ricette autunnali, ricette con la zucca, ricette facili, ricette semplici, semplice, senza burro, zucca

Biscotti morbidi zucca e cioccoalto

Finalmente è arrivata la stagione della zucca! Questa è una delle tante cose che attendo con piacere all’arrivo dell’autunno e che rientra senza ombra di dubbio nella lista dei miei ingredienti preferiti. La zucca è un ortaggio a basso contenuto calorico, dal gusto incredibilmente dolce e vellutato e – cosa non da poco – è estremamente versatile. Si presta ad infinite varianti: nei risotti, nella pasta, nelle zuppe, nel pane, come contorno, come ripieno o come “ingrediente segreto” per preparare dolci golosi che già sanno d’autunno. Naturalmente quando si parla di dolci che contengono zucca è impossibile non pensare ad Halloween. Memore dei miei soggiorni americani ho cercato quindi di ricostruire brevemente la storia di questa festa ormai divenuta famosa anche da noi. Il termine deriva dall’inglese arcaico ed è una contrazione di “All Hallow Eve”, ovvero la vigilia di Ognissanti. Questa festività affonda le sue radici nelle antiche tradizioni della cultura celtica, principalmente rintracciabili in Irlanda. Era usanza presso i Celti cominciare l’Anno Nuovo il 1° Novembre, quando terminava ufficialmente l’estate ed iniziava il lungo e freddo inverno. Questa fase di passaggio era considerata magica e festeggiata con il nome di “Samhain”, che in antico irlandese significa più o meno “fine dell’estate”. I colori che tipicamente caratterizzavano questa celebrazione erano l’arancio ed il nero, il primo per ricordare la mietitura mentre il secondo per simboleggiare il buio dell’inverno. Era infatti questo il tempo di ringraziare gli dei per il raccolto della terra, per il bestiame ben nutrito nei verdi pascoli estivi e per le scorte assicurate per l’inverno. I Celti credevano inoltre che in questi giorni il velo che divide il mondo dei vivi da quello degli spiriti si assottiglia, permettendo così alle anime dei defunti di raggiungere la terra dei viventi. Oltretutto era costume dei Celti considerare le Fate degli esseri maligni e pericolosi. Difatti si raccontava che durante la notte di Samhain le Fate erano solite fare degli “scherzetti” agli umani, i quali lasciavano sull’uscio di casa cibo e latte allo scopo di blandirle. Un’altra storia narra che l’origine del detto “Trick or Treat” risale al tempo dei primi cristiani che, in viaggio da un villaggio all’altro, elemosinavano un tozzo di pane detto appunto “il dolce dell’anima” e che per ogni pezzo ricevuto si recitava una preghiera per le anime dei defunti della caritatevole famiglia. Nonostante l’avvento del Cristianesimo i Celti rimasero fortemente attaccati alle loro tradizioni, fu così che Papa Gregorio Magno nell’835 spostò la Festa di Ognissanti al 1° Novembre, successivamente nel X secolo fu poi aggiunta la Festa dei Morti, che si celebra ancora oggi il 2 Novembre. La festività di Halloween arrivò in America nel XIX secolo insieme agli immigrati irlandesi, fuggiti dalla loro patria in seguito ad una grave carestia. Da allora il 31 Ottobre in America si decorano le case con scheletri, fantasmi e zucche sogghignanti mentre gruppi di bambini – travestiti per l’occasione – bussano alla porta dei vicini ponendo la fatidica domanda: “Trick or Treat?”. Veniamo dunque al sodo e passiamo alla ricetta dei biscotti morbidi alla zucca e cioccolato.

Ingredienti (dosi per 32 biscottoni):
200 gr di zucca (peso a crudo) già cotta al forno e frullata
180 gr di farina
40 gr di fecola
60 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
1 uovo
1 bustina di vanillina
½ bustina di lievito per dolci
100 gr di zucchero
50 gr di noci
60 gr di gocce di cioccolato
Un pizzico di sale
Un pizzico di cannella
Un pizzico di zenzero
Un pizzico di noce moscata

In una ciotola setacciare la farina, la fecola e il lievito. Versare in una seconda ciotola la purea di zucca con lo zucchero e mescolare fino a far amalgamare il tutto, aggiungere poi l’uovo e l’olio e giriamo bene con le fruste elettriche. A questo punto uniamo a poco a poco la farina, la fecola ed il lievito setacciati, continuiamo a mescolare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Addizioniamo poi le noci tritate grossolanamente, le gocce di cioccolato, il pizzico di sale e le spezie. Mescolare molto bene e, aiutandosi con due cucchiai, procedere a formare i biscotti posizionandoli ben distanziati su una teglia rivestita da carta forno. Cuocere a 180° per 15 minuti circa. Per una versione croccante è possibile omettere la fecola rimpiazzandola con la farina e sostituire l’olio con 80-90 gr di burro morbido. Se piace si può eventualmente aggiungere anche una manciata di muesli.

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Nuvole di ricotta, biscotti morbidi e leggeri senza burro e uova

25 giovedì Set 2014

Posted by Admin in Biscotti, Dolci con la Ricotta, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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BiscottiRicotta

Milano durante la settimana della moda somiglia ad una nobile signora vestita del suo migliore abito da sera per la prima alla Scala. Almeno per una settimana la città pare abbandonare l’appropriato “abbigliamento da ufficio” e si riscopre piena di lustrini, pailletes, luci abbaglianti, vetrine da sogno e musica mista al diffuso vociare degli ospiti. Sembra di trovarsi in un unico, grande, immenso party esclusivo al quale però siamo tutti invitati. Le strade diventano come una particolarissima passerella dove ognuno può fare sfoggio del suo look e del suo estro creativo, tutti ci sentiamo – almeno per qualche ora – un po’ stilisti, un po’ modelle, un po’ make- up artist, un po’ designers e un po’ fotografi…come se per una sera la magica polverina dorata di Trilly ci ammantasse tutti con il suo incanto. Milano strizza l’occhio a New York e diventa teatro di una favola moderna pronta ad accogliere tutti gli attori di scena, dimentichi di crisi, politica, economia e precariato. La “favola” italiana è qualcosa che forse tutto il mondo ci invidia e cerca di imulare: la moda, lo stile, il design, l’arte, l’opera e naturalmente il cibo! Ma le favole non fanno parte della nostra quotidianità, cosa c’è di romantico ed affascinante in essa? Ecco, possiamo trovarci epopee di famiglie, di speranze, di successi, di grandi idee e capacità di rinnovarsi proprie di noi italiani, possiamo trovarci la nostra storia – quella vicina, vera e non la chimera – ed imparare da New York che anche noi possiamo andarne fieri. Per questo durante le occasioni speciali mi piace gironzolare non solo di sera, laddove la città presenta il suo lato migliore, ma anche la mattina presto – magari di sabato – quando la città è silenziosa, i negozi ancora chiusi ed i tram semivuoti passano spediti tra le strade deserte. Un buon cappuccino cremoso è d’obbligo per iniziare una passeggiata del genere, una volta uscita un sacchetto di juta e raso spunta dalla borsa di cuoio rossa, i nastri che si allargano per permettermi di afferrare i miei biscottini morbidi alla ricotta. Un biscotto semplice, una colazione per vie storiche e chic, un modo tutto mio per visitare la Milano d’oggi e ricordare quella che non c’è più. In attesa dell’apertura dei negozi abbandono le vie principali preferendo passeggiare lungo alcune viette pittoresche rimaste: Via San Maurilio, Via Santa Marta, Via del Bollo, Via Sant’Orsola, Piazza Borromeo, Via Morigi, Via Luini, Via Cappuccio e poi indietro per Via Torino. Inevitabilmente il pensiero torna alla Vecchia Milano e a quel quartiere poco lontano che non esiste più, un quartiere ricco di storia e di popolo, brulicante di negozi, artigiani e mestieri. La borgata di cui si parla è il Bottonuto, antico quartiere medievale che comprendeva la zona tra Piazza Duomo, via Larga, Piazza Fontana e Missori. Si trattava di un rione particolarmente antico e pittoresco, composto da un dedalo di stradine, chiese, botteghe, ambulanti, vecchie case e lupanari. Tra il 1928 e l’immediato dopoguerra si procedette alla demolizione dell’intero quartiere, ufficialmente per risanarlo rendendolo più pulito e sicuro, ufficiosamente cedendo alle speculazioni edilizie dell’epoca. Qualunque sia la verità resta il fatto che la Chiesa di San Giovanni in Conca, la Chiesa di San Giovanni in Laterano, la cosidetta “Manica Longa” del Palazzo Reale, Via Tre Alberghi, Via Visconti e Via Bottonuto non esistono più ma l’attento visitatore può osservare, cercare le tracce e ricostruire cosicché certe storie sopravvivano al tempo ed all’oblio. Dopo tanto discorrere, veniamo infine alla ricetta.

Nuvole di Ricotta con Cioccolato Fondente

Nuvole di Ricotta con Cioccolato Fondente

Ingredienti:
150 gr di ricotta vaccina
180 gr di farina
120 gr di zucchero
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di limoncello (nel mio caso homemade)
½ bustina di lievito
60 ml di latte
2 cucchiai di Olio Evo

Versare la ricotta in una ciotola e lavorarla finché non diventa bella cremosa, aggiungere pian piano la farina ed il lievito setacciati alternandoli al latte. Unire infine l’olio Extra Vergine di Oliva, il sale ed il limoncello. Mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato ed omogeneo, stendere l’impasto, formare i biscotti e cuocere a 180°, forno ventilato per 10-12 minuti. Si conservano morbidi per diversi giorni e sono perfetti sia per essere inzuppati nel latte che per essere gustati con marmellata o crema alla nocciola.

BottonutoMix

Ringrazio Milan l’era inscì per le belle foto della Vecchia Milano.

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Torta rovesciata alle pesche con ingrediente segreto (senza burro)

02 martedì Set 2014

Posted by Admin in Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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antiage, antiossidante, caramello, colazione, cucina italiana, dolci, dolci a domicilio, dolci con la frutta, Dolci con la Ricotta, dolci con le pesche, dolci italiani, dolci leggeri, dolci senza burro, Domicilio, genuino, light, maschera illuminante fai da te, merenda, Milano, noci, olio di nocciolo di pesca, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, pesche, prodotti da forno, ricette bambini, ricette facili, ricette leggere, ricette light, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, ricotta, senza burro, torta rovesciata, torte senza burro, veloce, vitamina A

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Girovagavo col pensiero alla ricerca di ispirazione, girovagavo cercando frutti e profumi che sanno ancora d’estate, girovagavo inseguendo luoghi dove le emanazioni cittadine diventano solo una leggera e lontana nebbiolina. Dopo le numerose ed abbondanti piogge la scelta di un corso d’acqua ci è parsa quasi naturale. Elemento che spinge in maniera ancestrale ad essere amato e rispettato. Dagli albori della storia l’uomo ha sempre costruito vicino fiumi e sorgenti, forse non solo per “mera sopravvivenza” ma anche per ragioni più profonde ed arcaiche. Magari la vicinanza con l’acqua ci rassicura col suo scorrere costante ed il suo colore cristallino, magari ci tranquillizza con la sua melodia sempre uguale e diversa, magari è l’armonia con la flora e la fauna circostante che ci spingono ad esserlo anche con noi stessi, magari è il rispetto per questa forza della natura che dà vita ma che può anche metterci in pericolo – se non la consideriamo adeguatamente. Questa volta abbiamo deciso di fare una capatina in un posto magico e poco conosciuto a circa un’ora di auto da Milano. Si tratta di un luogo dalla posizione quanto mai singolare: si trova infatti alla confluenza di tre valli bergamasche (Brembana, Brembilla ed Imagna) e di due fiumi (il Brembo e l’Imagna). La posizione felice fa sì che la zona sia abitata sin dalla lontana Preistoria, furono poi i Romani a governarla per ben quattro secoli ed a lasciarci varie testimonianze del loro passaggio. In seguito il territorio fu teatro di feroci scontri tra guelfi e ghibellini, tanto che per evidenti ragioni difensive nella zona sorsero parecchi castelli e fortificazioni. Il maniero che qui sorse fu presto oggetto di numerose leggende ed un alone di mistero parve addensarsi attorno ad esso, forse proprio a causa della fama sinistra di cui godevano i proprietari. Proprio durante il Medioevo è stato costruito il ponte – che per moltissimo tempo fu l’unica via di accesso alla valle – che è tutt’ora percorribile, consentendo una visita a metà tra il naturalistico e l’archeologico, senza dimenticare il fascino che indiscutibilmente hanno questi luoghi così arcani ed enigmatici. Si accede poi all’antica Dogana, dove il doganiere controllava il porto, riscuoteva il pedaggio e controllava i viandanti e le merci che transitavano tra la Serenissima ed il Ducato di Milano. Il castello venne distrutto dalla Repubblica di Venezia, le rovine furono scoperte solo quattro secoli dopo, oggi vi troviamo un lussuoso albergo. Per finire troviamo una bellissima passerella sospesa sull’acqua costruita nel 1878 che, col fiume in piena è davvero un’attraversata affascinante ed indimenticabile. Tornando però alla mia ricerca di ispirazione, ho alla fine deciso di preparare una torta rovesciata senza burro con le pesche, fantastico frutto di stagione, pieno di gusto e vitamine. La pesca è infatti ricca della preziosissima Vitamina A, contiene inoltre le Vitamine B, C ed E ed ha capacità rimineralizzanti in quanto fonte di ferro, zolfo, manganese, fosforo, magnesio e potassio. L’olio che si ottiene dalla spremitura del nocciolo di pesca ha una texture particolarmente leggera e proprietà simili all’olio di Albicocca. Ha spiccate proprietà nutritive, idratanti, emollienti e rigeneranti, è ottimo come antirughe ed antiossidante naturale. Trattandosi di un olio leggero è adatto a pelli sensibili, infiammate o secche. E’ un ottimo struccante e l’abbondante quantità di betacarotene rendono quest’olio perfetto per favorire l’abbronzatura. Possiamo preparare una maschera illuminante tagliando a pezzetti una bella pesca matura, cuocerla un pochino sul fuoco per ammorbidirla, una volta fredda aggiungiamo un cucchiaino di miele ed uno di avena. Applicare uniformemente sul viso e lasciare agire per circa 10/15 minuti. Alla fine del trattamento la vostra pelle sarà luminosa e vellutata, proprio come la proverbiale pesca! Possiamo inoltre preparare una maschera nutriente, volumizzante e sebo-regolatrice per i capelli frullando delle pesche ed aggiungendo dell’argilla verde e, possiamo poi arricchirla con olio di lino o di ricino. In caso di capelli grassi possiamo aggiungere olio essenziale di eucalipto, limone o lavanda. L’olio essenziale di geranio è l’ideale per i capelli crespi con doppie punte. Dopo tante chiacchiere ecco la ricetta…

tortarovesciataDue

Ingredienti per uno stampo da 26 cm:
3 pesche grandi
200 gr di farina
50 gr di fecola
100 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
200 gr di stracchino “light” allo yogurt (sostituibile con della normale ricotta vaccina)
180 gr di zucchero
100 ml di latte
2 uova
2 cucchiai di crema al limoncello  (sostituibili con la scorza di mezzo limone bio)
Un pizzico di sale
Un pizzico di vaniglia
Una bustina di lievito per dolci
Una manciata di noci frullate
Per il caramello:
150 gr di zucchero
1 tazzina di acqua

Separare gli albumi dai tuorli e mescolare questi ultimi con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Uniamo – sempre mescolando – l’olio, la crema al limoncello e lo stracchino “setacciato” con lo schiaccia patate. Continuare a mescolare fino ad avere una miscela liscia e cremosa. Setacciamo ora la farina, la fecola, il lievito e la vanillina ed aggiungiamoli lentamente al resto dell’impasto. Nello stesso tempo aggiungiamo poco alla volta anche il latte. Tagliare a pezzettini una delle pesche e mescolarli all’amalgama. A questo punto montiamo a neve ben ferma gli albumi ed aggiungiamoli pian piano all’impasto. Imburrare una teglia da 26 cm (possibilmente non a cerniera o rivestita sul fondo di carta forno) e posizionare gli spicchi di pesca spolverando sopra la farina di noci. Prepariamo ora il caramello versando lo zucchero e la tazzina d’acqua in un pentolino antiaderente, far andare a fuoco piuttosto vivace e non toccare finché lo zucchero non avrà assunto un bel colore biondo-ambrato. Versare uniformemente – ma con molta cautela – sugli spicchi di pesca e riversare subito sopra l’impasto. Infornare a 180° per 35-40 minuti (vale la prova stecchino, come sempre). Facendo attenzione a non scottarsi rovesciare immediatamente la tortiera e lasciar freddare.

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Torta al vino rosso e cioccolato (senza burro)

11 lunedì Ago 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

≈ 3 commenti

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antiage, anticellulite, antiossidante, cioccolato fondente, colazione, cucina italiana, dolci a domicilio, dolci colazione, dolci con il vino, dolci con lo yogurt, dolci leggeri, dolci light, dolci senza burro, dolci veloci, Domicilio, facile, genuino, light, merenda, Milano, olio di vinaccioli, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, rassodante, ricette del risparmio, ricette dolci, ricette economiche, ricette facili, ricette leggere, ricette light, schiarente, semplice, senza burro, torte colazione, torte senza burro, torte veloci, veloce, vino rosso, yogurt

 

TortaVinoRossoFetta
Mi è stata da poco regalata una bottiglia di ottimo vino rosso del Centro Italia, proveniente proprio dalla terra degli Etruschi, un popolo che ho sempre trovato misterioso ed affascinante. Dopo averla ricevuta, l’ho messa in bella mostra sulla credenza in attesa della giusta ispirazione, perché a mio parere un prodotto dal meraviglioso colore rosso rubino, dal profumo così intenso e dal sapore così caldo non doveva solo essere degustato durante un pasto, ma meritava anche di essere sposato ad altri ingredienti per ottenere – appunto – un bouquet di aromi e sapori del tutto nuovo. Il ragù di carne è arrivato puntuale come da previsione, ma avevo ancora un tarlo in testa che mi diceva di provare a utilizzarlo in maniera diversa, insolita. Ecco quindi che mi è venuta l’idea della torta al vino rosso e cioccolato, abbinamento a mio avviso piuttosto naturale e – lasciatemelo dire – “la morte sua”. Oltre al risvolto enogastronomico però, sono come sempre interessata anche alle virtù benefiche e salutistiche di questa antica bevanda. Ero già a conoscenza – come molti – delle proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie, antivirali ed antiallergiche del vino, dovute in particolare all’elevato contenuto di polifenoli. Il vino è inoltre un antitumorale naturale, favorisce l’aumento del colesterolo “buono” e, ad esso è associata una diminuzione delle malattie cardiovascolari . Sembra infine che aiuti a combattere disturbi neurovegetativi e che agisca positivamente su ossa, articolazioni e colecisti. Non dimentichiamo, naturalmente, che solo un consumo moderato apporta tutti questi benefici! Indagando qua e là ho scoperto anche una curiosità sull’etimologia della parola: pare infatti che il termine “vino” derivi dal verbo sanscrito vena, che vuol dire amare, da cui deriva anche il nome latino Venus, cioè Venere. Effettivamente è antica la storia del vino. Già presso i Sumeri, 6000 anni fa, era coltivato e considerato come simbolo di festa, riconciliazione ed omaggio agli dei. Gli Antichi Egizi indubbiamente non erano da meno, le prime giare sono infatti risalenti al 3000 a.C. e pare che il sistema di coltivazione più diffuso fosse quello a pergola. Anche gli Ebrei conoscevano e gradivano questa bevanda, attribuendo a Noè la prima vigna, come si può leggere sulla Genesi circa il famoso episodio “L’Ebbrezza di Noè”, affrescata anche da Michelangelo nella Cappella Sistina. Attraverso gli Egizi il vino giunse presso i Greci che, come sappiano, gli dedicarono una divinità tutta sua ovvero Dioniso, il più giovane figlio di Zeus e dio del vino e della convivialità. Attraverso i Greci la vite arrivò anche in Italia, iniziando il suo viaggio in Sicilia e poi presso i Sabini e gli Etruschi, che divennero abili coltivatori e vinificatori. Furono proprio gli Etruschi ad insegnare ai Romani tutti i segreti della coltivazione della vite e della produzione del vino. Il vino, a modo suo, ha persino contribuito alla nascita dell’impero: difatti i Romani ne conoscevano le proprietà battericida ed era consuetudine portarlo durante le campagne come bevanda dei legionari. Plutarco ci racconta che Cesare fornì del vino ai soldati decimati da una brutta malattia. Da ultimo, per quanto riguarda la cosmesi, dai semini degli acini d’uva si estrae il prezioso olio di vinaccioli, che è emolliente, elasticizzante e tonificante. Vanta inoltre caratteristiche idratanti e leviganti in quanto ricco di calcio, fosforo e flavonoidi. Svolge un’efficace azione rassodante e – cosa importantissima per noi donne – stimolante della microcircolazione. E’ un ottimo schiarente naturale e le spiccate caratteristiche antiossidanti lo rendono adatto a proteggere la pelle dall’invecchiamento e dagli agenti atmosferici. Essendo un olio particolarmente leggero – oltre che buon trattamento anticellulite – è adatto ad essere applicato anche dopo la doccia. Una maschera di bellezza da fare a casa è composta da qualche acino d’uva schiacciato, olio di vinaccioli, olio di oliva, miele di arancia, yogurt, qualche goccia di aceto di mele e – se avete la pelle grassa – anche un po’ di argilla verde.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

120 gr di farina
50 gr di cacao
30 gr di amido di mais
220 gr di zucchero
120 ml di vino rosso
125 gr di yogurt
Un pizzico di vaniglia bourbon
Un pizzico di sale
2 uova
50 ml di latte
100 ml di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
Una bustina di lievito per dolci
½ cucchiaino di aceto bianco
Scaglie di cioccolato fondente

Per prima cosa setacciamo bene la farina, l’amido, il lievito ed il cacao. Procediamo poi a montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia finché saranno chiari e spumosi. Aggiungiamo ora lo yogurt,il pizzico di sale, il vino rosso, il latte e l’olio EVO, sempre mescolando. A questo punto inglobare al composto gli ingredienti secchi setacciati, miscelando l’impasto a poco a poco in modo da non formare grumi. Continuiamo ora montando a neve ben ferma gli albumi con l’aceto. Una volta montati i bianchi li addizioniamo pian piano al composto rimestando dal basso verso l’alto per non smontare il tutto. Versare in una teglia imburrata di 24 cm ed infornare a 180° per 30-35 minuti. Lasciar intiepidire e poi spennellare con glassa trasparente e spolverare con scagliette di cioccolato fondente. La torta è piaciuta a tutti perché è morbida ma non stopposa e lascia alla fine quel leggero retrogusto di vino che sorprende ma non disturba. Io ho preferito non farcirla, ma si potrebbe pensare ad una crema al latte con mirtilli freschi oppure affiancata da un sorbetto ai lamponi o magari da un gelato allo yogurt variegato ai frutti rossi. Durante la stagione invernale si potrebbe pensare ad una profumata crema all’arancia.

Torta al Vino Rosso

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Torta magica senza burro al gusto nocciola

06 mercoledì Ago 2014

Posted by Admin in Dolci senza burro, Torte, Torte magiche/Magic cakes

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tortamagicaok

Avevo a disposizione delle nocciole specialissime, cresciute in un luogo dove il verde e il blu sembrano più intensi che altrove e dove l’uomo riesce ancora a sentire lo stretto legame che lo lega alla natura. Facendo qualche piccola ricerca, ho scoperto che il nocciolo (Carylus avellana) è originario dell’Asia Minore ed è una delle piante più antiche coltivate dall’uomo. Apprezzata dai Greci, fu poi scoperta e gradita anche dai Romani. Catone il Censore fu il primo a classificare le nocciole e consiglia ai concittadini di coltivare questa pianta nel proprio giardino, forse – oltre che per usi culinari – anche per la flessibilità del ramo che poteva essere utilizzato per cingersi il capo in alternanza con l’ulivo e l’alloro. Come dimostrato da alcuni scritti di Tito Livio, gli Antichi Romani amavamo gustare una specialità sannitica – ancora oggi venduta nei banchetti di sagre e feste patronali – chiamata Cupedia (ghiottoneria) una sorta di pasta composta di miele e nocciole antenata del torrone. Per Marziale la nocciola è uno dei prodotti che rappresenta Benevento, mentre per capire meglio l’uso che se ne faceva in cucina, possiamo dare un’occhiata al “De Re coquinaria” (L’arte della cucina) di Apicio (cuoco dell’imperatore Traiano) che ha raccolto 450 ricette in 10 libri. Parlando di magia e superstizione: Petronio cita la nocciola nel suo Satyricon facendo riferimento alle sue proprietà magiche, i contadini nel Medioevo credevano che nei suoi cespugli si nascondessero fate e folletti e, sempre di nocciolo era la bacchetta dei rabdomanti. Dal punto di vista mistico/religioso, la nocciola era emblema di rigenerazione e fecondità – come tutti i frutti che somigliano all’uovo – e proprio per questo in Francia venivano regalate a sposi novelli come simbolo di bene augurio. Per finire, i Celti consideravano il nocciolo un albero magico, ed i suoi semi venivano spesso utilizzati nei riti religiosi per ottenere il favore delle varie divinità. Permettetemi, da ultimo, una piccola digressione cosmetica. L’olio di nocciola infatti, oltre ad essere un toccasana per la nostra salute è eccezionale anche per uso cosmetico. E’ ideale per le pelli grasse e miste in quanto ha un’azione purificante, astringente e riequilibrante. Adatta anche a pelli secche in quanto penetra profondamente nell’epidermide e non unge, aiutando a nutrire, rigenerare ed idratare la pelle. E’ altresì ottimo per prevenire le rughe e per rafforzare e purificare i capelli. Le sue proprietà antiossidanti, emollienti, lenitive e tonificanti nonché l’alto contenuto di Vitamina E e di acidi grassi insaturi ne fanno un olio ideale per curare eritemi, eczemi, smagliature e cicatrici oltre che un eccellente olio per i massaggi. Perciò…quando si dispone di un ingrediente così perché attendere? Dovevo assolutamente provarle senza indugio! Volevo un dolce estivo, nonostante quest’anno l’estate si faccia un po’ attendere, ma volevo anche un dolce sano e senza burro. La torta magica senza burro al gusto nocciola è arrivata quasi da sé, la prima – spero – di tante dolcezze da preparare con questo prodotto unico e gradito a tutti.

Ingredienti:

3 uova

50 gr di farina

15 gr di amido di mais

40 gr di farina di nocciole

150 gr di zucchero

400 gr di latte

100 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)

½ cucchiaino di aceto bianco

1 cucchiaio di crema liquorosa cioccolato e caffè (facoltativo)

1 cucchiaio di acqua

Un pizzico di sale

3 o 4 amaretti polverizzati e poco zucchero di canna

Scaldare leggermente il latte e metterlo da parte. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero finché saranno chiari e spumosi e continuando a montare aggiungere il cucchiaio d’acqua e l’olio EVO.

Dopo qualche minuto aggiungiamo il latte intiepidito e, se vi piace, la crema liquorosa al cioccolato e caffè (come da ricetta qui). A questo punto aggiungiamo a poco a poco la farina, la fecola e la farina di nocciole.Dopodiché montare a neve non fermissima gli albumi con l’aceto ed aggiungerli al composto mescolando dal basso verso l’alto.

Imburrare una teglia quadrata 20 x 20 o una tonda del diametro di 22 cm e versarvi dentro la preparazione (che ovviamente risulterà piuttosto liquida).Io ho spolverato la superficie di polvere di amaretti e poco zucchero di canna, in modo da ottenere un bel colore dorato caldo.

Infornare a 170°, forno ventilato, per 70 minuti. Lasciar raffreddare nello stampo e tenetela in frigo per almeno un paio d’ore prima di servire.

Vi garantisco che è davvero deliziosa!

Vico

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