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~ La tradizione che incontra la passione e la fantasia!

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Archivi tag: ricette bambini

Le Patate Sabbiose

20 martedì Ott 2015

Posted by Admin in Contorni

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Patate Sabbiose

Le patate…con un ingrediente così possiamo davvero permetterci di esclamare: un nome una garanzia! Indubbiamente Cristoforo Colombo merita un ringraziamento particolare per aver portato dall’America un ortaggio così gustoso e versatile. Senza contare che, grazie al suo basso costo ed alla sua incredibile facilità di coltivazione, nei secoli passati la patata ha sfamato una gran quantità di persone. Al giorno d’oggi questo tubero è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e si è senz’altro meritato un posto d’onore nelle nostre tavole, sia che si tratti di fast food o – ancora meglio – di slow food. Effettivamente non ho mai conosciuto nessuno a cui non piacciano le patate: siano fritte, al forno, fatte a purè, ripiene o in padella a tavola è sempre una festa, specialmente per i bambini. Questa volta ho deciso di proporre una ricetta davvero semplice ma molto golosa, a cui volendo possiamo aggiungere della pancetta o dello speck, ma già così vi assicuro che andranno a ruba… non fanno praticamente in tempo ad arrivare a tavola che sono già finite!

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di patate

4 cucchiai di pangrattato

1 cucchiaio di parmigiano

2 cucchiaini di farina di mais bramata

1 spicchio d’aglio (facoltativo)

1 rametto di rosmarino

4 cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva

Paprika dolce q.b.

Sale e Pepe q.b.

Mettere dell’acqua in una capiente pentola e – in attesa del bollore – procediamo sbucciando, lavando e tagliando le patate a tocchetti delle stesse dimensioni.

Al bollore tuffare nell’acqua le patate tagliate e sbollentarle per 4/5 minuti. Nel frattempo prepariamo il condimento: mescolare in una ciotola il pangrattato, la farina di mais, il parmigiano, l’aglio finemente tagliuzzato, il rosmarino, la paprika dolce, il sale e il pepe.

Trascorsi i 5 minuti scolare bene le patate e rovesciarle su una teglia ricoperta di carta forno. Distribuire uniformemente il condimento preparato in precedenza, aggiungere l’olio extra vergine d’oliva e cuocere a 180°C per 30 minuti circa.

Sono croccanti fuori e morbide dentro, una vera bontà!

Buon Appetito!

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I saltimbocca alla romana, la ricetta originale

21 lunedì Set 2015

Posted by Admin in Secondi

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cucina italiana, cucina regionale, cucina romana, facile, fettine di vitello, genuino, Milano, Pellegrino Artusi, prosciutto crudo, ricette bambini, ricette classiche, ricette facili, ricette famiglia, ricette salvacena, ricette semplici, ricette sfiziose, ricette tradizionali, ricette veloci, saltimbocca, saltimbocca alla romana, saltimbocca alla romana ricetta classica, saltimbocca alla romana ricetta originale, salvacena, secondi, secondi veloci, semplice, veloce

Saltimbocca

Ebbene, tra le numerose ricette tradizionali che amo e che hanno un posto d’onore nella cucina semplice e veloce di tutti i giorni, non potevo non citare la classica ricetta dei “Saltimbocca alla romana”. Questa semplice prelibatezza può senz’altro essere annoverata tra i piatti più conosciuti della gastronomia capitolina, proprio uno di quei piatti che ci aspetteremmo di trovare in una rustica trattoria di Roma insieme alle celeberrime “carbonara”, “amatriciana” e “cacio e pepe”. Perfino il grande Pellegrino Artusi riporta questa ricetta nel suo intramontabile libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, scrivendo che aveva mangiato i saltimbocca proprio a Roma, nella rinomata trattoria “Le Venete”.

Vediamo quindi la ricetta di questo secondo davvero facile, veloce e sfizioso.

Ingredienti per 2 persone:

4 fettine sottili di vitello

4 foglie di salvia

4 fette di prosciutto crudo

25/30 gr di burro

Sale e pepe q.b.

½ bicchiere di vino bianco secco per sfumare (facoltativo)

Io ho già preso le fettine di vitello sottili, in caso contrario la ricetta originale consiglia di battere le fettine in modo che ne vengano due a persona. Possiamo posizionare le fettine da battere tra due fogli di carta forno, in modo da proteggerle ed evitare che si rompano.

Disporre al centro di ogni fettina una fetta di prosciutto crudo ed una fogliolina di salvia, fermando il tutto con uno stuzzicadenti.

Sciogliere il burro in una padella, sistemare i saltimbocca in modo da non accavallarli e farli rosolare a fuoco vivace pochi minuti per lato, badando a lasciare per pochissimo tempo sul fuoco il lato col prosciutto altrimenti indurisce (come consiglia l’Artusi).

Da ultimo – se gradito – possiamo sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco e, dopo aver aggiustato di sale e di pepe, possiamo servire i saltimbocca caldissimi con il loro sughetto.

Buon Appetito!

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Bocconcini di pollo impanati al forno senza uova, croccanti e sfiziosi come quelli fritti!

14 venerdì Ago 2015

Posted by Admin in Ricette Estive, Secondi

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Bocconcini di Pollo

Ebbene sì, questa è una delle mie ricette salva cena. Semplicissima e sempre gradita a tutti, sia grandi che bambini, tant’è vero che quando li preparo è altamente improbabile che avanzi qualche bocconcino. Uno tira l’altro! Questa è una ricetta che a mio parere si adatta a tutte le stagioni, dal risultato sicuro, sana, gustosa e leggera. Il segreto? La panatura croccante! Io ho preferito aggiungerci qualche spezia per dargli quel “sapore in più”, ma se c’è qualcuno che non gradisce si possono tranquillamente omettere. Di solito mi piace servirle con una fantasiosa insalata oppure con delle sfiziose chips al forno (a breve la ricetta). A casa come al fast-food… solo che molto più sano e leggero e per di più in poco tempo!

Ingredienti per 2/3 persone:

500 grammi di petto di pollo
Latte q.b.
Olio EVO q.b.
6 cucchiai colmi di pangrattato
2 cucchiai di farina bramata di mais (quella per la polenta)
3 cucchiai di grana
Un pizzico di paprika dolce
Un pizzico di curcuma
Un pizzico di pimento

Tagliare il petto di pollo a tocchetti e lasciarlo “a marinare” nel latte per qualche minuto. Nel frattempo prepariamo la panatura: versiamo in una ciotola il pangrattato, la farina bramata, il grana e – se vi piacciono – anche le spezie. Mescoliamo tutti gli ingredienti per farli ben amalgamare, dopodiché preleviamo a poco a poco i bocconcini di pollo e li “ripassiamo” in questa panatura fino a ricoprirli per bene, posizionarli infine su una teglia ricoperta da carta forno. Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti. Preparare un’emulsione miscelando in parti uguali il latte con l’olio extra vergine d’oliva e spennellare velocemente tutti i tocchetti impanati. Cuocere a forno ventilato per circa 20-25 minuti (controllate la cottura perché ogni forno è diverso). Vi assicuro che sono davvero una bontà!

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Polpette di carne e spinaci

18 lunedì Mag 2015

Posted by Admin in Polpette, Secondi

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carne trita, facile, Finger food, genuino, leggero, light, macinata, Milano, parmigiano, piatti unici, picnic, Polpette, polpette al forno, polpette al sugo, polpette con gli spinaci, ricette bambini, ricette del risparmio, ricette di polpette, ricette economiche, ricette estive, ricette gustose, ricette in vacanza, ricette leggere, ricette light, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, salvacena, secondi leggeri, secondi veloci, semplice, spinaci, veloce

PolpetteCarneSpinaci

Arriva l’estate e – anche se le giornate sono più lunghe – sembra di avere a disposizione ancora meno tempo del solito. Terminata la giornata lavorativa c’è tutto un mondo che ci aspetta! Lasciamo dietro di noi la scrivania e l’aria condizionata per tuffarci verso il calore, il sole e una miriade di allegri colori estivi. Tra l’altro l’atmosfera “estiva” si respira anche nell’ambiente lavorativo, dall’abbigliamento alle discussioni sulla destinazione delle prossime vacanze.
Uscire dal lavoro – sapendo che ci attende ancora qualche ora di sole – ci dà “l’illusione” di avere una nuova giornata tutta per noi pronta ad essere vissuta. Possiamo trovare il tempo per un giretto in centro, un aperitivo, una passeggiata con il nostro amico a quattro zampe o un pomeriggio al parco un po’ speciale con i piccolini di famiglia.
E il tempo per cucinare? Non c’è problema ! Questo è un piatto unico che può essere preparato in anticipo e cotto all’ultimo minuto, magari accompagnato da un sughetto di verdure o una caponatina fredda. Si presta bene a diventare cena per tutta la famiglia, aperitivo, finger food e – perché no? – ricetta da picnic.

Ingredienti:

400 gr di carne trita di bovino

200 gr di spinaci sbollentati e ben strizzati

80 gr di parmigiano grattugiato

1 fetta di pane raffermo

2-3 cucchiai circa di pangrattato

1 uovo

1 spicchio d’aglio (facoltativo)

Prezzemolo

Sale

Pepe

Un pizzico di noce moscata

 

Sbollentare gli spinaci (freschi o surgelati) in poca acqua bollente. Una volta cotti scolateli e strizzateli per bene in modo che perdano tutta l’acqua. Nel frattempo ammorbidire con dell’acqua fredda la fetta di pane raffermo e sminuzzarla finemente con le mani. Lasciare intiepidire gli spinaci, tagliarli sottilmente con un coltello o con il mixer e versarli in una terrina con tutti gli altri ingredienti. Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo (nel caso l’impasto risultasse troppo morbido aggiungere parmigiano e pangrattato finché non diventa più compatto). Formare le polpette e posizionarle su una teglia ricoperta da carta forno e cuocere in forno a 180° per 20/25 minuti (controllare la cottura perché ogni forno è diverso). Io ho aggiunto del semplicissimo sugo di pomodoro, ma possiamo arricchire la salsa con qualunque verdura di stagione in modo da ottenere un piatto unico sano, semplice e gustoso.

 

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Angel Food Cake di Montersino: una ricetta paradisiaca per recuperare gli albumi

28 mercoledì Gen 2015

Posted by Admin in Ciambelle, Dolci Americani, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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AngelCake

L’Angel Food Cake è – secondo me – il seguito naturale della Bavarese ai Tre Cioccolati. D’altronde come esimersi dal preparare questo dolce dopo aver avanzato tanti albumi? Non c’è modo di sfuggire a tale soave bontà! Se consideriamo poi che si tratta di una torta davvero light – in quanto del tutto priva di grassi – allora scopriamo che il contenitore degli albumi abbandonato in frigo ha un’attrattiva del tutto nuova. Come la Chiffon Cake, anche l’Angel Food Cake ha una storia affascinante e particolare da raccontare, quel genere di storia che ci fa sognare ad occhi aperti e tornare indietro nel tempo. Ci sono differenti versioni sull’origine dell’Angel Food Cake, una delle più accreditate fa risalire la sua nascita nel sud-est della Pennsylvania, dove nel 1800 si producevano grandi quantità di stampi per dolci. Evan Jones nel suo “American Food: The gastronomic story” teorizza che questa torta sia il risultato degli sforzi di parsimoniosi cuochi del posto che cercarono di riciclare numerosi bianchi d’uovo avanzati dalla preparazione delle tagliatelle. La storia riferisce che i primi a preparare l’Angel Food Cake furono probabilmente gli schiavi afro-americani, poiché erano necessarie braccia forti e resistenti per montare a neve ferma gli albumi. Degli studiosi di storia Americana ritengono che il frullino manuale “Dover” – che compare nel catalogo di Sears nel 1897 – sia stato appositamente inventato per risolvere il problema della lunga montatura degli albumi che è il fattore caratterizzante di questa torta ed insieme la fase più laboriosa. Il primo libro a riportare una ricetta molto simile a quella dell’Angel Food Cake fu pubblicato nel 1871: si trattava del Mrs. Porters’s New Southern Cookery Book, dove scopriamo la “Snow-Drift Cake”. Dieci anni dopo uscì “What Mrs. Fisher Knows about Old Southern Cooking: Soups, Pickles, Preserves, Etc… “, dove troviamo la “Silver Cake”, un dolce assolutamente analogo all’Angel Food Cake. Nel 1896 infine, troviamo la versione aggiornata del “Boston Cooking School Cook Book”, dove è illustrata la ricetta chiamata precisamente “Angel Food Cake”. Un’ultima curiosità: il dolce è talmente leggero e delicato che – proprio per queste sue caratteristiche – è stato chiamato “cibo degli angeli”.
Vediamo ora la ricetta che Luca Montersino ci ha donato per poter preparare da noi questa torta così leggera da poter essere mangiata “senza rimorsi”…

Ingredienti:
360 gr di albumi
350 gr di zucchero
150 gr di farina
5 gr di cremor tartaro
La scorza grattugiata di un limone
12 gr di Amaretto (io ho usato il mio Limoncello)
I semi di una bacca di vaniglia
2 gr di sale
Zucchero a velo per spolverare

Iniziamo montando a temperatura ambiente gli albumi con 200 gr di zucchero. In una ciotola setacciare la farina, lo zucchero restante, il cremor tartaro, la bacca di vaniglia e il sale.

Unire a poco a poco gli ingredienti secchi al composto di albume e zucchero mescolando dal basso verso l’alto per non smontare l’amalgama. Una volta ottenuto un impasto omogeneo aggiungere il liquore e mescolare delicatamente.

Inserire l’impasto all’interno di un sac à poche e distribuire uniformemente nello stampo (questo per evitare che restino spazi vuoti che causerebbero “buchi” cuocendo in forno).

Livellare con una spatolina – evitando di sbattere l’impasto – e cuocere a 170° per 35-40 minuti (fare sempre la prova stecchino). Lasciare intiepidire a testa in giù (nel caso di un semplice stampo a ciambella è possibile utilizzare il collo di una bottiglia per “appendere” a raffreddare il dolce). Sformare delicatamente con l’aiuto di una spatola o di un coltello.

La torta si accompagna bene con creme e ganache o, per restare su qualcosa di fresco e light, possiamo accostare una mousse allo yogurt e frutti di bosco.

AngelCakeFetta

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Il gateau – o gattò – di patate con spinaci, zucca e salsiccia

01 sabato Nov 2014

Posted by Admin in Piatti Unici

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Gateau di Patate

Ci sono piatti che – a mio parere – è impossibile rifiutare. Basta il profumo, a volte soltanto il nome, per suscitare un’ondata di approvazione ed allegria in famiglia. D’altronde avete mai visto qualcuno rifiutare un piatto di gnocchi? O magari più semplicemente una bella porzione di croccanti patatine fritte o fragranti patate arrosto? Non si può dire di no alle patate: che si tratti di antipasti, primi, secondi o contorni risultano sempre versatili e golose. A mio parere una delle ricette più semplici e sfiziose da preparare con le patate è proprio il partenopeo Gattò di Patate. La genesi di questa bontà risale al 1768 quando Ferdinando I° Borbone sposò Maria Carolina, figlia dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. La nuova Regina divenne mecenate di grandi artisti ed accademici e si adoperò alacremente perché Napoli diventasse un vivace centro artistico e culturale. Maria Carolina promulgò nella capitale la ricercatezza ed il palato raffinato tipico della Francia ed introdusse la consuetudine di affidare le cucina ai “Monsieurs”. Questi ultimi altro non erano che cuochi francesi di alta classe, e i Napoletani iniziarono presto a chiamarli “Monzu” (o in siciliano “Monsù”), alterando l’archetipo francese. Fu in questo clima brillante ed originale che nacque appunto il gateau (torta dolce in francese) italianizzato poi “gattò” o “pizza di patate”. Troviamo altri piatti di tradizione tipicamente partenopea con denominazioni francesi: il ragù (da ragout), i crocchè (da croquettes) e il sartù (da surtout). Ma vediamo ora questa variante propriamente autunnale al classico gattò.

Ingredienti per una teglia 20 x 20:
700 gr di patate
300 gr di spinaci
250 gr di salsiccia
250 gr di zucca
1 uovo
50 gr di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino
30 ml di latte
Pangrattato
Sale e pepe q.b.

Lavare e cuocere le patate in abbondante acqua salata per 30 minuti circa. Nel frattempo lavare e sbollentare gli spinaci e, una volta cotti, provvedere a scolarli e strizzarli bene in modo che perdano tutta l’acqua. Tagliare a cubetti e mettere in padella la zucca con poco olio e vino bianco, quando comincia ad ammorbidirsi aggiungere la salsiccia tagliata a tocchetti e condire con un po’ di sale e pepe. Lasciar cuocere e insaporire per circa 10/15 minuti. Una volta cotte sbucciare e passare le patate con lo schiacciapatate. Versare la purea di patate in una terrina insieme all’uovo, il parmigiano, il pecorino, il latte, sale e pepe (noce moscata se piace) ed amalgamare bene il tutto. Porre metà del composto nella teglia, unire la salsiccia e la zucca cotti in precedenza ed aggiungere al composto rimanente gli spinaci sminuzzati , mescolare il tutto e rovesciare quest’ultimo nello stampo. Uniformare la superficie e cospargerla di pangrattato e parmigiano (eventualmente anche qualche fiocchetto di burro). Cuocere a 180° per 30 minuti circa.

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Torta rovesciata alle pesche con ingrediente segreto (senza burro)

02 martedì Set 2014

Posted by Admin in Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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antiage, antiossidante, caramello, colazione, cucina italiana, dolci, dolci a domicilio, dolci con la frutta, Dolci con la Ricotta, dolci con le pesche, dolci italiani, dolci leggeri, dolci senza burro, Domicilio, genuino, light, maschera illuminante fai da te, merenda, Milano, noci, olio di nocciolo di pesca, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, pesche, prodotti da forno, ricette bambini, ricette facili, ricette leggere, ricette light, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, ricotta, senza burro, torta rovesciata, torte senza burro, veloce, vitamina A

tortarovesciata1ok

Girovagavo col pensiero alla ricerca di ispirazione, girovagavo cercando frutti e profumi che sanno ancora d’estate, girovagavo inseguendo luoghi dove le emanazioni cittadine diventano solo una leggera e lontana nebbiolina. Dopo le numerose ed abbondanti piogge la scelta di un corso d’acqua ci è parsa quasi naturale. Elemento che spinge in maniera ancestrale ad essere amato e rispettato. Dagli albori della storia l’uomo ha sempre costruito vicino fiumi e sorgenti, forse non solo per “mera sopravvivenza” ma anche per ragioni più profonde ed arcaiche. Magari la vicinanza con l’acqua ci rassicura col suo scorrere costante ed il suo colore cristallino, magari ci tranquillizza con la sua melodia sempre uguale e diversa, magari è l’armonia con la flora e la fauna circostante che ci spingono ad esserlo anche con noi stessi, magari è il rispetto per questa forza della natura che dà vita ma che può anche metterci in pericolo – se non la consideriamo adeguatamente. Questa volta abbiamo deciso di fare una capatina in un posto magico e poco conosciuto a circa un’ora di auto da Milano. Si tratta di un luogo dalla posizione quanto mai singolare: si trova infatti alla confluenza di tre valli bergamasche (Brembana, Brembilla ed Imagna) e di due fiumi (il Brembo e l’Imagna). La posizione felice fa sì che la zona sia abitata sin dalla lontana Preistoria, furono poi i Romani a governarla per ben quattro secoli ed a lasciarci varie testimonianze del loro passaggio. In seguito il territorio fu teatro di feroci scontri tra guelfi e ghibellini, tanto che per evidenti ragioni difensive nella zona sorsero parecchi castelli e fortificazioni. Il maniero che qui sorse fu presto oggetto di numerose leggende ed un alone di mistero parve addensarsi attorno ad esso, forse proprio a causa della fama sinistra di cui godevano i proprietari. Proprio durante il Medioevo è stato costruito il ponte – che per moltissimo tempo fu l’unica via di accesso alla valle – che è tutt’ora percorribile, consentendo una visita a metà tra il naturalistico e l’archeologico, senza dimenticare il fascino che indiscutibilmente hanno questi luoghi così arcani ed enigmatici. Si accede poi all’antica Dogana, dove il doganiere controllava il porto, riscuoteva il pedaggio e controllava i viandanti e le merci che transitavano tra la Serenissima ed il Ducato di Milano. Il castello venne distrutto dalla Repubblica di Venezia, le rovine furono scoperte solo quattro secoli dopo, oggi vi troviamo un lussuoso albergo. Per finire troviamo una bellissima passerella sospesa sull’acqua costruita nel 1878 che, col fiume in piena è davvero un’attraversata affascinante ed indimenticabile. Tornando però alla mia ricerca di ispirazione, ho alla fine deciso di preparare una torta rovesciata senza burro con le pesche, fantastico frutto di stagione, pieno di gusto e vitamine. La pesca è infatti ricca della preziosissima Vitamina A, contiene inoltre le Vitamine B, C ed E ed ha capacità rimineralizzanti in quanto fonte di ferro, zolfo, manganese, fosforo, magnesio e potassio. L’olio che si ottiene dalla spremitura del nocciolo di pesca ha una texture particolarmente leggera e proprietà simili all’olio di Albicocca. Ha spiccate proprietà nutritive, idratanti, emollienti e rigeneranti, è ottimo come antirughe ed antiossidante naturale. Trattandosi di un olio leggero è adatto a pelli sensibili, infiammate o secche. E’ un ottimo struccante e l’abbondante quantità di betacarotene rendono quest’olio perfetto per favorire l’abbronzatura. Possiamo preparare una maschera illuminante tagliando a pezzetti una bella pesca matura, cuocerla un pochino sul fuoco per ammorbidirla, una volta fredda aggiungiamo un cucchiaino di miele ed uno di avena. Applicare uniformemente sul viso e lasciare agire per circa 10/15 minuti. Alla fine del trattamento la vostra pelle sarà luminosa e vellutata, proprio come la proverbiale pesca! Possiamo inoltre preparare una maschera nutriente, volumizzante e sebo-regolatrice per i capelli frullando delle pesche ed aggiungendo dell’argilla verde e, possiamo poi arricchirla con olio di lino o di ricino. In caso di capelli grassi possiamo aggiungere olio essenziale di eucalipto, limone o lavanda. L’olio essenziale di geranio è l’ideale per i capelli crespi con doppie punte. Dopo tante chiacchiere ecco la ricetta…

tortarovesciataDue

Ingredienti per uno stampo da 26 cm:
3 pesche grandi
200 gr di farina
50 gr di fecola
100 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
200 gr di stracchino “light” allo yogurt (sostituibile con della normale ricotta vaccina)
180 gr di zucchero
100 ml di latte
2 uova
2 cucchiai di crema al limoncello  (sostituibili con la scorza di mezzo limone bio)
Un pizzico di sale
Un pizzico di vaniglia
Una bustina di lievito per dolci
Una manciata di noci frullate
Per il caramello:
150 gr di zucchero
1 tazzina di acqua

Separare gli albumi dai tuorli e mescolare questi ultimi con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Uniamo – sempre mescolando – l’olio, la crema al limoncello e lo stracchino “setacciato” con lo schiaccia patate. Continuare a mescolare fino ad avere una miscela liscia e cremosa. Setacciamo ora la farina, la fecola, il lievito e la vanillina ed aggiungiamoli lentamente al resto dell’impasto. Nello stesso tempo aggiungiamo poco alla volta anche il latte. Tagliare a pezzettini una delle pesche e mescolarli all’amalgama. A questo punto montiamo a neve ben ferma gli albumi ed aggiungiamoli pian piano all’impasto. Imburrare una teglia da 26 cm (possibilmente non a cerniera o rivestita sul fondo di carta forno) e posizionare gli spicchi di pesca spolverando sopra la farina di noci. Prepariamo ora il caramello versando lo zucchero e la tazzina d’acqua in un pentolino antiaderente, far andare a fuoco piuttosto vivace e non toccare finché lo zucchero non avrà assunto un bel colore biondo-ambrato. Versare uniformemente – ma con molta cautela – sugli spicchi di pesca e riversare subito sopra l’impasto. Infornare a 180° per 35-40 minuti (vale la prova stecchino, come sempre). Facendo attenzione a non scottarsi rovesciare immediatamente la tortiera e lasciar freddare.

AcquaOK

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Torta al cioccolato senza farina e città d’estate, un accostamento azzardato per riscoprire e rilassarsi

28 lunedì Lug 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Torte

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Milano in questo periodo dell’anno pare quasi emettere un lungo sospiro di sollievo e, nonostante il tempo capriccioso, sembra scrollarsi di dosso un po’ di grigiume e fibrillazione. Persino la gente che resta appare più tranquilla, il passo un po’ meno veloce, la guida un po’ meno impetuosa. A volte magari ci accorgiamo che si può davvero vedere, osservare qualcosa che di solito degniamo solo di uno sguardo distratto. Si ha quasi l’impressione che la città stessa, dopo un anno di lavoro frenetico, voglia rilassarsi e – a dispetto dei cantieri – ritrovare ciò che era un tempo. A mio parere questo è il momento migliore per visitare Milano, non solo andando a caccia di negozi e locali alla moda, ma cercando tutti quei luoghi che ci raccontano timidamente le storie di una Milano sparita. Possiamo magari passeggiare pigramente lungo Via Meravigli e Corso Magenta per scoprire la Torre del Circo Romano e le stradine pittoresche. Passando per Via Torino si può visitare la bellissima chiesa di San Satiro con il suo stupefacente abside bramantesco e, tra un negozio e l’altro, si può fare un salto per vedere la Piazza del Santo Sepolcro con la sua antichissima chiesa. Coloro che amano le gite fuori porta possono continuare il percorso visitando le abbazie di Chiaravalle, di Monlué, di Viboldone e di Morimondo, tutti luoghi carichi di storia e pieni di bellezza, che solitamente dimentichiamo proprio perché così vicini a casa. Tempo permettendo, possiamo godere di un panorama spettacolare sulla pianura da Montevecchia, la vista val bene l’arrampicata. Infine, dopo aver tanto camminato, possiamo riposare le nostre stanche membra a San Pellegrino, ridente località montana conosciuta in tutto il mondo per le sue acque. Un tempo però, quando Milano era ancora una città d’acqua, avremmo potuto nuotare presso i lussuosi Bagni di Diana, “stabilimento per la scuola del nuoto” e modernissima piscina pubblica completa di caffè, salone per le feste, ippodromo e tiro al segno. I suddetti Bagni di Diana furono sacrificati per far posto all’Hotel Kursaal Diana, inaugurato nel 1908 ed ora chiamato Sheraton Diana Majestic. Ma – tornando a noi – tutti questi giri fanno venir fame e, complice anche il tempo variabile, mi è venuta voglia di cucinare una torta morbida e golosa… e allora, dopo tante cose belle cosa c’è di meglio del Cibo degli Dei? Ecco quindi la torta al cioccolato senza farina.

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
120 gr di burro
140 gr di zucchero
10 gr di cacao amaro in polvere
4 uova
2 cucchiai di latte
1 cucchiaio raso di maizena
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Innanzitutto sciogliere a bagnomaria il burro ed il cioccolato fondente tagliati a cubotti e lasciar intiepidire mescolando di tanto in tanto. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, dopodiché aggiungere la vanillina, il cacao e la maizena, sempre mescolando. Unire il latte ed infine il cioccolato e il burro fusi. Montare a neve non fermissima gli albumi con il pizzico di sale ed unirli al composto rimestando delicatamente dal basso verso l’alto. Versare il tutto in una tortiera imburrata e cuocere a 180°C per 20-25 minuti (la torta deve restare morbida all’interno). Lasciate raffreddare e, se vi piace, potete servire con del gelato oppure dello yogurt greco con mirtilli o lamponi freschi.

TermeMix

P.S. Ringrazio “Milano Sparita” e “Milan l’era inscì” per le bellissime foto della Vecchia Milano.

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Le pepite a pois, biscotti al farro e ricotta (senza burro)

09 mercoledì Lug 2014

Posted by Admin in Biscotti, Dolci con la Ricotta, Dolci senza burro

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BiscottiRicottaOk

Mi era rimasta in frigo dell’ottima ricotta vaccina – eccedenza di altre preparazioni – che sembrava mi stesse invitando ad essere utilizzata, pareva mi chiamasse dicendomi: “Sono qui! Che cosa stai aspettando?”. Cedendo al suo richiamo ho aperto il frigo, ed eccola lì che mi guardava dalla sua confezione trasparente, tutta candore e morbidume. Essendo ancora bella fresca era un peccato non usarla per qualche altra “lavorazione culinaria”, e così mi son detta: “Perché non farci dei biscotti?”… Avevo giusto voglia – guarda caso – di provare a fare un bel biscottino da mangiare a colazione, qualcosa di sano che mi faccia iniziare la giornata col piede giusto e senza troppi sensi di colpa, qualcosa che però fosse allo stesso tempo soffice per poterlo gustare anche da solo senza timore di strozzarsi. Ho pensato che la ricotta fosse proprio l’ingrediente adatto per ottenere questo risultato. La ricotta, sia vaccina che di pecora, è un latticino a basso apporto calorico ma ricco di proteine e di calcio. L’unica accortezza da ricordare è la solita: leggere sempre bene l’etichetta. Questo perché spesso può esserci l’aggiunta di panna sotto la dicitura di “crema di latte”, con un apporto calorico decisamente più elevato rispetto alla semplice ricotta. Mi piace molto utilizzare questo ingrediente in cucina perché si tratta di un prodotto fresco estremamente versatile, utilizzabile dall’antipasto al dolce con successo sicuro. Ecco quindi la ricetta dei biscotti.

Ingredienti:

100 gr di farina 00
100 gr di farina integrale di farro
100 gr di ricotta vaccina
50 gr di zucchero di canna
50 gr di miele
40 gr di Olio EVO
1 uovo
Un pizzico di sale
½ bustina di lievito per dolci
Gocce di cioccolato qb

Versare in un contenitore la ricotta, lo zucchero ed il miele, amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto soffice e leggero.

Senza smettere di mescolare aggiungere l’uovo e l’olio EVO. A questo punto uniamo a poco a poco – sempre rimestando – la farina setacciata, il lievito, il sale e le gocce di cioccolato.

Lavorare l’impasto finché non risulta liscio ed omogeneo, dopodiché formare tante piccole palline che posizioneremo ben distanziate sulla placca da forno.

Cuocere a 180° per circa 15 minuti o fino a doratura. I biscotti si conservano per diversi giorni ben chiusi in un contenitore ermetico.

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Stelle del mattino, biscotti sani e leggeri (senza uova e senza burro)

26 lunedì Mag 2014

Posted by Admin in Biscotti, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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E’ da un po’ che medito di fare dei biscotti, qualcosa di semplice e profumato da mangiare a colazione, insieme al caffellatte, oppure da sgranocchiare durante una piccola pausa pomeridiana insieme ad un thè profumato. Un biscottino che andasse bene per noi signorine attente alla linea, ma che accontentasse anche i “raffinati palati” di coloro con cui vogliamo condividere il frutto delle nostre sperimentazioni. Oltre al desiderio di preparare qualcosa di nuovo e di poterla poi offrire a chi mi stà intorno, l’altra motivazione che mi ha spinto – tanto per cambiare – verso un prodotto fatto in casa è la lista ingredienti che leggo sulle confezioni. Sempre più alimentari, anche di diverso tipo, riportano la generica dicitura “oli o grassi vegetali”. Avevo un’idea di cosa si nascondesse dietro questa elusiva spiegazione ma, per informarmi meglio e per dovere di cronaca , ho deciso di fare una piccola ricerca sul web. La mia esplorazione virtuale ha confermato quello che molti di voi probabilmente già sapranno: l’olio di palma è l’ingrediente principale nascosto dietro questa misteriosa dicitura. Il passo successivo, come per ogni attento consumatore, è scoprirne vizi e virtù per la nostra salute e per il nostro ambiente. Visto che non ho intenzione di trattare ostici argomenti scientifici cercherò di essere breve nell’illustrarvi il frutto delle suddette esplorazioni. L’olio di palma grezzo è ricco di molte sostanze benefiche, tra cui il beta-carotene, il famoso coenzima Q-10 e le vitamine A ed E. Ma non è questo l’olio che indirettamente finisce sulle nostre tavole, ma la versione raffinata ovviamente. L’olio di palma e di palmisto (olio di semi di palma) sono molto utilizzati nell’industria alimentare in genere ed industria dolciaria in particolare, visto il loro basso costo e la loro versatilità. Questo olio ha la peculiarità di rimanere solido a temperatura ambiente, caratteristica che lo rende infatti molto adatto per la preparazione di prodotti per pasticceria come creme, glasse, biscotti, gelati e farciture varie. Oltre a ciò ha un alto livello di resistenza all’ossidazione ed ai trattamenti termici e, infine, non irrancidisce. Tutte queste proprietà fanno in modo che i prodotti conservino morbidezza e fragranza per parecchio tempo dopo il confezionamento. Questi oli vengono inoltre utilizzati a livello industriale per la frittura e per la produzione di cosmesi, come saponi e creme. L’olio di palma è tanto criticato e condannato a causa dell’alto contenuto di grassi saturi – circa il 50% – che favoriscono l’aterosclerosi e l’aumento del colesterolo. Ultima considerazione, la coltivazione intensiva di olio di palma stà portando all’abbattimento di antiche foreste pluviali privando del loro habitat naturale specie come l’orango e la tigre di Sumatra. Dal 14 dicembre 2014 però un nuovo regolamento europeo obbligherà a specificare sulle etichette il tipo di olio o grasso utilizzato, quindi informiamoci e cerchiamo di leggere bene queste etichette! Nel caso vogliate approfondire, vi lascio i link di alcuni degli articoli che ho letto: melarossa, valorealimentare, greenstyle, oggisalute e greenme.

Biscotti Stelle del Mattino

Dopo tutte queste informazioni torniamo a parlare dei biscotti “stellati” che ho sperimentato. Li volevo leggeri, quindi bando al burro ed alle uova, ma allo stesso tempo golosi…e quindi mi sono concessa l’aggiunta di una cucchiaiata farina di cocco che gli dà un profumo ed una consistenza un po’ particolari. Un occhio al gusto e l’altro alla salute ed ecco che coloratissimi frutti rossi si aggiungono all’impasto con il loro elevato potere antiossidante. Il risultato mi pareva buono, così ho portato qualche biscottino appena sfornato ad un’amica che ha una bimba di nove anni e, con mia grande sorpresa, i biscotti non hanno fatto in tempo ad entrare in casa che erano già scomparsi! Sono soffici e profumati, si inzuppano bene nel caffellatte e se tenuti chiusi in una confezione ermetica si conservano per diversi giorni. Eccovi la ricetta.

Ingredienti:

250 gr di farina 0
50 gr di fecola di patate
50 gr di olio EVO (nel mio caso autoprodotto)
125 gr di yogurt
120 gr di zucchero di canna
1 cucchiaio raso di miele millefiori
2 cucchiai rasi di farina di cocco
Una manciata di frutti rossi misti surgelati
Un pizzico di sale
Versare in un recipiente la farina setacciata con lo zucchero,la fecola, la farina di cocco ed il pizzico di sale. Mescolare gli ingredienti secchi ed aggiungere poi lo yogurt, il cucchiaio raso di miele e la manciata di frutti rossi (due cucchiai circa).

Lavorare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Infarinare per bene la spianatoia (l’impasto risulta piuttosto morbido, in questo modo evitiamo che si attacchi) e formare dei biscotti della forma che preferite. Infornare a 180° per circa 15 minuti o fino a doratura.

 

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