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Angel Food Cake di Montersino: una ricetta paradisiaca per recuperare gli albumi

28 mercoledì Gen 2015

Posted by Admin in Ciambelle, Dolci Americani, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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AngelCake

L’Angel Food Cake è – secondo me – il seguito naturale della Bavarese ai Tre Cioccolati. D’altronde come esimersi dal preparare questo dolce dopo aver avanzato tanti albumi? Non c’è modo di sfuggire a tale soave bontà! Se consideriamo poi che si tratta di una torta davvero light – in quanto del tutto priva di grassi – allora scopriamo che il contenitore degli albumi abbandonato in frigo ha un’attrattiva del tutto nuova. Come la Chiffon Cake, anche l’Angel Food Cake ha una storia affascinante e particolare da raccontare, quel genere di storia che ci fa sognare ad occhi aperti e tornare indietro nel tempo. Ci sono differenti versioni sull’origine dell’Angel Food Cake, una delle più accreditate fa risalire la sua nascita nel sud-est della Pennsylvania, dove nel 1800 si producevano grandi quantità di stampi per dolci. Evan Jones nel suo “American Food: The gastronomic story” teorizza che questa torta sia il risultato degli sforzi di parsimoniosi cuochi del posto che cercarono di riciclare numerosi bianchi d’uovo avanzati dalla preparazione delle tagliatelle. La storia riferisce che i primi a preparare l’Angel Food Cake furono probabilmente gli schiavi afro-americani, poiché erano necessarie braccia forti e resistenti per montare a neve ferma gli albumi. Degli studiosi di storia Americana ritengono che il frullino manuale “Dover” – che compare nel catalogo di Sears nel 1897 – sia stato appositamente inventato per risolvere il problema della lunga montatura degli albumi che è il fattore caratterizzante di questa torta ed insieme la fase più laboriosa. Il primo libro a riportare una ricetta molto simile a quella dell’Angel Food Cake fu pubblicato nel 1871: si trattava del Mrs. Porters’s New Southern Cookery Book, dove scopriamo la “Snow-Drift Cake”. Dieci anni dopo uscì “What Mrs. Fisher Knows about Old Southern Cooking: Soups, Pickles, Preserves, Etc… “, dove troviamo la “Silver Cake”, un dolce assolutamente analogo all’Angel Food Cake. Nel 1896 infine, troviamo la versione aggiornata del “Boston Cooking School Cook Book”, dove è illustrata la ricetta chiamata precisamente “Angel Food Cake”. Un’ultima curiosità: il dolce è talmente leggero e delicato che – proprio per queste sue caratteristiche – è stato chiamato “cibo degli angeli”.
Vediamo ora la ricetta che Luca Montersino ci ha donato per poter preparare da noi questa torta così leggera da poter essere mangiata “senza rimorsi”…

Ingredienti:
360 gr di albumi
350 gr di zucchero
150 gr di farina
5 gr di cremor tartaro
La scorza grattugiata di un limone
12 gr di Amaretto (io ho usato il mio Limoncello)
I semi di una bacca di vaniglia
2 gr di sale
Zucchero a velo per spolverare

Iniziamo montando a temperatura ambiente gli albumi con 200 gr di zucchero. In una ciotola setacciare la farina, lo zucchero restante, il cremor tartaro, la bacca di vaniglia e il sale.

Unire a poco a poco gli ingredienti secchi al composto di albume e zucchero mescolando dal basso verso l’alto per non smontare l’amalgama. Una volta ottenuto un impasto omogeneo aggiungere il liquore e mescolare delicatamente.

Inserire l’impasto all’interno di un sac à poche e distribuire uniformemente nello stampo (questo per evitare che restino spazi vuoti che causerebbero “buchi” cuocendo in forno).

Livellare con una spatolina – evitando di sbattere l’impasto – e cuocere a 170° per 35-40 minuti (fare sempre la prova stecchino). Lasciare intiepidire a testa in giù (nel caso di un semplice stampo a ciambella è possibile utilizzare il collo di una bottiglia per “appendere” a raffreddare il dolce). Sformare delicatamente con l’aiuto di una spatola o di un coltello.

La torta si accompagna bene con creme e ganache o, per restare su qualcosa di fresco e light, possiamo accostare una mousse allo yogurt e frutti di bosco.

AngelCakeFetta

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La bavarese ai tre cioccolati di Luca Montersino

21 mercoledì Gen 2015

Posted by Admin in Bavaresi, Dolci al Cioccolato

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Bavarese, Bavarese ai tre cioccolati, cioccolato al latte, cioccolato bianco, cioccolato fondente, cioccolato temperato, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, Luca Montersino, Milano, torta di compleanno, torte al cioccolato, torte decorate

BavareseMontersino

Generalmente il compleanno è un giorno straordinario per tutti: i più giovani lo attendono sempre con trepidazione, mentre crescendo diventa un giorno “tutto per noi” da trascorrere con chi ci stà vicino, magari ricordando con qualche risata viaggi, incontri e avventure. Il compleanno è anche un buon momento per farci coccolare da tutti e per sentirci un po’ speciali, cose che ogni tanto fanno bene sia al corpo che allo spirito. Parlando appunto di coccole, un cliente affezionato mi ha chiesto per il suo compleanno una torta cremosa che fosse un vero e proprio “trionfo di cioccolato”. C’era forse bisogno di aggiungere altro? Questa richiesta era musica per le mie orecchie ! Senza alcun indugio ho quindi proposto “La bavarese ai tre cioccolati di Luca Montersino”, una torta estremamente golosa ma allo stesso tempo elegante. In questo modo avrei potuto offrire una torta al cioccolato davvero prelibata, incontrando al contempo il gusto per la semplicità e il garbo di un cliente con cui si è instaurato col tempo un vero rapporto “di fiducia”. Naturalmente abbiamo voluto dare un piccolo “ tocco personale” a questo capolavoro di Luca Montersino: abbiamo tolto la copertura lucida al cioccolato perché secondo noi la bavarese era già bella così com’era e abbiamo poi sostituito la cialda croccante con una base più tenera – tipo cheesecake. Per completare la bavarese era d’obbligo che anche le decorazioni fossero di cioccolato, in pratica un “trionfo di cioccolato” dall’inizio alla fine! Questa volta ho scelto il cioccolato temperato al posto del cioccolato plastico ed ho quindi adornato i bordi laterali con delle delicate Chiavi di Violino mentre un cigno scivola in questo pallido lago di cioccolato. La bavarese è stata servita freddissima – tolta da poco dal freezer – e mi è stato inoltre riferito che è stata gradita da tutti per la scioglievolezza delle creme – che contrasta piacevolmente con la base – oltre che per l’effetto visivo dei tre strati. Ecco ora la ricetta di questa fantastica torta di Luca Montersino…

Ingredienti (per un anello del diametro di 26 cm):

Per il biscotto al cacao senza farina:
90 gr di albumi
60 gr di tuorli
28 gr di cacao amaro in polvere
95 gr di zucchero semolato

Per la base tipo cheesecake:
130 gr di gianduiotti
40 gr di burro
50 gr di granella di nocciole
30 gr di frollini
40 gr di muesli al cioccolato fondente

Per le tre bavaresi:
400 gr di latte intero
75 gr di zucchero semolato
225 gr di tuorli
18 gr di gelatina in fogli
125 gr di cioccolato fondente al 70%
125 gr di cioccolato al latte
125 gr di cioccolato bianco
750 gr di panna

Prepariamo innanzitutto il biscotto al cacao senza farina: montare a neve ferma gli albumi con lo zucchero, aggiungere a più riprese i tuorli – lisci, non montati – ed il cacao amaro setacciato. Ricoprire lo stampo di carta forno e versare uniformemente l’impasto. Cuocere a 190° per circa 10 minuti.

Passiamo ora alla base al cioccolato simil-cheesecake: sciogliere a bagnomaria i gianduiotti, aggiungere il burro morbido, la granella di nocciole, i frollini sbriciolati ed il muesli triturato finemente. Mescolare fino ad ottenere un composto uniforme e stendere nello stampo ricoperto di carta forno. Lasciare in frigo ad indurire fino al momento di comporre il dolce.

Per le tre bavaresi: portare a bollore il latte, unire a poco a poco i tuorli montati con lo zucchero e continuare la cottura fino ad arrivare ad 85°. Togliere dal fuoco ed unire la gelatina precedentemente ammorbidita nell’acqua. Dividere ora la crema in tre parti uguali, di 250 gr ciascuna ed aggiungere ad ognuna il cioccolato già sminuzzato. Lasciar raffreddare le creme (30 ° circa) ed alleggerire con la panna semimontata.

Per il montaggio del dolce: posizionare sul fondo dell’anello il biscotto al cacao con sopra la base al cioccolato simil cheesecake. Versare la prima bavarese al cioccolato fondente e lasciar riposare in freezer per circa 30 minuti. Versare ora la bavarese al cioccolato al latte e lasciar addensare nuovamente in congelatore. Stendere infine la bavarese al cioccolato bianco e rimettere il dolce di nuovo in freezer ad indurire. Quando la bavarese è ben addensata possiamo impreziosire con le decorazioni al cioccolato temperato preparate in precedenza … et voilà la bavarese ai tre cioccolati è pronta!

BavareseTris

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Zuccotto di Panettone con Panna e Ricotta

12 lunedì Gen 2015

Posted by Admin in Dolci di Natale, Dolci senza burro

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antiossidante, cioccolato fondente, crema pelle grassa e impura, depurativo, digestivo, diuretico, dolci di Natale, dolci di recupero, dolci di riciclo, Milano, nocciole, panettone, panna, prodotti da forno, ricotta, rose di cioccolato plastico, semplice, zuccotto

ZuccottoeRose

Le Feste sono terminate e – prima o dopo – attorno al’Epifania si torna tutti al solito tran tran. Riprendiamo con un briciolo di nostalgia – se ripensiamo al relax o alle vacanze – ma anche con un pizzico di sollievo… perché in fondo le luci, i suoni, gli impegni e le corse contro il tempo fanno parte della città stessa e anche di noi, che facciamo parte di questo piccolo grande mondo che è la metropoli. Questo è il periodo dei buoni propositi, delle promesse fatte a noi stesse e delle speranze per l’Anno Nuovo, è un periodo di rinnovamento e – se vogliamo – anche di “depurazione” in vista della primavera, che in fondo non è così lontana come sembra. Eppure tornando a casa ci assalgono panettoni ancora inscatolati, pezzi di pandoro e rimasugli di torrone. Che farne? Per quanto mi riguarda, ho pensato di concludere le Feste offrendo un tipico dolce di riciclo, accompagnando un buon panettone a lievitazione naturale con una morbida crema panna e ricotta. Il dolce di cui parlo è lo Zuccotto, tramandatoci dalla grande Caterina de’ Medici e probabile primo semifreddo della Storia. Ecco che Firenze e Milano si incontrano e si toccano, attraverso il richiamo di profumi e sapori creato dall’abbraccio di due dolci antichi conosciuti in tutto il Mondo. Alla fine le due città qualcosa in comune lo avranno: Leonardo e la moda, tanto per cominciare! Credo inoltre che – in un’Epoca dove abbiamo letteralmente “il mondo a portata di mano” – è bello iniziare l’Anno Nuovo con un dolce squisitamente di casa nostra perché – si sa – avendo costantemente davanti agli occhi determinate cose, si finisce per darle per scontate.

Altra cosa da non dare assolutamente per scontata – specialmente in questa fase dell’anno – è la cura di noi e del nostro benessere. Le occasioni speciali, i regali e le sorprese perderebbero sapore se fossero all’ordine del giorno, no? Se stiamo quindi pensando ad una dieta depurativa per iniziare bene il 2015, erbe e tisane possono rappresentare un valido aiuto per raggiungere più velocemente il nostro scopo. Possiamo bere tè verde, che ci soccorre con le sue proprietà drenanti ed antiossidanti. Una valida alternativa potrebbe essere una bevanda a base di tarassaco, carciofo e cardo mariano, dalle spiccate proprietà diuretiche, digastive e depurative per il fegato. Queste erbe aiutano inoltre a regolarizzare l’intestino ed a combattere il colesterolo. L’ortica rappresenta altresì un ottimo diuretico e depurativo, oltre che un efficace rimineralizzante. La genziana infine (come già descritto nel post Liquore alla Genziana o Genzianella) risulta particolarmente indicata per le sue proprietà depurative e digestive nonché immunostimolanti. Non poteva mancare, per concludere, un occhio alla bellezza. Ispirata dalla crema per pelli grasse di Carlitadolce ho preparato la mia “Purezza di Artemide”, crema viso per pelli impure contenente rosmarino, papaya, limone, tea tree, salvia sclarea, lavanda, propoli, albicocca, aloe e bardana. La crema ha una texture molto fresca e leggera, per nulla untuosa. Arricchita con olio di Jojoba, Olio di Ribes Nero e diversi attivi antiage, in modo da poter utilizzare un unico prodotto sia per purificare che per contrastare l’invecchiamento.

Vediamo ora la ricetta dello Zuccotto al Panettone con Panna e Ricotta.

Ingredienti (per un contenitore del diametro di circa 20 cm):

250 gr di panettone

250 ml di panna fresca

200 gr di ricotta vaccina

160 gr di zucchero

60 gr di nocciole triturate

60 gr di gocce di cioccolato

50 gr di albicocche essiccate

Un pizzico di vaniglia

Bagna al kirsch qb

Zucchero a velo per spolverare la superficie

Tagliare il panettone a fette regolari, rivestire lo stampo precedentemente coperto di pellicola e spennellare con la bagna al kirsch. Passare la ricotta al setaccio, lavorarla poi con la spatola fino a raggiungere una consistenza morbida e cremosa. Aggiungere ora lo zucchero, le nocciole, le gocce di cioccolato, le albicocche e la vaniglia. Mescolare il tutto e procedere ora a montare la panna fino ad ottenere una consistenza ferma e compatta. Unire quest’ultima al composto di ricotta rimestando delicatamente dal basso verso l’alto e versare nello stampo foderato di panettone. Coprire con altro panettone e lasciar riposare in freezer per circa 2-3 ore. Io ho preferito servire lo zuccotto “in purezza”, ma si può eventualmente ricoprire di glassa al cioccolato, panna fresca, cacao, riccioli di cioccolato, frutta fresca e quant’altro ci suggerisce la nostra fantasia.

CremaViso

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Liquore alla Genziana o Genzianella

05 lunedì Gen 2015

Posted by Admin in Liquori

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amaro, antimacchia, digestivo, diuretico, genzianella, idea regalo, liquore alla genziana, liquore fai da te, liquore fatto in casa, Milano, purificante, regali fai da te, regali naturali, ricette facili, semplice, tonico fai da te

Liquore alla Genziana

Avevo deciso per quest’anno di accompagnare il Dolce di Natale (descritto nel post “Il nostro Tronchetto…un po’ di Natale e un po’ floreale”) con un liquore particolare e diverso dal solito. La mia passione per gli agrumi in generale ed il limone in particolare era già ampiamente nota (ne ho già parlato nel post “Il primo liquore non si scorda mai…Limoncello e Crema al Limoncello con Limoni di Sicilia”), per stupire i miei commensali dovevo quindi pensare a qualcosa di singolare. Non avevo dubbi sul fatto che doveva trattarsi di un liquore digestivo, particolarmente adatto dopo i ricchi pasti di Natale e Capodanno, un amaro che potesse sorprendere anche l’ospite più esperto. Girovagando sul web alla ricerca di erbe ed ingredienti per la mia cosmesi naturale, mi sono imbattuta nelle Radici di Genziana Biologiche: ecco l’idea che cercavo! Mi sono dunque precipitata nella mia erboristeria di fiducia per ordinarne un po’, visto che avevo ancora – nei cassetti della memoria – il ricordo di questo liquore dal bellissimo colore ambrato e dal caratteristico profumo. Il sapore – ho scoperto poi – è davvero unico, da amatori!

Poiché ricordavo davvero poco, ho deciso di fare una breve ricerca su questa radice. In fondo è utile – e anche divertente – sapere qualcosa di più su quello che ci mettiamo nel piatto… o nel bicchiere. La Genziana è una pianta perenne che può raggiungere anche 1 mt. di altezza e che cresce spontaneamente nei prati d’alta quota dei nostri monti. Il nome trae probabilmente la sua origine da Genzio, re dell’Illiria e artefice della scoperta delle virtù della pianta già nel II° sec. a.C. La parte utilizzata è la radice, che viene solitamente essiccata e di cui si sconsiglia la raccolta, sia perché si tratta di una specie protetta, sia perché è facile scambiarla con delle piante molto simili ma tossiche. La radice di genziana ha spiccate proprietà digestive, diuretiche, antibiotiche e tonificanti. Aiuta inoltre a regolare le funzioni intestinali, stimola l’appetito, rafforza il sistema immunitario ed è utile infine in caso di debolezza o convalescenza. In cosmetica la radice di genziana è utilizzata per detergere pelli grasse o lentigginose. Il decotto può diventare un ottimo tonico purificante ed antimacchia per il viso e le mani: basta bollire 200 ml di acqua e lasciare in infusione un cucchiaino di radice di genziana e – se li avete in casa – anche della bardana e del tarassaco, filtrare e aggiungere in ultimo qualche goccia di limone. Il tonico è pronto! Massaggiamo mattina e sera con un dischetto di cotone e conserviamo in frigo per alcuni giorni. Il trattamento lascia la pelle pulita e luminosa e – se ripetuto nel tempo – aiuta ad attenuare macchie ed efelidi. Concludendo vediamo ora la ricetta (che ho visto qui)del liquore…

Ingredienti:

1 lt. di vino bianco secco

25 gr. di radice essiccata di genziana

Un pezzo da 1 cm di cannella

200 gr di zucchero

200 ml di alcool

Mettere in infusione nel vino le radici essiccate di genziana con la cannella per 42 giorni. Lasciare al riparo dalla luce e giornalmente agitarne il contenuto. Al termine di questo periodo aggiungere direttamente nel vino 200 gr di zucchero e scuotere bene fino a completo assorbimento. Unire ora i 200 ml di alcool puro, mescolare e lasciar riposare nuovamente il tutto per circa 30 giorni. Scaduto il mese filtriamo aiutandoci con una garza e lasciamo riposare per altri 30 giorni prima di consumare.

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Il nostro Tronchetto…un po’ di Natale e un po’ floreale

02 venerdì Gen 2015

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci di Natale

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Cioccolato Plastico, cosmetici naturali, dolci, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci decorati, dolci di Natale, dolci tradizionali, ganache al cioccolato bianco, ganache al cioccolato fondente, idea regalo, Milano, Olio essenziale di Lavanda, prodotti da forno, regali fai da te, regali naturali, rose di cioccolato, rose di cioccolato plastico, rotolo al cioccolato, rotolo di cioccolato, Sali da Bagno, Sali del Mar Morto, Tronchetto di Natale

Tronchetto

Natale e Capodanno quest’anno sono arrivati e passati con una velocità incredibile. A mio parere la fine dell’anno può essere anche l’occasione giusta per tirare le somme sull’anno che stà per terminare e riflettere sulla strada che abbiamo percorso e sulla direzione che vogliamo prendere nel corso del Nuovo Anno. Come ho già detto in precedenza, trovo che questo Natale sia stato all’insegna della quiete e della sobrietà. Per dare un ulteriore accento alla cosa e per fare una decorazione un po’ diversa dal solito, ho pensato di adornare il Tronchetto di Natale con dei fiori. Una sorta di “promessa” dell’arrivo della Primavera dopo il rigore dell’Inverno, cogliendo l’occasione anche per ricordare gli antichi festeggiamenti pagani del Sole Invitto. In questo periodo infatti si celebrava la festa del Dio Sole – detto El-Gabal, Helios o Mitra. Questa ricorrenza è strettamente legata al Solstizio d’Inverno, quando il sole tocca il punto più basso e per qualche giorno sembra fermarsi. Nell’emisfero nord il giorno del Solstizio abbiamo la notte più lunga dell’anno, dopo tre giorni di “sole fermo” (da “sol stitium”, ossia “fermata del sole”) l’astro vince sulle tenebre e torna forte ed invincibile. Per quest’anno abbiamo quindi avuto un beneaugurante Ceppo di Natale – senza camino purtroppo – e delle rose bianche adornate da foglie di edera per ricordarci, anche nei mesi più freddi dell’anno, che alla fine giungerà il tepore del Sole per risvegliare la Natura. Le decorazioni sono di cioccolato plastico e non di pasta di zucchero sia per una questione di “completezza” – visto che la pasta biscotto è farcita di ganache al cioccolato bianco e ricoperta di ganache al cioccolato fondente – che per una semplice preferenza personale.

Trovo sia giusto anche pensare a qualcosa di speciale per la cura di noi stesse e per il nostro benessere, sia per concludere bene l’anno che per ritrovare “la giusta armonia”. Approntati appositamente per l’occasione, ecco i Sali del Mar Morto alla Lavanda e all’Iris che fanno capolino nella loro preziosa boccetta. Li ho chiamati “La Brezza di Venere”, perché mi piace pensare che dopo un piacevole bagno con questi Sali ci si senta tutte un po’ più belle e rilassate. Solitamente sono un’accanita sostenitrice della doccia, ma di tanto in tanto tutti meritiamo un bel bagno ristoratore, no? Mi sono quindi munita di Sali del Mar Morto che – oltre ad attenuare la stanchezza muscolare – rappresentano un valido aiuto contro gli inestetismi cutanei come l’acne, la psoriasi e l’ipercheratosi. Ovviamente non ci fermiamo qui, perché i Sali del Mar Morto hanno anche importanti proprietà drenanti, tonificanti, rivitalizzanti e rimineralizzanti. L’alleato “naturale” in questo caso è l’Olio Essenziale di Lavanda, che coadiuva i Sali del Mar Morto con le sue portentose proprietà distensive, rilassanti, antirughe, rinfrescanti, antiacne e lenitive. Cosa possiamo desiderare di più? Un pizzico di fragranza all’Iris, che con il suo profumo delicato si sposa molto bene con l’aroma balsamico della Lavanda. Per completare l’opera ho preparato una Crema Corpo setosa e luccicante, arricchita con olio di mandorle dolci, olio di vinaccioli e dei bellissimi pigmenti chiari che ho appositamente tenuto da parte. Auguriamo a Tutti un Nuovo Anno sereno e ricco di soddisfazioni!

SaliconCremaCorpo

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Chiffon Cake arancia e cioccolato

21 domenica Dic 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci Americani, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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antiage, anticellulite, antiossidante, arancia, bellezza naturale e bio, biologico, cacao, chiffon cake, cioccolato, cioccolato fondente, colazione, dolce della domenica, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci colazione, dolci di Natale, dolci morbidi, dolci senza burro, facile, genuino, idee regalo, maschera astringente, maschera viso, merenda, Milano, Natale, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, purificante, regali di natale, regali fai da te, regali naturali, ricette colazione, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, sapone al latte di capra, saponi naturali, semplice, senza burro, torta della domenica, torte al cioccolato, torte colazione, torte senza burro, veloce

OrangeChocolate

A mio parere l’arancia è uno dei frutti che meglio si accompagna al Natale. E’ un agrume profumato, colorato e delizioso, oltre che sano. Cosa chiedere di più? La versatilità naturalmente. Nei miei ricordi d’infanzia mia nonna era solita appendere all’albero di Natale arance, mandarini e torroncini, allora mi sembrava l’albero più bello e “più buono” del mondo. Possiamo rinnovare queste vecchie tradizioni in modo semplice e veloce: tagliamo sottilmente l’arancia, mettiamo le fettine a riposare per qualche ora in modo che perdano un po’ d’acqua e poi inforniamole a 120° per circa un’ora (controllate la cottura). Lasciamo raffreddare a temperatura ambiente e…scateniamoci con nastri colorati, spezie, glitter, frutta secca e chi più ne ha più ne metta. Possiamo invece utilizzare la sola scorza per realizzare simpatiche formine con gli stampini per i biscotti, una volta essiccate diventeranno originali decorazioni per centrotavola, ghirlande, candele e quant’altro vi suggerisce la vostra fantasia. Parlando invece di dolci e affini, per avere un estratto tutto naturale è sufficiente essiccare la scorza d’arancia vicino ad una fonte di calore – come un calorifero – e triturare il tutto con il mixer. Oltre a profumare la nostra casa, otterremo una polvere finissima che potrà essere utilizzata per aromatizzare dolci, creme, tisane e – perché no? – anche lo zucchero. L’arancia rappresenta altresì un valido aiuto per la nostra bellezza: viene infatti utilizzata in cosmesi per le sue considerevoli proprietà antiage, tonificanti, antiossidanti, rigeneranti, purificanti e rivitalizzanti. Possiamo approfittare durante le Festività Natalizie per fare un bel bagno rilassante e drenante utilizzando delle semplici scorze d’arancia e del rosmarino fresco. Un’efficace ricetta anticellulite è composta da sale fino, scorza d’arancia (se possibile aggiungete anche il pompelmo), olio d’oliva e fondi di caffè. Massaggiare con movimenti circolatori , magari aiutandovi con un guanto di crine, e risciacquare con acqua moderatamente fredda. Possiamo infine prenderci cura del nostro viso preparando una maschera purificante, energizzante e tonificante frullando la polpa di mezza arancia, aggiungendo poi un po’ di yogurt, zucchero di canna e farina integrale d’avena (se l’arancia è bio è consigliabile unire anche la scorza grattugiata). Per un effetto schiarente e antimacchia completiamo la maschera con un po’ di succo di limone. Auguriamo a Tutti un Natale Sereno, ricco di Musica, Armonia , Affetto e …Speranza (che in questo momento non guasta mai)! Per quanto mi riguarda, anche quest’anno qualcosa di speciale “stagionerà” sotto l’albero, qualcosa di cremoso, setoso e profumato. In attesa del sapone arancio e cannella arriva il Sapone al Latte di Capra, Caffè ed Avena, un vero “sapone di bellezza per il corpo” perché è nutriente, idratante, anticellulite, lenitivo e rinvigorente. A fargli compagnia c’è il Sapone al Cioccolato, che vien voglia di mangiarlo solo a sentirne il golosissimo profumo! Ma parlando di golosità vediamo infine la ricetta della Chiffon Cake arancia e cioccolato…

Saponi Naturali

Ingredienti:
250 gr di farina
50 gr di fecola di patate
280 gr di zucchero
6 uova
180 ml di succo d’arancia
100 ml di Olio EVO
20 gr di cacao amaro
La scorza grattugiata di due arance
Una bustina di lievito per dolci
Mezza bustina di cremor tartaro
Un pizzico di sale

Iniziamo setacciando in un grosso recipiente la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero ed il pizzico di sale. Formare al centro la classica fontana e versare l’Olio Evo, i tuorli, la scorza ed il succo d’arancia. Lasciare da parte mentre procediamo a montare gli albumi con il cremor tartaro a neve fermissima. A questo punto frulliamo con le fruste elettriche anche gli altri ingredienti tenuti da parte e proseguiamo fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e ben montato. Amalgamare ora a più riprese l’albume ben montato, mescolando dal basso verso l’alto con la spatola. Versare circa metà del composto in un recipiente, unire 20 gr di cacao amaro setacciato e senza grumi, sempre mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Rovesciare ora l’impasto al cacao nello stampo non imburrato, immediatamente seguito dal primo impasto. Infornare nel piano inferiore e cuocere a 170° per 50 minuti circa (verificare sempre con la prova stecchino). Terminata la cottura sfornare e capovolgere lo stampo mettendolo a raffreddare sul collo di una bottiglia. Quando la Chiffon Cake è completamente fredda rigirare e sformare aiutandosi con una spatolina o un coltello. Io ho decorato con Glassa Reale all’Arancia, ma si può accompagnare bene anche con una mousse al cioccolato fondente e arancia.

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Esperimento natalizio…il Pandoro delle Simili con il cioccolato nell’impasto

13 sabato Dic 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci di Natale

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borgogna, cacao, cioccolato, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci di Natale, Milano, ombretto minerale, pandoro, pandoro al cioccolato, pandoro Simili, prodotti da forno, viola

Pandoro al Cioccolato

 

Stavamo preparando dei pandori da consegnare mentre riflettevo, cercando un modo per rendere questo Natale più speciale, colorato e profumato. Guardavo affascinata – quasi come fosse la prima volta – il caldo oro brunito dei pandori quando un’idea mi balena all’improvviso nella mente: e se cambiassimo colore al pandoro? Mi piace sperimentare, rivisitare, saggiare, cimentarmi e magari assaporare gusti e consistenze nuove. Adoro “avere le mani in pasta”, sentirne il profumo, tastarne la compattezza ed infine vederla crescere, ogni volta è come una piccola meraviglia quotidiana. Quest’anno desideravo poter offrire qualcosa di tradizionale e particolare al tempo stesso, qualcosa che suscitasse un po’ di sorpresa ma che piacesse a tutti… volevo insomma concludere l’anno con allegria, semplicità e un tocco di stravaganza. Il mio pensiero è subito corso al cioccolato, il più classico degli ingredienti, specialmente se si pensa a creme e glasse di accompagnamento ma – fino ad ora – non mi era mai capitato di vedere un pandoro con il cioccolato dentro l’impasto. Mi sono quindi detta: perché no? L’idea mi stuzzicava anche per richiamare il profondo color marrone della corteccia degli alberi, un po’ come si fa col Tronchetto, con i biscotti speziati e simili. Immaginavo già il colore scuro del pandoro coperto di una candida neve dolce e vellutata, avrebbe tentato chiunque, no? Preciso che ero già preda del “pallino per la sperimentazione” in quanto avevo appena ricevuto dei meravigliosi pigmenti nuovi di zecca, con cui avevo intenzione di realizzare degli ombretti minerali. Mi ispirava la prospettiva di un make-up unico e personale per le feste, per questo ho pensato di creare appositamente i miei “mineral eyeshadow”. Il primo della serie è un viola/borgogna dal sottotono caldo, che ho chiamato “Misterious Plum”(purtroppo la foto non rende, è una sorta di color melanzana matte con riflessi borgona), ma ho intenzione di sbizzarrirmi perché le varianti e le possibilità sono pressoché infinite. Mi piacerebbe molto aggiungerli alle confezioni di saponi, ballistiche e creme che ho già preparato, speriamo di fare in tempo! Tornando al Pandoro al Cioccolato, pensavo di proporlo con una ganache al cioccolato bianco, amarene e ribes rossi.

Pandoro al Cioccolato e Ombretto Minerale

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Torta di castagne e caffè (senza burro)

10 mercoledì Dic 2014

Posted by Admin in Dolci senza burro, Torte

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Torta Castagne e Caffè

Tra i frutti più golosi della stagione invernale non possiamo dimenticare la castagna. Certo, perché l’inverno non porta solo freddo e grigiume! In attesa della primavera – che indubbiamente a volte ci appare davvero lontana – possiamo “consolarci” con arance, mandarini, kiwi, cachi, uva, banane, melograno e castagne naturalmente! Senza contare che, a mio parere, il clima tipicamente invernale è parte integrante dell’atmosfera natalizia. L’albero di castagno è stato a lungo considerato una vera e propria risorsa e, specialmente nelle località montane, chi possedeva un castagno era considerato benestante. I suoi frutti, calorici ed energizzanti, hanno rappresentato per lungo tempo una preziosa fonte di sostentamento: le castagne infatti potevano essere consumate essicate e mangiate con il latte a colazione, potevano essere macinate ed utilizzate per preparare pasta, polenta o minestre, potevano infine diventare dolci golosità come la crema di castagne o il famoso “Castagnaccio”. Per la versatilità in cucina e la lunga conservazione dei suoi frutti, le popolazioni montane hanno dato al castagno l’appellativo di “albero del pane”. Purtroppo ai nostri giorni la castagna pare essere divenuta invece un cibo di lusso a causa di una terribile vespa cinese, detta Cinipide, diffusa accidentalmente in Italia dal 2002. A giugno la femmina della Cinipide deposita le uova nelle gemme, nella primavera successiva la larva si sviluppa determinando un arresto dell’evoluzione della gemma e la formazione della caratteristica “galla” (una sorta di rigonfiamento tondeggiante). L’introduzione del suo antagonista naturale, il Torymus sinesis, stà dando risultati incoraggianti, ma ci vorranno anni prima che la situazione possa tornare alla normalità. Le prime coltivazioni di castagno risalgono al IX secolo a.C., sono infatti stati trovati dei resti tra il Mar Caspio e il Mar Nero. La coltivazione di questa pianta si diffonde rapidamente dall’Asia Minore fino in Grecia, tanto che anche il poeta Omero e lo storico Senofonte ne parlano nelle loro opere. Dalla Grecia le piantine di castagno vengono presto importate anche in Italia, dove il castagno trova un clima favorevole al suo sviluppo. Terenzio nel I secolo a.C. racconta nel suo “De re rustica” che le castagne venivano vendute nei mercati di Roma ed erano offerte insieme all’uva dai giovani alle loro innamorate. In seguito i Romani, con l’espandersi dell’Impero, lo diffusero in tutta Europa. Le castagne sono ricche di vitamine, tra cui troviamo la vitamina A, le vitamine del gruppo B – tra cui l’acido folico, importantissimo in quanto previene le malformazioni fetali – e le vitamine C e D. Le castagne sono inoltre una ricca fonte di minerali utili per il nostro benessere (potassio, fosforo, zolfo, sodio, magnesio, calcio e cloro) e sono anche un valido alleato per la nostra bellezza! Infatti questo frutto ha elevate proprietà astringenti ed è un ottimo anti-age in quanto aiuta ad attenuare le micro rughe ed a tendere la pelle. Possiamo coccolarci con un’ottima maschera purificante schiacciando delle castagne bollite con del succo di arancia fino ad ottenere una consistenza cremosa, spalmiamo poi su tutto il viso e lasciamo in posa per circa 15/20 minuti. Le castagne bollite e schiacciate aiutano anche a donare luminosità e forza ai nostri capelli, basta aggiungere dell’olio di germe di grano (o del semplice olio di oliva) e – se lo avete in casa – dell’henné neutro. La farina di castagne infine può diventare anche un efficace scrub, sempre mescolato all’olio extra vergine di oliva. Applicare su viso e corpo massaggiando delicatamente e poi sciacquare molto bene. La pelle sarà liscia, idratata e libera dalle cellule morte. Ecco infine la ricetta della torta di castagne e caffè…

Ingredienti per una teglia da 24 cm:

400 gr di castagne lessate e schiacciate

150 gr di farina

50 gr di fecola

2 uova

190 gr di zucchero

100 ml di Olio EVO

125 gr di yogurt al caffè

1 tazzina di caffè ristretto

1 bustina di lievito

1 bustina di vanillina

1 pizzico di sale

Lessare le castagne e schiacciarle molto bene fino ad ottenere una purea che sia il più uniforme possibile. Versare il tutto in una ciotola ed aggiungere lo yogurt, l’olio, il pizzico di sale e la tazzina di caffè. Lavorare gli ingredienti fino a raggiungere un risultato omogeneo. In un secondo contenitore montare le uova con lo zucchero ed aggiungerli al composto di castagne. Setacciare ora la farina, la fecola, il lievito e la vanillina ed aggiungerli a più riprese all’impasto mescolando delicatamente.  Versare nello stampo imburrato ed infornare a 180° per 30/35 minuti. Si può eventualmente servire con una mousse cioccolato e caffè oppure una crema alla ricotta con nocciole e gocce di cioccolato.

Torta Castagne e Caffè

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Il pandoro delle Sorelle Simili e i regali di Natale

04 giovedì Dic 2014

Posted by Admin in Dolci di Natale

≈ 2 commenti

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aleppo, Alloro, antiage, antiossidante, argilla, bellezza naturale e bio, caolino, dolci a domicilio, idea regalo, karité, Milano, mirtillo, olio di alloro, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, pandoro, pandoro sfogliato, prodotti da forno, purificante, regali di natale, regali fai da te, regali naturali, sapone di Aleppo, saponi, saponi naturali, sorelle Simili, tè verde, yogurt

 

Il Pandoro Sfogliato delle Sorelle Simili

Il Pandoro Sfogliato delle Sorelle Simili

Manca poco al Natale ed è ora, anche per i ritardatari, di cominciare a pensare cosa regalare. Come passa il tempo! L’autunno è trascorso in un baleno ed ora ci troviamo già alle porte del Nuovo Anno. Devo dire che non ho mai amato fare i regali “di circostanza”, infatti sono profondamente convinta che il regalo – quando è possibile – deve essere una cosa speciale e personale. Quest’anno più degli altri anni ho deciso di fare del mio Natale una magica occasione per condividere e regalare tutte cose naturali fatte da me. E’ così che in questo periodo le stanze si riempiono di luci, colori e profumi: l’oro pallido del cedrello lascia intuire il suo gusto delicato e rinfrescante accanto all’ambra scura del liquore di genziana. La corona di pan brioches alla crema di marroni ci tenta insieme ad un sorso di aromatico di liquore al caffè. Ma non parliamo solo di dolci e liquori! Il naturale lascia spazio anche alla cura del nostro corpo, al relax ed alla bellezza. Avevo a disposizione un olio extra vergine di oliva di primissima qualità, che ho imparato ad apprezzare anche per le sue straordinarie proprietà cosmetiche su pelle e capelli (elasticizzanti, antiossidanti, idratanti, lucidanti, rinforzanti, lenitive, antiage, emollienti ed anti-imperfezioni), con un chimico in casa il passo verso la saponificazione e la produzione di cosmetici è davvero stato breve. Per questo Natale quindi ho pensato al sapone allo yogurt per l’amica con pelle sensibile ma qualche brufoletto, al sapone al tè verde o al mirtillo per le loro spiccate proprietà antiossidanti, al sapone al karité e caolino perche è idratante e purificante allo stesso tempo e, naturalmente, non dimentichiamo il sapone di Aleppo e argilla che col suo tocco setoso e purificante aiuta anche le pelli più difficili. Ho accoppiato i diversi saponi tenendo in considerazione i vari tipi di pelle ed affiancando il tutto da coloratissime bombe frizzanti e ricche cold cream. Il tutto presentato da un simpatico cestino di carta o da una scatolina di legno che ho decorato col decoupage. Ho scelto di fare dei regali un po’ diversi perché mi piace pensare che una cosa fatta con le mie mani acquisti più valore agli occhi di chi la riceve e perché troppo spesso capita che doni indesiderati finiscano nel dimenticatoio. La bellezza naturale è a mio parere un argomento a cui noi donne guardiamo con particolare attenzione, trattandosi in questo caso di prodotti semplici e di uso quotidiano immagino che facilmente verranno utilizzati nella routine di ogni giorno. D’altronde il Natale – prima di festeggiare la nascita di Gesù – celebrava il Solstizio d’Inverno e la fine della stagione invernale che lasciava lentamente il posto alla luce ed alla primavera. Nell’antichità l’uomo viveva a stretto contatto con la natura e si sentiva intimamente legato ad essa, tanto che culture diverse celebravano in questo giorno il Sole e la nascita di esseri divini ad esso associati. Quindi perché non portare anche noi un po’ di magia e di natura nel nostro Natale? Allora Auguri di un Sereno Natale a Tutti e concludiamo con un classico senza tempo: il Pandoro delle Sorelle Simili, di cui vi mandiamo, se vi và, un assaggino virtuale.

Saponi&Bombe

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Morbidosa panna e cioccolato, per un dolce “tea time” domenicale

27 giovedì Nov 2014

Posted by Admin in Ciambelle, Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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TortaPannaCioccolato

Dopo aver tanto rimandato e chiacchierato (telefonicamente) sono riuscita a concordare un momento per vedere la mia amica di Monza. Avevamo deciso di vederci la domenica pomeriggio pensando di fare prima una bella passeggiata per le vie del centro e di coccolarci poi con un bel “tea time” casalingo. La domanda a quel punto sorge spontanea: al dolce ci pensi tu? Certamente, rispondo io, ogni scusa è buona per “mettere le mani in pasta”, specialmente se puoi condividerlo con qualcuno! Bene, mi risponde lei, ma porta una torta morbidosa e – se possibile – mettici anche il cioccolato! Volevo preparare qualcosa di goloso ma allo stesso tempo anche diverso dal solito, in modo da soddisfare il palato raffinato del fidanzato di Laura. Ho pensato alla classica accoppiata panna e cioccolato e mi son detta: perché non metterli nell’impasto invece che come accompagnamento? In questo modo avrei ottenuto il gusto delicato e particolare che cercavo potendo invece preparare all’ultimo una veloce crema di accompagnamento direttamente in loco. Passeggiando per il centro di Monza il tempo è trascorso davvero velocemente. Il capoluogo brianzolo rappresenta infatti un buon compromesso tra fattori diversi ma tutti egualmente importanti, come la vicinanza a Milano, la presenza di mezzi e servizi, una città vivibile e interessante e – perché no – un bel centro storico che appaghi l’occhio e lo spirito e negozi in quantità tra cui scegliere. Possiamo partire da Largo Mazzini per ammirare il nobile Palazzo Frette, costruito nel 1885 e dove oggi ha sede la Rinascente, proseguiamo lentamente per Via Italia, diritto fino a Piazza Roma dove si trova l’Arengario e girando subito a destra ecco che ci ritroviamo davanti la splendida facciata del Duomo di Monza, affiancato dalla snella Torre Campanaria. Nonostante il giro di shopping ci tenta una veloce visita all’interno, dove il fasto del tardo barocco si sostituisce alla sobria eleganza dell’esterno. Non abbiamo avuto il tempo di visitare il Museo del Duomo con la mistica Corona Ferrea della Regina Teodolinda, ma ci siamo ripromesse di farlo appena possibile. Lasciamo il Duomo camminando per Via Lambro, che permette di catapultarsi all’indietro di diversi secoli con la sua atmosfera medievale ed i negozi perfettamente inseriti. Arriviamo infine all’ottocentesco Ponte dei Leoni, costeggiamo il Lambro passando per Via Gerardo dei Tintori, giriamo a sinistra verso Via Edmondo de Amicis, uno sguardo ammirato al mirabile scorcio per tuffarsi di nuovo verso Via Vittorio Emanuele II e Via Carlo Alberto per proseguire il nostro pomeriggio di shopping. Al rientro abbiamo preparato una gustosa e soffice mousse di ricotta da accompagnamento, che purtroppo non ho fatto in tempo a fotografare, la rifarò al più presto in modo da postare la ricetta.

Ingredienti:

200 gr di farina
50 gr di fecola
250 gr di panna fresca
160 gr di zucchero
3 uova
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
50 ml di latte
20 gr di cacao amaro
1 bustina di lievito

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare la panna appena tolta dal frigo in un secondo contenitore (possibilmente anch’esso freddo) e montare con le fruste elettriche. Unire a più riprese la panna al composto di uova e zucchero mescolando delicatamente dal basso verso l’alto Accorpare a poco a poco la farina setacciata con il lievito ed il pizzico di sale. Imburrare uno stampo per ciambella e versare circa i 2/3 dell’impasto, aggiungere all’amalgama rimanente il cacao amaro e rimestare fino ad ottenere un risultato omogeneo, versare uniformemente sull’impasto chiaro ed infornare a 180° per 30-35 minuti (vale sempre la prova stecchino). Far freddare a temperatura ambiente, sformare e cospargere di zucchero a velo.

PannaCioccolato

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