Plumcake al grano saraceno e mirtilli (senza burro)

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PlumcakeGranoSaraceno

Quando si corre tutto il giorno la colazione resta – secondo me – un bel modo per iniziare la giornata, trascorrendo qualche minuto tutti insieme davanti ad una fumante tazza di caffè o un buon succo fresco, mentre sgranocchiamo qualcosa di gustoso e leggero. Prenderci qualche attimo per la colazione fa bene sia al corpo che allo spirito e – insieme alla giusta cura di noi stesse – ci aiuta ad uscire di casa con il sorriso. Mi stavo appunto guardando intorno alla ricerca di qualcosa di diverso per la colazione quando ho pensato al grano saraceno: non è che sia buono solo per i pizzoccheri! Ma prima di tutto vediamo di scoprire qualcosa in più circa questo…cereale?…legume?…vegetale?

Il grano saraceno è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Poligonacee, originario dell’Asia fu poi introdotto in Europa dai Turchi durante il Medioevo. Il grano saraceno – oltre ad essere ottimo per i celiaci perché privo di glutine – annovera elementi importanti per la nostra salute come le vitamine del gruppo B, la vitamina E, sali minerali (come calcio, potassio, fosforo, magnesio zinco, manganese e ferro), fibre ed amminoacidi. Il grano saraceno è inoltre ricco di proteine, tanto da essere comparabile alla carne ed alla soia e può essere consigliato quindi nei casi di deperimento fisico. Tra le sue proprietà terapeutiche ricordiamo che il grano saraceno migliora il microcircolo e rinforza i capillari grazie ad antiossidanti come i tannini e la rutina, rinvigorisce in caso di stress e stanchezza, favorisce il transito intestinale e per la sua composizione risulta particolarmente indicato in gravidanza. Ma non finisce qui, perché la farina di grano saraceno può diventare un valente supporto della nostra bellezza. Può essere infatti utilizzata per lavare sia il corpo che le mani: basta mescolarla con poca acqua e strofinare per avere una pelle morbida e nutrita. Possiamo infine preparare una semplice maschera/scrub astringente, efficace contro brufoli e punti neri: basta mescolare in una ciotola 3 cucchiai di farina di grano saraceno (esfoliante, nutriente), 2 cucchiaini di cannella (antinfiammatorio, antisettico) , 100 gr di prugne secche denocciolate e tritate (antiossidanti), 2 cucchiai di yogurt (idratante), 1 cucchiaio di miele (nutriente) ed un cucchiaio di succo di limone (schiarente). Applicare la maschera su tutto il viso, lasciare in posa 10 minuti circa e sciacquare con abbondante acqua tiepida.
Ecco infine la ricetta del plumcake al grano saraceno e mirtilli…

Ingredienti:

1 vasetto di yogurt ai frutti di bosco
250 gr di farina di grano saraceno
2 uova
180 gr di zucchero
50 ml di olio EVO
30 ml di latte
Un pizzico di sale
50 gr di farina di nocciole
100 gr di mirtilli essiccati
2 cucchiai di limoncello
1 bustina di lievito per dolci

Montare le uova intere con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere lo yogurt, il pizzico di sale e il limoncello sempre mescolando. Incorporare gradatamente la farina di nocciole, il lievito e la farina di grano saraceno alternandoli all’olio EVO e al latte. Unire infine i mirtilli essiccati e versare in uno stampo imburrato. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti (controllare la cottura con la “prova stecchino”). Io ho ricoperto con glassa di zucchero a velo, acqua e – per dare un tocco aromatico – ho aggiunto un pizzico di zenzero.

PlumcakeGranoSaracenoFetta

Crostata con frolla al cacao senza uova e burro e crema pasticcera al cioccolato bianco

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CrostataCremaconCioccolatoBianco

Avevamo concordato con degli amici di vederci durante il week-end, appuntamento da noi subito dopo pranzo…e poi via: si parte per una lunga e gradevole passeggiata, ravvivata dal frizzante chiacchiericcio femminile e da roboanti risate maschili. Quando le giornate si allungano diventa arduo stare chiusi tutti il giorno tra quattro mura, tuttavia mentre le ore scorrono veloci, capita di guardare fuori dalla finestra sorridendo e pensare che comunque all’uscita troveremo il sole ad attenderci. Quando gli impegni ce lo consentono, nel week-end ci piace fare delle belle passeggiate, e se si riesce ad uscire in compagnia allora è anche meglio! Stavamo appunto curiosando sul web alla ricerca di una gita carina da organizzare, quando ci siamo imbattuti in alcuni siti che danno la possibilità di viaggiare su meravigliosi treni d’epoca visitando al contempo delle belle zone turistiche. C’è il Treno Blu che parte da Milano con un treno a vapore per toccare – ad esempio – Palazzolo sull’Oglio e arrivare sul Lago d’Iseo a Paratico e Sarnico. Per i veri appassionati la Fondazione FS organizza un viaggio con le storiche carrozze “Centoporte” partendo da Milano Centrale – passando per Pavia, Voghera, Genova, S. Margherita, Chiavari, Sestri Levante e Monterosso – per arrivare a La Spezia Migliarina ove si trova il museo FS di locomotive storiche. Chi si trova più a sud può invece approfittare di un’iniziativa davvero ricca e particolare: i viaggi del Treno Natura attraverso le pittoresche Terre di Siena (riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO). Abbiamo “decretato all’unanimità” che un viaggetto su una vettura d’epoca vale la pena farlo: d’altronde non è una cosa che capita tutti i giorni, va bene per grandi e piccini, non c’è bisogno di guidare e permette anche di visitare borghi interessanti.
Naturalmente non potevo esimermi dal preparare un buon dolcetto di “benvenuto”, giusto per iniziare bene il pomeriggio ed avere poi la scusa di dover “smaltire” camminando. Siccome noi donne siamo sempre attente alla linea, ho pensato alla pasta frolla senza uova e burro di Luca Montersino, ma poiché volevo accontentare anche “i maschietti” ho deciso di farcire con una crema pasticcera al cioccolato bianco da me rivisitata. La crostata è piaciuta a tutti, tanto che perfino il pezzettino avanzato è stato prenotato per il ritorno.

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Ingredienti per la frolla (io ho utilizzato uno stampo da 24 cm):
230 gr di farina
20 gr di cacao amaro
125 gr di zucchero di canna
35 gr di Olio EVO delicato
35 gr di olio di semi
62,5 gr di acqua
Un pizzico di vaniglia
6 gr di lievito chimico

Ingredienti per la crema pasticcera:
450 gr di latte
2 uova intere
70 gr di zucchero
40 gr di amido di mais
200 gr di cioccolato bianco

Per la pasta frolla:
Sciogliere leggermente lo zucchero nell’acqua e unire il lievito con i due oli. Aggiungere pian piano la farina setacciata e la vaniglia. Lavorare velocemente (il risultato sarà piuttosto molle)e formare un panetto. Coprire con pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per almeno 2 ore. Terminato il riposo rilavorare velocemente la pasta aggiungendo un cucchiaino da tè di acqua. Stendere sulla carta forno col mattarello fino ad avere uno spessore di circa 4 mm e disporre in uno stampo. Bucherellare con la forchetta quindi ritagliare un altro foglio di carta forno da posizionare sopra la pasta nello stampo e versarci sopra dei legumi secchi. Infornare a 170° per 20 minuti dopodiché togliere la carta con i legumi ed cuocere per altri 10 minuti (controllare la cottura perché ogni forno è diverso). Far raffreddare completamente prima di farcire.

Per la crema:
Si tratta del solito “metodo vulcanico” di Montersino.
Mettere il latte in un pentolino e portare a bollore. Nel frattempo montare le uova con lo zucchero e l’amido fino ad ottenere una consistenza spumosa. Una volta raggiunto il bollore versare il composto di uova montate nel latte ed attendere che si formino tanti piccoli “vulcani”. Quando la crema è pronta aggiungere il cioccolato bianco triturato finemente e mescolare fino a completo scioglimento. Versare la crema in una ciotola, coprire con pellicola a contatto e lasciar raffreddare.

Quando la crema è completamente raffreddata possiamo versarla nel guscio di pasta frolla e decorare con dei frollini fatti con i ritagli della pasta frolla stessa. Lasciar riposare in frigo alcune ore prima di servire.

 

CremaCioccolatoBiancoFetta

Brioches con esubero di lievito madre

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L’autunno è sicuramente una delle stagioni che prediligo, ma la primavera resta in assoluto la mia stagione preferita. Amo particolarmente spiare il lento allungarsi delle giornate, sentire l’aria farsi più tiepida, osservare la natura che gradatamente si sveglia, vedere che grandi e piccini passano più tempo all’aperto e che i colori freddi dell’inverno lasciano piano il posto agli sgargianti colori primaverili. Certo con meno impatto rispetto alla campagna, ma questa “rinascita” può essere notata anche in città: l’occhio per la moda e per il make up può tranquillamente diventare “multitasking” e dedicarsi anche un po’ alla natura. D’altronde Madre Natura resta creatrice, dea e musa ispiratrice al contempo e quando si arrabbia può capitare che tiri fuori anche un pizzico del suo lato da “matrigna”… ma speriamo che questo non accada! Del resto in questa stagione Madre Natura è in tutt’altre faccende affaccendata, ce ne accorgiamo se ci avviciniamo ad un arbusto, un albero, un prato o una siepe. In questo periodo ci sono boccioli, fiorellini e gemme ovunque, una silente armonia che festeggia la vita e l’arrivo della primavera. Arriva quindi il sole – altro grande protagonista di questo miracolo – farsi ogni giorno più caldo mostrandoci al crepuscolo i suoi colori più brillanti e belli. Sembra impossibile ma si riesce a vederlo anche in città, magari sull’autobus, mentre fa capolino da dietro un palazzo, lo scorgiamo in fondo all’orizzonte nascosto da una montagna o riflesso su un lucente e nuovissimo grattacielo. Considerato il periodo, questo è anche il momento ideale per rimettersi in forma dopo il grigiore dell’inverno. Possiamo finalmente pensare a lunghe passeggiate, a giri in bicicletta, a domeniche al parco, gite fuori porta e – per i più sportivi – anche trekking o camminate in montagna. Dopo una bella camminata possiamo fermarci per una meritata pausa ristoratrice e mangiare qualcosa di sano, nutriente e magari anche fatto da noi. Ecco che le nostre brioches fatte con esubero di lievito madre vengono in nostro soccorso: una ricetta semplice e genuina, in cui gli ingredienti, l’impasto e la lunga lievitazione ci aiutano ad ottenere un prodotto durevole e fragrante nel tempo.
Oltre all’attività fisica, possiamo aiutare il nostro organismo bevendo la mattina a digiuno il succo di mezzo limone con un bicchiere di acqua tiepida. Questo semplice e profumato agrume è un potente alleato della nostra salute, anche perché assunto la mattina a digiuno può apportare notevoli benefici. Sono infatti numerose le sue proprietà salutistiche: depura l’apparato digerente, stimola il metabolismo, migliora la digestione, aiuta a riequilibrare i livelli di pH, contribuisce a pulire la pelle dall’interno, disintossica l’organismo e – least but not last – favorisce la perdita di peso. Quindi buona primavera a tutti!

Ingredienti per 12 brioches:

300 gr di farina (io di solito uso la 0 rinforzata per pizza)
80 gr di latte
120 gr di licoli non rinfrescato
120 gr di zucchero
50 gr di burro
1 uovo intero
1 cucchiaino di malto d’orzo
Un pizzico di sale
1 cucchiaio di germe di grano

Nel tardo pomeriggio (alle 18/18.30 ca.) inizio la preparazione.
Intiepidire il latte e versarlo in una capiente ciotola insieme all’esubero di lievito madre. Aggiungere il malto d’orzo e mescolare velocemente fino a formare un po’ di schiumetta. Versare il burro sciolto, lo zucchero, l’uovo, il sale e il cucchiaio di germe di grano e mescolare nuovamente. Unire gradatamente la farina setacciata e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire con pellicola trasparente e far riposare nel forno con la luce accesa per circa 30 minuti. Terminato il riposo stendere l’impasto e formare un disco dello spessore di circa ½ centimetro, tagliare il disco in 12 triangoli ed fare un ulteriore taglietto (di circa 2/3 cm) alla base di ogni triangolo. Eventualmente farcire la brioches con marmellata o crema di nocciole. Arrotolare schiacciando le estremità della base per sigillare il ripieno e chiudere tirando il vertice del triangolo e finire di arrotolare il triangolino. Posizionare i cornetti ben distanziati su una teglia ricoperta di carta forno e lasciarli lievitare in forno con la luce accesa per tutta la notte. Al mattino spennellare la superficie con del latte e dello zucchero di canna e cuocere a forno statico, 180° per circa 15-20 minuti (controllare la cottura)

Nella planetaria: versare nella ciotola della planetaria l’esubero di licoli, il latte tiepido e il malto d’orzo. Avviare a bassa velocità fino a sciogliere il lievito e formare una leggera schiumetta. Unire ora burro sciolto, lo zucchero, l’uovo, il sale e il cucchiaio di germe di grano ed avviare nuovamente con la foglia bassa velocità. Sostituire la foglia con il gancio e versare a più riprese la farina aumentando gradatamente la velocità . Terminare l’impasto utilizzando il gancio a media velocità e continuare per altri 5 minuti circa, fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea. Continuare poi come descritto sopra.

BriochesAperta

Lemon Curd Cheesecake

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LemonCurdCheesecake

 

La prima volta che ho assaggiato la Cheesecake mi ero diplomata da poco e, per festeggiare “il grande evento”, ero volata a New York per visitare la città con una guida d’eccezione: la mia amica Violet. Era un viaggio che attendevo e programmavo da anni, il primo viaggio da sola e per giunta così lontano da casa! Sono momenti speciali che si ricordano per tutta la vita, una sorta di “conferma dell’ effettiva maturità” che si rivive raccontandolo con divertimento misto a tenerezza. Mi resi immediatamente conto delle proporzioni gigantesche della città già in aeroporto, dove mi imbattei in un mastodontico Hummer Limousine che stazionava davanti ad una delle uscite con perfetta nonchalance. L’accoglienza della “Grande Mela” era tutto quello che mi aspettavo ed anche di più: l’aria tiepida e frizzante della tarda primavera, i colori intensi, il flusso continuo di gente ed automobili, le villette di legno così tipicamente nord europee da un lato con i grattacieli dall’altra che torreggiavano scintillanti e maestosi. Ricordo ancora bene le foto dello skyline scattate da Jersey City, anche se il posto dove ho trascorso più tempo – lo ammetto – è stato il Village. Mi piaceva gironzolare senza meta per le vie, osservare le costruzioni caratteristiche, sedermi alla panchina di un parco e di tanto in tanto interrompermi per spulciare tra i variopinti scaffali dei disparati negozi.
Quell’anno la mia amica aveva deciso di portarmi alla festa “in lungo” di fine anno accademico. Nonostante i miei ripetuti e calorosi tentativi di rifiuto e la “casuale” mancanza in valigia di abiti adatti, mi ritrovai adeguatamente vestita, truccata e pettinata per l’occasione. La crociera con cena sull’Hudson era stata organizzata in grande stile, con grandi tavoli tondi elegantemente apparecchiati e luci soffuse per permettere di contemplare il panorama anche dall’interno. La giusta conclusione di una cena tanto speciale è stata – manco a dirlo – la New York Cheesecake, con tanto di fragole fresche e salsa alle fragole. Allora non cucinavo granché, ma la mia curiosità in fatto di cibi in generale e dolci in particolare era già grandissima ed il dolce venne immediatamente promosso ed inserito nella lista delle cose che in seguito avrei imparato a fare. Per questa volta ho pensato di proporre una mia rivisitazione della Lemon Curd Cheesecake, dandole un tocco un po’ nostrano e personale.

Ingredienti (per uno stampo da 20 cm):

• Per la base
180 gr di biscotti leggeri*
60 gr di burro morbido

• Per il ripieno
300 gr di ricotta vaccina
200 gr di stracchino con yogurt
180 gr di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di maizena
2 cucchiai di crema al limoncello

• Per la lemon curd
2 limoni non trattati
75 gr di zucchero
20 gr di burro
1 uovo
1 cucchiaio di fecola di patate

Triturare finemente i biscotti con il mixer, versare poi “la farina” in una ciotola e mescolare con il burro morbido. Versare il composto in uno stampo da 20 cm e livellare il più uniformemente possibile, dopodiché riporre in frigorifero. Nel frattempo setacciare i formaggi con lo schiacciapatate e lavorare bene in modo da non avere grumi. Aggiungere ora lo zucchero, la maizena, l’uovo e la crema al limoncello e continuare a rimestare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Versare la crema sulla base e cuocere in forno statico a 180° per 40 minuti circa (fare la prova stecchino). Nel mentre prepariamo la lemon curd: grattugiare sottilmente la scorza di limone, spremere e filtrare il succo e versarvi dentro le scorzette. A questo punto sciogliere il burro a bagnomaria ed aggiungervi l’uovo precedentemente mescolato con lo zucchero. Stemperare la fecola nel succo di limone ed unirli al composto di uova, zucchero e burro. Proseguire la cottura mescolando continuamente fino a che la crema non si addenserà. Lasciar raffreddare la lemon curd e versarla poi sul dolce livellando delicatamente con la spatola. Decorare con delle fettine di limone e far riposare in frigo per almeno un paio d’ore prima di consumare.

* Io ho utilizzato i miei profumatissimi biscotti allo spumante, una variante delle classiche ciambelline al vino. Sono biscotti particolarmente leggeri perché senza uova, burro e latte (a breve la ricetta!).

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Focaccia senza impasto con lievito madre secco, semplice e buona!

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FocacciaSenzaImpasto

La focaccia è una di quelle cose che mette d’accordo tutti: ottima come spuntino, invitante a pranzo accostata da prosciutto o formaggio, golosa a merenda dopo la scuola ed immancabile durante un aperitivo. Pensandoci bene, la focaccia è uno dei prodotti che ci accompagna lungo tutto lo Stivale. Luogo che vai focaccia che trovi: che si tratti della Focaccia Genovese, della Schiaccia Toscana, della Pizza Bianca Romana o della Focaccia Pugliese parliamo di specialità tutte diverse ma ugualmente buone. Stiamo infatti parlando di uno di quei cibi di strada che – insieme alla pizza – ha fatto davvero il giro del mondo. Naturalmente se diciamo “street food” pensiamo subito all’America, ma in questo noi italiani davvero non abbiamo nulla da invidiare. La lista è lunga ed eterogenea, quindi mi limiterò a citare solo alcuni dei cosiddetti “italian street food”: la piadina, il supplì, il panino con la porchetta o “la mortazza”, gli arrosticini abruzzesi, il fritto misto al cartoccio, i panzerotti, il baccalà fritto, il panino con la milza e la focaccia di Recco. Per quel che concerne i dolci basta dire “gelato”, altro prodotto conosciuto in ogni dove e che tutti vogliono imparare a fare alla nostra maniera. Effettivamente ci sono delle cose che tendiamo a dare per scontate finché non ci ritroviamo a vivere per un certo periodo lontano da casa. Rimanendo per diversi mesi oltre oceano ho infatti scoperto che dopo un po’ sentivo la mancanza di certi sapori, profumi e colori, come l’aroma del caffè, un buon cappuccino cremoso, la consistenza e il gusto delle brioches o la sapidità di un certo formaggio. Certo, un viaggio – anche se di lavoro – resta sempre una scoperta e un’avventura, specialmente quando si ha l’opportunità di andare un po’ più addentro alle cose. E’ stimolante e costruttivo osservare come vivono le persone, guardare i loro gesti di ogni giorno e notare cosa ci accomuna e cosa ci rende differenti. Se poi – conoscendo meglio chi ci stà intorno – abbiamo anche l’opportunità di confrontarci e discutere amichevolmente sugli argomenti più disparati allora l’avventura diventa ancora più entusiasmante. In questo modo si ha forse l’opportunità di portare in valigia un “bagaglio” davvero speciale! Parlando appunto di “bagagli” una delle cose che ricordo con estremo piacere è stato il “tour gastronomico internazionale” che io e la mia amica decidemmo di intraprendere. Un viaggio lungo tutto il mondo attraverso il cibo che, come ho già detto, credo racconti molto sulla sua provenienza e su chi lo ha preparato. Un’esperienza davvero coinvolgente che ricordo con estremo piacere, ma il bello di un viaggio è anche il ritorno a casa, no? Vediamo ora la ricetta della focaccia senza impasto con lievito madre secco.

Ingredienti (la mia teglia è 32 x 35):
500 gr di farina (io ho usato 250 gr di farina 0 e 250 gr di farina 1)
400 gr di acqua a temperatura ambiente
25 gr di lievito madre essiccato*
1 cucchiaino di malto d’orzo (sostituibile con miele o zucchero)
2 cucchiai di olio EVO
15 gr di sale
Semola rimacinata per spolverare

Per prima cosa pesare e setacciare le farine con il sale e versarle in una capiente ciotola. Sciogliere il lievito madre essiccato e il malto d’orzo nell’acqua e versare il tutto a filo sulle farine mescolando con la spatola. Il risultato sarà decisamente appiccicoso e piuttosto “grossolano”. Coprire con la pellicola trasparente e con un canovaccio e lasciar lievitare per circa 3 ore nel forno spento con la luce accesa. Ungere la teglia e spolverare con semola rimacinata, dopodiché rovesciare l’impasto lievitato e con le mani unte stendere delicatamente fino a ricoprire l’intera superficie. ** Spolverare nuovamente con della semola rimacinata e versare un po’ di olio a fino, terminare con qualche granello di sale grosso. Con i polpastrelli fare le famose “fossette” e lasciar lievitare all’incirca per altre 2/3 ore. Cuocere a 200° per 20 minuti circa.

* Per ottenere una lievitazione più veloce si può sostituire con 12 gr di lievito di birra fresco.

** Chi desidera un impasto meno croccante può evitare il passaggio con la semola ed emulsionare acqua ed olio in parti uguali. Cospargere la superficie della focaccia con questa emulsione aggiungendo infine il sale. Fare le fossette e lasciar lievitare per la seconda volta. Cuocere mettendo nella parte bassa del forno un pentolino d’acqua in modo da mantenere una certa umidità per ottenere una focaccia più morbida.

FocacciaTeglia

Un anno di blog

Un anno è già passato dall’inizio di questa avventura. Un anno ricco di sorprese, in cui tanto è avvenuto e tanto abbiamo imparato. Fino a qualche tempo fa avremmo considerato folle chiunque avesse anche solo ventilato questa possibilità… e invece eccoci qua! Ci teniamo ad esprimere la nostra riconoscenza a tutti gli amici che ci hanno incoraggiato (gli aiuti arrivano sempre dalle persone più inattese, grazie davvero!) e ringraziamo calorosamente anche tutti coloro che ogni giorno ci leggono. Ogni post è un piccolo viaggio e una scoperta, e ci piace pensare di portare un pochino della nostra passione in tutte le vostre case e di condividerla con tutti voi. Le nostre ricette viaggiano ed hanno una nuova vita attraverso il web, insieme ai lettori, agli appassionanti, ai curiosi… ovunque voi siate! Grazie! Per festeggiare questo “movimentato anno” stiamo preparando delle belle novità per poter comunicare e condividere ancora di più, sempre all’insegna di prodotti di qualità, scoperta del territorio, attenzione al benessere e tanta fantasia! Ci stiamo adoperando per terminare al più presto, nel frattempo festeggiamo con un brindisi virtuale anche il nostro cinquantesimo post!

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Torta di mele e panna

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A volte capita di aspettare tutta la settimana il week-end… e poi piove! Il cielo plumbeo e pesante manda a monte tutti nostri bei programmi in un battibaleno. Volgiamo tristemente lo sguardo verso la finestra udendo il costante ticchettio della pioggia sul vetro. Non accenna a smettere! Che si fa allora? Invece di lasciarsi scoraggiare possiamo approfittarne per arrivare preparate all’arrivo del sole e della primavera. Organizzando un tea-time con le amiche ho pensato di rielaborare la classica torta di mele aggiungendoci la panna, che ben si accompagna alla dolcezza delle mele golden e al contempo dona al dolce una favolosa morbidezza.
La mela non è solo buona da mangiare, si parla infatti di un frutto dalle note proprietà curative, come ci rammenta il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”. Tant’è vero che può vantare virtù depurative, antinfiammatorie, anticolesterolo e, oltre ad aiutare l’intestino con il suo apporto di fibre, sembra rappresenti un’alternativa naturale per combattere l’asma. Non dimentichiamo però che la mela è anche un valido alleato della nostra bellezza poiché ha importanti proprietà antiaging, rassodanti, antimacchia ed antiacne. Approfittiamo quindi del brutto tempo per avere l’opportunità di prenderci cura di noi stesse e rilassarci con le amiche per avere una pelle liscia e splendente come i fiori a primavera! Quando è possibile è bene iniziare sempre da uno scrub, così da eliminare le cellule morte e preparare il viso a ricevere il trattamento successivo. Mescoliamo in parti uguali farina integrale d’avena (o fiocchi d’avena frullati), farina di mais e zucchero, aggiungiamo dell’aceto di mele ed un cucchiaino di miele. Per la pelle grassa possiamo unire due gocce di tea tree oil, per la pelle sensibile e delicata possiamo utilizzare invece della farina di mandorle e dell’olio di mandorle dolci. Spalmare lo scrub naturale su tutto il viso, massaggiare delicatamente e sciacquare con acqua tiepida. Prepariamo ora la maschera per il viso frullando mezza mela, la polpa di mezzo kiwi e due foglioline di salvia, mettiamo ora qualche goccia di limone, un cucchiaino di miele, dell’amido di riso ed un paio di gocce di olio essenziale di lavanda. Applicare abbondantemente su viso, collo e décolleté, lasciare in posa per 10-15 minuti e poi sciacquare abbondantemente. Con questi semplici ingredienti otterremo un vero e proprio concentrato di bellezza con elevato potere antiossidante, antirughe ed elasticizzante. Oltre a ciò contribuisce a stimolare la produzione di collagene e aiuta ad illuminare e schiarire la pelle combattendo le fastidiose macchioline. In questi momenti dedicati al relax ed alla bellezza oltre ad ascoltare musica e chiacchierare mi diletto a “viaggiare con la fantasia” anticipando i week-end di bel tempo che – speriamo – arriveranno per tutti con sole, gite e visite varie. Quest’anno mi piacerebbe molto visitare il Veronese con i suoi borghi sul Garda, i suoi castelli e le sue rocche. D’altro canto gradirei andare anche dal lato opposto per visitare meglio Torino con le sue meravigliose Ville Reali…che fare? Nel frattempo accontentiamoci di un dolce soffice e profumato, gradevole compagnia e buona musica! Vediamo ora la ricetta della Torta di mele e panna…

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

2 mele golden
2 uova
250 ml di panna fresca
200 gr di farina
50 gr di fecola
180 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele d’acacia
1 pizzico di vaniglia
40 ml di latte
70 ml di Olio EVO delicato
1 pizzico di sale
La scorza ½ limone
Il succo di un limone
Zucchero di canna per spolverare
1 bustina di lievito per dolci

Tagliare le mele a fettine sottili, metterle in un contenitore e irrorarle del succo di limone per evitare che ossidino. Montare ora le uova intere con lo zucchero e il cucchiaio di miele fino ad ottenere un composto chiaro ed omogeneo. Unire a più riprese la farina, la fecola e il lievito setacciati alternandoli all’Olio EVO e al latte. Unire la scorza di limone e la vaniglia sempre mescolando. Montare molto bene la panna ed aggiungerla all’impasto rimestando con la spatola dal basso verso l’alto. Versare il tutto in uno stampo imburrato e distribuire le fettine di mele in modo da formare un decoro. Spolverare con zucchero di canna e cuocere a forno statico per 40/45 minuti (fare la solita prova stecchino).

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Pasta risottata con zucca mantovana, crudo toscano e ricotta salata sarda

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PastaRisottata

Febbraio è ancora un buon mese per reperire le zucche e – in attesa della primavera con il suo tepore e i suoi fulgidi colori – ho voluto “salutare” questo meraviglioso ortaggio con un “risotto” un po’ diverso dal solito. Sono riuscita a mettere le mani su una bellissima zucca mantovana, che trovo ottima – oltre che per i famosi tortelli – anche per il risotto. Questa tipologia di zucca è caratterizzata da buccia dura e verde, forma leggermente schiacciata e polpa molto compatta e pastosa. E’ una varietà particolarmente conosciuta ed apprezzata in tutto il nord Italia che si contraddistingue per il suo sapore dolce e delicato. Mi piace utilizzarla nei risotti perché la polpa cuocendo tende a disfarsi formando una salsa al contempo soda e cremosa che si sposa molto bene con prelibati prosciutti e formaggi. Per questa ricetta ho pensato ad una “pasta risottata” perché avevo a disposizione della finissima pasta di Gragnano, abbracciata – per questa volta – ad un altro ingrediente sopraffino tipico del Nord.
D’altronde l’Italia è una sinfonia di sapori, prodotti, paesaggi e dialetti tutti ricchi e diversi, concentrati in un Paese non molto grande tutto sommato! Una peculiarità che forse tendiamo tutti a dare per scontata. Che altro attendere quindi per conoscere un po’ meglio le mille sfaccettature di questa sinfonia? Una città poco conosciuta e fuori dai soliti itinerari turistici è proprio la patria della famosa zucca: Mantova, iscritta dal 2008 – insieme a Sabbioneta – alla lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. La cittadina si trova proprio al confine tra Emilia Romagna e Veneto, cinta da tre laghi artificiali creati a scopo difensivo nel XII° sec. dai meandri del fiume Mincio. La natura del luogo è intrinsecamente legata all’acqua e possiamo facilmente vedere ranuncoli d’acqua o persino delle mirabili ninfee mentre da lontano si possono osservare eleganti aironi, gallinelle d’acqua o dei cigni. Mantova è uno dei gioielli più belli che il Rinascimento ci ha lasciato, senza dubbio grazie alle prestigiose commissioni e al mecenatismo della dinastia dei Gonzaga. I Corradi da Gonzaga erano inizialmente proprietari terrieri e furono una delle famiglie ducali più affascinanti e longeve del nostro Rinascimento. Divennero Signori di Mantova nel 1328, marchesi nel 1433 ed infine duchi nel 1530. I Gonzaga si affermarono per la loro abilità politica ed intellettuale, regalando alla Storia personaggi particolarmente attenti alle arti ed alla cosa pubblica ma allo stesso tempo intriganti e con una “certa vena” per le dissolutezze. Il periodo di massimo splendore per la città fu probabilmente sotto il marchese Francesco II° e Isabella d’Este. Da ricordare le celeberrime “Collezioni Gonzaga o Celeste Galleria”, una considerevole raccolta di opere d’arte degli artisti più illustri del Rinascimento e del Barocco. Purtroppo tale collezione fu quasi completamente venduta a re Carlo I° d’Inghilterra quando la famiglia iniziò a trovarsi in difficili condizioni economiche. Restano però straordinarie testimonianze che ricordano al visitatore l’antica grandezza: il Palazzo Ducale con la magnifica “Camera degli Sposi” del Mantegna, il Palazzo Te di Giulio Romano con la sua Sala dei Giganti, il Palazzo del Capitano, la Torre dell’Orologio,la Basilica di Sant’Andrea del Leon Battista Alberti, il Duomo e chi più ne ha più ne metta! Veniamo ora alla ricetta…

Ingredienti:

200 gr di pasta
300 gr di zucca mantovana
80 gr di prosciutto crudo Toscano in una sola fetta
½ bicchiere di vino bianco secco
1 scalogno
1 foglia di alloro
1 foglia di salvia
Olio EVO q.b.
Brodo vegetale q.b.
Ricotta salata sarda q.b.
Sale e pepe q.b.

Per prima cosa sbucciare, lavare e ridurre a cubetti la zucca mantovana, dopodiché tagliare a fiammiferi il prosciutto crudo Toscano e metterlo in padella con lo scalogno triturato e l’Olio EVO. Lasciar soffriggere per qualche minuto quindi aggiungere i cubetti di zucca, l’alloro e la salvia. Unire una mestolata di brodo vegetale e lasciar ridurre finché la zucca non risulta morbida. A questo punto alzare la fiamma ed unire la pasta mescolando vigorosamente, sfumare con il vino bianco e far “tostare” per pochi minuti. Portare a cottura, aggiustare di sale e di pepe e mantecare con la ricotta salata. Buon Appetito!

MantovaMix

Spumante con la torta o torta con lo spumante?

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TortaSpumante

E’ sempre appassionante organizzare compleanni, specialmente se si tratta del compleanno di un bambino. Si comincia “pregustando” l’evento già nei preparativi iniziali: il tema della festa, la scelta dei colori, delle decorazioni e dell’eventuale animazione. Altrettanto importante è la scelta del cibo, in modo che risulti goloso, colorato e divertente per incontrare i gusti dei più piccoli e che allo stesso tempo si adatti bene agli “allegri e movimentati” festeggiamenti. Il fattore che rende indiscutibilmente uniche le feste di compleanno dei bambini è senza dubbio il loro entusiasmo, la loro irrefrenabile gaiezza e l’euforia contagiosa carica d’aspettativa. Impossibile non farsi coinvolgere! Sono proprio queste le occasioni dove a noi grandi capita di sentirci un po’ bambini. Certo, perché nella frenetica vita di città che lascia così poco spazio alla fantasia e all’anima delle cose a volte abbiamo bisogno anche noi di imparare qualcosa dai bambini. Osservandoli possiamo ricordare come noi stessi eravamo un tempo: la loro spontaneità, l’innocenza, l’allegria, l’immaginazione, i giochi, la speranza e la capacità di guardare sempre il lato positivo sono – a mio parere – tutte prerogative meravigliose e sorprendenti che caratterizzano i nostri bambini. Sarebbe così terribile recuperare tutte queste belle qualità per migliorare la nostra vita di ogni giorno? Io credo di no. Chissà, grazie ai bambini potremmo trovare in noi delle doti che forse ci stupirebbero: come la capacità di guardare oltre, un pizzico di spericolatezza e – perché no – la possibilità di guardare la vita da una prospettiva differente. In una società che li vuole piccoli consumatori e grandi subito, penso sia giusto proteggere e conservare il più a lungo possibile questa magica età della vita… con i dovuti accorgimenti naturalmente! Dopo tutte queste elucubrazioni veniamo infine alla novità che riguarda – manco a dirlo – i bambini. Arriva il nostro TRUCCABIMBI! L’idea è nata lavorando e ruotando attorno al mondo dei bambini con feste, merende e compleanni. All’improvviso mi sono detta: perché non dare ai bimbi qualcosa che colora e rallegra le loro feste? Qualcosa che piace a tutti? Ecco che la passione per le cose buone e genuine, l’amore per i dolci e i prodotti da forno e il nostro occhio di riguardo verso le famiglie e i bambini si fondono in questa nuova e frizzante occasione. Una truccatrice esperta delizierà tutti i bimbi con fiori, farfalle, animali e tanto altro! Riportiamo sotto delle immagini dimostrative del TRUCCABIMBI, eseguito però su “volontari adulti”, proprio per proteggere la privacy dei piccoli ospiti.
Continuando però a parlare di feste, compleanni e celebrazioni varie ho avuto “il ghiribizzo” di provare un dolce un po’ speciale. Infatti capita spesso che dopo aver aperto qualche bella bottiglia di spumante ne avanzi una piccola quantità. Che fare quindi? Lasciarlo in frigo col rischio che finisca nel dimenticatoio? Peccato! Nasce così la Torta con lo Spumante nell’Impasto: soffice, leggera e profumata. Adatta sia a colazione che a merenda, si sposa bene sia con crema nocciole che marmellate o confetture ma, volendo esagerare possiamo pensare ad una mousse yogurt, miele e amaretti…giusto per restare leggeri, no?

 

TortaSpumanteFetta

Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
150 gr di farina
60 gr di fecola
180 gr di zucchero
70 ml di Olio EVO
40 ml di latte
2 uova
½ bustina di lievito
Un pizzico di sale
150 ml di spumante

Montare le uova intere con lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e spumoso. Setacciare la farina, la fecola e il lievito. Aggiungere ora gli ingredienti secchi setacciati alternandoli all’olio e al latte, unire il pizzico di sale e mescolare fino ad ottenere un composto lisco ed omogeneo. Versare ora lo spumante e rimestare nuovamente il tutto. Versare in uno stampo imburrato e cuocere a 180° per 35-40 minuti (fare sempre la prova stecchino). Buon Appetito … e che questo “Brindisi” così particolare ci sia di buon auspicio!

Truccabimbi

Cacio e pepe, gricia o …

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Cacio e Pepe Funghi e Pancetta

Ci sono dei luoghi dove si ha la sensazione di essere fuori dal tempo e dallo spazio, dove si ha quasi l’impressione di trovarsi dentro un’opera di Nicolas Poussin o Claude Lorrain. In questi luoghi i silenzi parlano all’anima mentre scopriamo di essere ancora in grado di ascoltare quell’immenso ed armonico concerto che è la Natura. I paesaggi sono così incontaminati e perfetti che pare d’essere in un enorme presepe vivente, solo che in questo caso non si tratta di finzione: il cielo è talmente blu che rifulge del suo magnifico splendore, i colori sono più caldi che altrove e il tempo invece che intristire si compiace di rendere tutto più dolce e romantico. La città – con tutto il suo mondo smisurato – è a poca distanza, ma allo stesso tempo non potrebbe essere più lontana. Certo, la città ci piace proprio per quello che è: trafficata, moderna, confusionaria, affollata, veloce e – perché no? – piena di opportunità e tentazioni. La città ci lascia accarezzare l’idea di essere “al centro del mondo”, ci piace la prospettiva di poter prendere un aereo ed in poche ore arrivare dall’altra parte della Terra e contemporaneamente incontrare un “pezzetto di mondo” senza allontanarsi troppo da casa. Eppure a volte non abbiamo bisogno né di un aereo né di una metropolitana per scoprire posti nuovi, ci basta ricordare che esiste ancora un’Italia autentica, nascosta e segreta che attende solo di essere svelata ed assaporata. Queste località hanno sovente una notevole cultura culinaria, caratterizzata dall’eccellente qualità dei prodotti, dal loro uso sapiente e dall’estrema semplicità. Non fa eccezione la classica Cacio e Pepe, emblema – anche oltre oceano – dell’eccellenza e della semplicità della Cucina Italiana.

Questo è uno dei piatti più antichi e poveri che ci tramanda la tradizione romanesca e laziale. I pastori portavano nei loro zaini del pecorino stagionato, sacchetti con del pepe nero in grani e spaghetti fatti in casa con solo acqua e farina. Da questi tre ingredienti essenziali nasceva la Cacio e Pepe: il pecorino stagionato poiché si manteneva a lungo, il pepe aiutava a riscaldare l’organismo e la pasta forniva il giusto apporto calorico. Quando si ammazzava il maiale e qualche pastore aveva del guanciale secco, lo si ripassava nella padella di ferro aggiungendolo allo strutto. Nasce così la Gricia o Griscia (da Grisciano, vicino Amatrice), universalmente riconosciuta come antenata dell’Amatriciana. Quella che propongo oggi è una versione un po’ speciale, ho pensato infatti di arricchire il piatto con uno degli ingredienti che amo di più: i funghi.

Ingredienti:
200 gr di linguine
120 gr di pecorino romano
200 gr di champignon puliti ed affettati
40 gr di porcini secchi
80 gr di pancetta
1 spicchio d’aglio
Un pizzico di erbe aromatiche (io ho usato timo, maggiorana e origano)
½ bicchiere di vino bianco
Sale qb
Pepe nero qb
Olio EVO qb

Prima di tutto lasciamo rinvenire i funghi porcini secchi in una terrina di acqua tiepida per una ventina di minuti. Trascorso questo tempo rosolare la pancetta con l’aglio e due cucchiai d’olio. dopo qualche minuto aggiungere gli champignon affettati e i funghi porcini. Alzare la fiamma, versare il vino e lasciar evaporare. Aggiungere sale e pepe a piacere e lasciar cuocere a fuoco vivace. Ultimata la cottura aggiungere un pizzico di erbe aromatiche. Una volta che i funghi sono intiepiditi prelevarne circa 2/3 e frullarli fino ad ottenere una crema. Mettere in una terrina il pecorino romano insieme al pepe nero, aggiungere la crema di funghi e mescolare. Cuocere la pasta ed “alzarla” al dente, (non buttare via l’acqua!) versare le linguine nella terrina ed aggiungere un mestolo scarso dell’ acqua di cottura. Aggiungere i funghi rimasti con la pancetta e amalgamare bene il tutto (unire all’occorrenza un altro pochino di acqua della pasta). Servire immediatamente, mentre la pasta è ancora caldissima.

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