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~ La tradizione che incontra la passione e la fantasia!

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Cacio e pepe, gricia o …

03 martedì Feb 2015

Posted by Admin in Primi

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Cacio e Pepe, champignon, cucina del Lazio, cucina italiana, cucina regionale, cucina romana, cucina tradizionale, Funghi, Gricia, Griscia, linguine, Pancetta, pasta, pecorino romano, pepe nero, porcini, primi autunnali, primi gustosi, primi veloci, ricette autunnali, ricette con i funghi, ricette facili, ricette semplici, ricette veloci, semplice, spaghetti, veloce

Cacio e Pepe Funghi e Pancetta

Ci sono dei luoghi dove si ha la sensazione di essere fuori dal tempo e dallo spazio, dove si ha quasi l’impressione di trovarsi dentro un’opera di Nicolas Poussin o Claude Lorrain. In questi luoghi i silenzi parlano all’anima mentre scopriamo di essere ancora in grado di ascoltare quell’immenso ed armonico concerto che è la Natura. I paesaggi sono così incontaminati e perfetti che pare d’essere in un enorme presepe vivente, solo che in questo caso non si tratta di finzione: il cielo è talmente blu che rifulge del suo magnifico splendore, i colori sono più caldi che altrove e il tempo invece che intristire si compiace di rendere tutto più dolce e romantico. La città – con tutto il suo mondo smisurato – è a poca distanza, ma allo stesso tempo non potrebbe essere più lontana. Certo, la città ci piace proprio per quello che è: trafficata, moderna, confusionaria, affollata, veloce e – perché no? – piena di opportunità e tentazioni. La città ci lascia accarezzare l’idea di essere “al centro del mondo”, ci piace la prospettiva di poter prendere un aereo ed in poche ore arrivare dall’altra parte della Terra e contemporaneamente incontrare un “pezzetto di mondo” senza allontanarsi troppo da casa. Eppure a volte non abbiamo bisogno né di un aereo né di una metropolitana per scoprire posti nuovi, ci basta ricordare che esiste ancora un’Italia autentica, nascosta e segreta che attende solo di essere svelata ed assaporata. Queste località hanno sovente una notevole cultura culinaria, caratterizzata dall’eccellente qualità dei prodotti, dal loro uso sapiente e dall’estrema semplicità. Non fa eccezione la classica Cacio e Pepe, emblema – anche oltre oceano – dell’eccellenza e della semplicità della Cucina Italiana.

Questo è uno dei piatti più antichi e poveri che ci tramanda la tradizione romanesca e laziale. I pastori portavano nei loro zaini del pecorino stagionato, sacchetti con del pepe nero in grani e spaghetti fatti in casa con solo acqua e farina. Da questi tre ingredienti essenziali nasceva la Cacio e Pepe: il pecorino stagionato poiché si manteneva a lungo, il pepe aiutava a riscaldare l’organismo e la pasta forniva il giusto apporto calorico. Quando si ammazzava il maiale e qualche pastore aveva del guanciale secco, lo si ripassava nella padella di ferro aggiungendolo allo strutto. Nasce così la Gricia o Griscia (da Grisciano, vicino Amatrice), universalmente riconosciuta come antenata dell’Amatriciana. Quella che propongo oggi è una versione un po’ speciale, ho pensato infatti di arricchire il piatto con uno degli ingredienti che amo di più: i funghi.

Ingredienti:
200 gr di linguine
120 gr di pecorino romano
200 gr di champignon puliti ed affettati
40 gr di porcini secchi
80 gr di pancetta
1 spicchio d’aglio
Un pizzico di erbe aromatiche (io ho usato timo, maggiorana e origano)
½ bicchiere di vino bianco
Sale qb
Pepe nero qb
Olio EVO qb

Prima di tutto lasciamo rinvenire i funghi porcini secchi in una terrina di acqua tiepida per una ventina di minuti. Trascorso questo tempo rosolare la pancetta con l’aglio e due cucchiai d’olio. dopo qualche minuto aggiungere gli champignon affettati e i funghi porcini. Alzare la fiamma, versare il vino e lasciar evaporare. Aggiungere sale e pepe a piacere e lasciar cuocere a fuoco vivace. Ultimata la cottura aggiungere un pizzico di erbe aromatiche. Una volta che i funghi sono intiepiditi prelevarne circa 2/3 e frullarli fino ad ottenere una crema. Mettere in una terrina il pecorino romano insieme al pepe nero, aggiungere la crema di funghi e mescolare. Cuocere la pasta ed “alzarla” al dente, (non buttare via l’acqua!) versare le linguine nella terrina ed aggiungere un mestolo scarso dell’ acqua di cottura. Aggiungere i funghi rimasti con la pancetta e amalgamare bene il tutto (unire all’occorrenza un altro pochino di acqua della pasta). Servire immediatamente, mentre la pasta è ancora caldissima.

ItaliaNascosta

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Angel Food Cake di Montersino: una ricetta paradisiaca per recuperare gli albumi

28 mercoledì Gen 2015

Posted by Admin in Ciambelle, Dolci Americani, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro, Torte

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American Food, angel cake, angel food cake, colazione, dolci a domicilio, Dolci Americani, dolci colazione, dolci del riciclo, dolci dietetici, dolci leggeri, dolci light, dolci senza burro, dolci soffici, facile, genuino, Luca Montersino, merenda, Milano, ricette bambini, ricette colazione, ricette dolci, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette semplici, riciclo albumi, semplice, senza burro, senza grassi, torta agli albumi, torta leggera, torta light, torte colazione, torte senza burro, veloce

AngelCake

L’Angel Food Cake è – secondo me – il seguito naturale della Bavarese ai Tre Cioccolati. D’altronde come esimersi dal preparare questo dolce dopo aver avanzato tanti albumi? Non c’è modo di sfuggire a tale soave bontà! Se consideriamo poi che si tratta di una torta davvero light – in quanto del tutto priva di grassi – allora scopriamo che il contenitore degli albumi abbandonato in frigo ha un’attrattiva del tutto nuova. Come la Chiffon Cake, anche l’Angel Food Cake ha una storia affascinante e particolare da raccontare, quel genere di storia che ci fa sognare ad occhi aperti e tornare indietro nel tempo. Ci sono differenti versioni sull’origine dell’Angel Food Cake, una delle più accreditate fa risalire la sua nascita nel sud-est della Pennsylvania, dove nel 1800 si producevano grandi quantità di stampi per dolci. Evan Jones nel suo “American Food: The gastronomic story” teorizza che questa torta sia il risultato degli sforzi di parsimoniosi cuochi del posto che cercarono di riciclare numerosi bianchi d’uovo avanzati dalla preparazione delle tagliatelle. La storia riferisce che i primi a preparare l’Angel Food Cake furono probabilmente gli schiavi afro-americani, poiché erano necessarie braccia forti e resistenti per montare a neve ferma gli albumi. Degli studiosi di storia Americana ritengono che il frullino manuale “Dover” – che compare nel catalogo di Sears nel 1897 – sia stato appositamente inventato per risolvere il problema della lunga montatura degli albumi che è il fattore caratterizzante di questa torta ed insieme la fase più laboriosa. Il primo libro a riportare una ricetta molto simile a quella dell’Angel Food Cake fu pubblicato nel 1871: si trattava del Mrs. Porters’s New Southern Cookery Book, dove scopriamo la “Snow-Drift Cake”. Dieci anni dopo uscì “What Mrs. Fisher Knows about Old Southern Cooking: Soups, Pickles, Preserves, Etc… “, dove troviamo la “Silver Cake”, un dolce assolutamente analogo all’Angel Food Cake. Nel 1896 infine, troviamo la versione aggiornata del “Boston Cooking School Cook Book”, dove è illustrata la ricetta chiamata precisamente “Angel Food Cake”. Un’ultima curiosità: il dolce è talmente leggero e delicato che – proprio per queste sue caratteristiche – è stato chiamato “cibo degli angeli”.
Vediamo ora la ricetta che Luca Montersino ci ha donato per poter preparare da noi questa torta così leggera da poter essere mangiata “senza rimorsi”…

Ingredienti:
360 gr di albumi
350 gr di zucchero
150 gr di farina
5 gr di cremor tartaro
La scorza grattugiata di un limone
12 gr di Amaretto (io ho usato il mio Limoncello)
I semi di una bacca di vaniglia
2 gr di sale
Zucchero a velo per spolverare

Iniziamo montando a temperatura ambiente gli albumi con 200 gr di zucchero. In una ciotola setacciare la farina, lo zucchero restante, il cremor tartaro, la bacca di vaniglia e il sale.

Unire a poco a poco gli ingredienti secchi al composto di albume e zucchero mescolando dal basso verso l’alto per non smontare l’amalgama. Una volta ottenuto un impasto omogeneo aggiungere il liquore e mescolare delicatamente.

Inserire l’impasto all’interno di un sac à poche e distribuire uniformemente nello stampo (questo per evitare che restino spazi vuoti che causerebbero “buchi” cuocendo in forno).

Livellare con una spatolina – evitando di sbattere l’impasto – e cuocere a 170° per 35-40 minuti (fare sempre la prova stecchino). Lasciare intiepidire a testa in giù (nel caso di un semplice stampo a ciambella è possibile utilizzare il collo di una bottiglia per “appendere” a raffreddare il dolce). Sformare delicatamente con l’aiuto di una spatola o di un coltello.

La torta si accompagna bene con creme e ganache o, per restare su qualcosa di fresco e light, possiamo accostare una mousse allo yogurt e frutti di bosco.

AngelCakeFetta

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Zuccotto di Panettone con Panna e Ricotta

12 lunedì Gen 2015

Posted by Admin in Dolci di Natale, Dolci senza burro

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antiossidante, cioccolato fondente, crema pelle grassa e impura, depurativo, digestivo, diuretico, dolci di Natale, dolci di recupero, dolci di riciclo, Milano, nocciole, panettone, panna, prodotti da forno, ricotta, rose di cioccolato plastico, semplice, zuccotto

ZuccottoeRose

Le Feste sono terminate e – prima o dopo – attorno al’Epifania si torna tutti al solito tran tran. Riprendiamo con un briciolo di nostalgia – se ripensiamo al relax o alle vacanze – ma anche con un pizzico di sollievo… perché in fondo le luci, i suoni, gli impegni e le corse contro il tempo fanno parte della città stessa e anche di noi, che facciamo parte di questo piccolo grande mondo che è la metropoli. Questo è il periodo dei buoni propositi, delle promesse fatte a noi stesse e delle speranze per l’Anno Nuovo, è un periodo di rinnovamento e – se vogliamo – anche di “depurazione” in vista della primavera, che in fondo non è così lontana come sembra. Eppure tornando a casa ci assalgono panettoni ancora inscatolati, pezzi di pandoro e rimasugli di torrone. Che farne? Per quanto mi riguarda, ho pensato di concludere le Feste offrendo un tipico dolce di riciclo, accompagnando un buon panettone a lievitazione naturale con una morbida crema panna e ricotta. Il dolce di cui parlo è lo Zuccotto, tramandatoci dalla grande Caterina de’ Medici e probabile primo semifreddo della Storia. Ecco che Firenze e Milano si incontrano e si toccano, attraverso il richiamo di profumi e sapori creato dall’abbraccio di due dolci antichi conosciuti in tutto il Mondo. Alla fine le due città qualcosa in comune lo avranno: Leonardo e la moda, tanto per cominciare! Credo inoltre che – in un’Epoca dove abbiamo letteralmente “il mondo a portata di mano” – è bello iniziare l’Anno Nuovo con un dolce squisitamente di casa nostra perché – si sa – avendo costantemente davanti agli occhi determinate cose, si finisce per darle per scontate.

Altra cosa da non dare assolutamente per scontata – specialmente in questa fase dell’anno – è la cura di noi e del nostro benessere. Le occasioni speciali, i regali e le sorprese perderebbero sapore se fossero all’ordine del giorno, no? Se stiamo quindi pensando ad una dieta depurativa per iniziare bene il 2015, erbe e tisane possono rappresentare un valido aiuto per raggiungere più velocemente il nostro scopo. Possiamo bere tè verde, che ci soccorre con le sue proprietà drenanti ed antiossidanti. Una valida alternativa potrebbe essere una bevanda a base di tarassaco, carciofo e cardo mariano, dalle spiccate proprietà diuretiche, digastive e depurative per il fegato. Queste erbe aiutano inoltre a regolarizzare l’intestino ed a combattere il colesterolo. L’ortica rappresenta altresì un ottimo diuretico e depurativo, oltre che un efficace rimineralizzante. La genziana infine (come già descritto nel post Liquore alla Genziana o Genzianella) risulta particolarmente indicata per le sue proprietà depurative e digestive nonché immunostimolanti. Non poteva mancare, per concludere, un occhio alla bellezza. Ispirata dalla crema per pelli grasse di Carlitadolce ho preparato la mia “Purezza di Artemide”, crema viso per pelli impure contenente rosmarino, papaya, limone, tea tree, salvia sclarea, lavanda, propoli, albicocca, aloe e bardana. La crema ha una texture molto fresca e leggera, per nulla untuosa. Arricchita con olio di Jojoba, Olio di Ribes Nero e diversi attivi antiage, in modo da poter utilizzare un unico prodotto sia per purificare che per contrastare l’invecchiamento.

Vediamo ora la ricetta dello Zuccotto al Panettone con Panna e Ricotta.

Ingredienti (per un contenitore del diametro di circa 20 cm):

250 gr di panettone

250 ml di panna fresca

200 gr di ricotta vaccina

160 gr di zucchero

60 gr di nocciole triturate

60 gr di gocce di cioccolato

50 gr di albicocche essiccate

Un pizzico di vaniglia

Bagna al kirsch qb

Zucchero a velo per spolverare la superficie

Tagliare il panettone a fette regolari, rivestire lo stampo precedentemente coperto di pellicola e spennellare con la bagna al kirsch. Passare la ricotta al setaccio, lavorarla poi con la spatola fino a raggiungere una consistenza morbida e cremosa. Aggiungere ora lo zucchero, le nocciole, le gocce di cioccolato, le albicocche e la vaniglia. Mescolare il tutto e procedere ora a montare la panna fino ad ottenere una consistenza ferma e compatta. Unire quest’ultima al composto di ricotta rimestando delicatamente dal basso verso l’alto e versare nello stampo foderato di panettone. Coprire con altro panettone e lasciar riposare in freezer per circa 2-3 ore. Io ho preferito servire lo zuccotto “in purezza”, ma si può eventualmente ricoprire di glassa al cioccolato, panna fresca, cacao, riccioli di cioccolato, frutta fresca e quant’altro ci suggerisce la nostra fantasia.

CremaViso

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Liquore alla Genziana o Genzianella

05 lunedì Gen 2015

Posted by Admin in Liquori

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amaro, antimacchia, digestivo, diuretico, genzianella, idea regalo, liquore alla genziana, liquore fai da te, liquore fatto in casa, Milano, purificante, regali fai da te, regali naturali, ricette facili, semplice, tonico fai da te

Liquore alla Genziana

Avevo deciso per quest’anno di accompagnare il Dolce di Natale (descritto nel post “Il nostro Tronchetto…un po’ di Natale e un po’ floreale”) con un liquore particolare e diverso dal solito. La mia passione per gli agrumi in generale ed il limone in particolare era già ampiamente nota (ne ho già parlato nel post “Il primo liquore non si scorda mai…Limoncello e Crema al Limoncello con Limoni di Sicilia”), per stupire i miei commensali dovevo quindi pensare a qualcosa di singolare. Non avevo dubbi sul fatto che doveva trattarsi di un liquore digestivo, particolarmente adatto dopo i ricchi pasti di Natale e Capodanno, un amaro che potesse sorprendere anche l’ospite più esperto. Girovagando sul web alla ricerca di erbe ed ingredienti per la mia cosmesi naturale, mi sono imbattuta nelle Radici di Genziana Biologiche: ecco l’idea che cercavo! Mi sono dunque precipitata nella mia erboristeria di fiducia per ordinarne un po’, visto che avevo ancora – nei cassetti della memoria – il ricordo di questo liquore dal bellissimo colore ambrato e dal caratteristico profumo. Il sapore – ho scoperto poi – è davvero unico, da amatori!

Poiché ricordavo davvero poco, ho deciso di fare una breve ricerca su questa radice. In fondo è utile – e anche divertente – sapere qualcosa di più su quello che ci mettiamo nel piatto… o nel bicchiere. La Genziana è una pianta perenne che può raggiungere anche 1 mt. di altezza e che cresce spontaneamente nei prati d’alta quota dei nostri monti. Il nome trae probabilmente la sua origine da Genzio, re dell’Illiria e artefice della scoperta delle virtù della pianta già nel II° sec. a.C. La parte utilizzata è la radice, che viene solitamente essiccata e di cui si sconsiglia la raccolta, sia perché si tratta di una specie protetta, sia perché è facile scambiarla con delle piante molto simili ma tossiche. La radice di genziana ha spiccate proprietà digestive, diuretiche, antibiotiche e tonificanti. Aiuta inoltre a regolare le funzioni intestinali, stimola l’appetito, rafforza il sistema immunitario ed è utile infine in caso di debolezza o convalescenza. In cosmetica la radice di genziana è utilizzata per detergere pelli grasse o lentigginose. Il decotto può diventare un ottimo tonico purificante ed antimacchia per il viso e le mani: basta bollire 200 ml di acqua e lasciare in infusione un cucchiaino di radice di genziana e – se li avete in casa – anche della bardana e del tarassaco, filtrare e aggiungere in ultimo qualche goccia di limone. Il tonico è pronto! Massaggiamo mattina e sera con un dischetto di cotone e conserviamo in frigo per alcuni giorni. Il trattamento lascia la pelle pulita e luminosa e – se ripetuto nel tempo – aiuta ad attenuare macchie ed efelidi. Concludendo vediamo ora la ricetta (che ho visto qui)del liquore…

Ingredienti:

1 lt. di vino bianco secco

25 gr. di radice essiccata di genziana

Un pezzo da 1 cm di cannella

200 gr di zucchero

200 ml di alcool

Mettere in infusione nel vino le radici essiccate di genziana con la cannella per 42 giorni. Lasciare al riparo dalla luce e giornalmente agitarne il contenuto. Al termine di questo periodo aggiungere direttamente nel vino 200 gr di zucchero e scuotere bene fino a completo assorbimento. Unire ora i 200 ml di alcool puro, mescolare e lasciar riposare nuovamente il tutto per circa 30 giorni. Scaduto il mese filtriamo aiutandoci con una garza e lasciamo riposare per altri 30 giorni prima di consumare.

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Chiffon Cake arancia e cioccolato

21 domenica Dic 2014

Posted by Admin in Dolci al Cioccolato, Dolci Americani, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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antiage, anticellulite, antiossidante, arancia, bellezza naturale e bio, biologico, cacao, chiffon cake, cioccolato, cioccolato fondente, colazione, dolce della domenica, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci colazione, dolci di Natale, dolci morbidi, dolci senza burro, facile, genuino, idee regalo, maschera astringente, maschera viso, merenda, Milano, Natale, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, purificante, regali di natale, regali fai da te, regali naturali, ricette colazione, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette semplici, ricette veloci, sapone al latte di capra, saponi naturali, semplice, senza burro, torta della domenica, torte al cioccolato, torte colazione, torte senza burro, veloce

OrangeChocolate

A mio parere l’arancia è uno dei frutti che meglio si accompagna al Natale. E’ un agrume profumato, colorato e delizioso, oltre che sano. Cosa chiedere di più? La versatilità naturalmente. Nei miei ricordi d’infanzia mia nonna era solita appendere all’albero di Natale arance, mandarini e torroncini, allora mi sembrava l’albero più bello e “più buono” del mondo. Possiamo rinnovare queste vecchie tradizioni in modo semplice e veloce: tagliamo sottilmente l’arancia, mettiamo le fettine a riposare per qualche ora in modo che perdano un po’ d’acqua e poi inforniamole a 120° per circa un’ora (controllate la cottura). Lasciamo raffreddare a temperatura ambiente e…scateniamoci con nastri colorati, spezie, glitter, frutta secca e chi più ne ha più ne metta. Possiamo invece utilizzare la sola scorza per realizzare simpatiche formine con gli stampini per i biscotti, una volta essiccate diventeranno originali decorazioni per centrotavola, ghirlande, candele e quant’altro vi suggerisce la vostra fantasia. Parlando invece di dolci e affini, per avere un estratto tutto naturale è sufficiente essiccare la scorza d’arancia vicino ad una fonte di calore – come un calorifero – e triturare il tutto con il mixer. Oltre a profumare la nostra casa, otterremo una polvere finissima che potrà essere utilizzata per aromatizzare dolci, creme, tisane e – perché no? – anche lo zucchero. L’arancia rappresenta altresì un valido aiuto per la nostra bellezza: viene infatti utilizzata in cosmesi per le sue considerevoli proprietà antiage, tonificanti, antiossidanti, rigeneranti, purificanti e rivitalizzanti. Possiamo approfittare durante le Festività Natalizie per fare un bel bagno rilassante e drenante utilizzando delle semplici scorze d’arancia e del rosmarino fresco. Un’efficace ricetta anticellulite è composta da sale fino, scorza d’arancia (se possibile aggiungete anche il pompelmo), olio d’oliva e fondi di caffè. Massaggiare con movimenti circolatori , magari aiutandovi con un guanto di crine, e risciacquare con acqua moderatamente fredda. Possiamo infine prenderci cura del nostro viso preparando una maschera purificante, energizzante e tonificante frullando la polpa di mezza arancia, aggiungendo poi un po’ di yogurt, zucchero di canna e farina integrale d’avena (se l’arancia è bio è consigliabile unire anche la scorza grattugiata). Per un effetto schiarente e antimacchia completiamo la maschera con un po’ di succo di limone. Auguriamo a Tutti un Natale Sereno, ricco di Musica, Armonia , Affetto e …Speranza (che in questo momento non guasta mai)! Per quanto mi riguarda, anche quest’anno qualcosa di speciale “stagionerà” sotto l’albero, qualcosa di cremoso, setoso e profumato. In attesa del sapone arancio e cannella arriva il Sapone al Latte di Capra, Caffè ed Avena, un vero “sapone di bellezza per il corpo” perché è nutriente, idratante, anticellulite, lenitivo e rinvigorente. A fargli compagnia c’è il Sapone al Cioccolato, che vien voglia di mangiarlo solo a sentirne il golosissimo profumo! Ma parlando di golosità vediamo infine la ricetta della Chiffon Cake arancia e cioccolato…

Saponi Naturali

Ingredienti:
250 gr di farina
50 gr di fecola di patate
280 gr di zucchero
6 uova
180 ml di succo d’arancia
100 ml di Olio EVO
20 gr di cacao amaro
La scorza grattugiata di due arance
Una bustina di lievito per dolci
Mezza bustina di cremor tartaro
Un pizzico di sale

Iniziamo setacciando in un grosso recipiente la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero ed il pizzico di sale. Formare al centro la classica fontana e versare l’Olio Evo, i tuorli, la scorza ed il succo d’arancia. Lasciare da parte mentre procediamo a montare gli albumi con il cremor tartaro a neve fermissima. A questo punto frulliamo con le fruste elettriche anche gli altri ingredienti tenuti da parte e proseguiamo fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e ben montato. Amalgamare ora a più riprese l’albume ben montato, mescolando dal basso verso l’alto con la spatola. Versare circa metà del composto in un recipiente, unire 20 gr di cacao amaro setacciato e senza grumi, sempre mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Rovesciare ora l’impasto al cacao nello stampo non imburrato, immediatamente seguito dal primo impasto. Infornare nel piano inferiore e cuocere a 170° per 50 minuti circa (verificare sempre con la prova stecchino). Terminata la cottura sfornare e capovolgere lo stampo mettendolo a raffreddare sul collo di una bottiglia. Quando la Chiffon Cake è completamente fredda rigirare e sformare aiutandosi con una spatolina o un coltello. Io ho decorato con Glassa Reale all’Arancia, ma si può accompagnare bene anche con una mousse al cioccolato fondente e arancia.

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Torta di castagne e caffè (senza burro)

10 mercoledì Dic 2014

Posted by Admin in Dolci senza burro, Torte

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Torta Castagne e Caffè

Tra i frutti più golosi della stagione invernale non possiamo dimenticare la castagna. Certo, perché l’inverno non porta solo freddo e grigiume! In attesa della primavera – che indubbiamente a volte ci appare davvero lontana – possiamo “consolarci” con arance, mandarini, kiwi, cachi, uva, banane, melograno e castagne naturalmente! Senza contare che, a mio parere, il clima tipicamente invernale è parte integrante dell’atmosfera natalizia. L’albero di castagno è stato a lungo considerato una vera e propria risorsa e, specialmente nelle località montane, chi possedeva un castagno era considerato benestante. I suoi frutti, calorici ed energizzanti, hanno rappresentato per lungo tempo una preziosa fonte di sostentamento: le castagne infatti potevano essere consumate essicate e mangiate con il latte a colazione, potevano essere macinate ed utilizzate per preparare pasta, polenta o minestre, potevano infine diventare dolci golosità come la crema di castagne o il famoso “Castagnaccio”. Per la versatilità in cucina e la lunga conservazione dei suoi frutti, le popolazioni montane hanno dato al castagno l’appellativo di “albero del pane”. Purtroppo ai nostri giorni la castagna pare essere divenuta invece un cibo di lusso a causa di una terribile vespa cinese, detta Cinipide, diffusa accidentalmente in Italia dal 2002. A giugno la femmina della Cinipide deposita le uova nelle gemme, nella primavera successiva la larva si sviluppa determinando un arresto dell’evoluzione della gemma e la formazione della caratteristica “galla” (una sorta di rigonfiamento tondeggiante). L’introduzione del suo antagonista naturale, il Torymus sinesis, stà dando risultati incoraggianti, ma ci vorranno anni prima che la situazione possa tornare alla normalità. Le prime coltivazioni di castagno risalgono al IX secolo a.C., sono infatti stati trovati dei resti tra il Mar Caspio e il Mar Nero. La coltivazione di questa pianta si diffonde rapidamente dall’Asia Minore fino in Grecia, tanto che anche il poeta Omero e lo storico Senofonte ne parlano nelle loro opere. Dalla Grecia le piantine di castagno vengono presto importate anche in Italia, dove il castagno trova un clima favorevole al suo sviluppo. Terenzio nel I secolo a.C. racconta nel suo “De re rustica” che le castagne venivano vendute nei mercati di Roma ed erano offerte insieme all’uva dai giovani alle loro innamorate. In seguito i Romani, con l’espandersi dell’Impero, lo diffusero in tutta Europa. Le castagne sono ricche di vitamine, tra cui troviamo la vitamina A, le vitamine del gruppo B – tra cui l’acido folico, importantissimo in quanto previene le malformazioni fetali – e le vitamine C e D. Le castagne sono inoltre una ricca fonte di minerali utili per il nostro benessere (potassio, fosforo, zolfo, sodio, magnesio, calcio e cloro) e sono anche un valido alleato per la nostra bellezza! Infatti questo frutto ha elevate proprietà astringenti ed è un ottimo anti-age in quanto aiuta ad attenuare le micro rughe ed a tendere la pelle. Possiamo coccolarci con un’ottima maschera purificante schiacciando delle castagne bollite con del succo di arancia fino ad ottenere una consistenza cremosa, spalmiamo poi su tutto il viso e lasciamo in posa per circa 15/20 minuti. Le castagne bollite e schiacciate aiutano anche a donare luminosità e forza ai nostri capelli, basta aggiungere dell’olio di germe di grano (o del semplice olio di oliva) e – se lo avete in casa – dell’henné neutro. La farina di castagne infine può diventare anche un efficace scrub, sempre mescolato all’olio extra vergine di oliva. Applicare su viso e corpo massaggiando delicatamente e poi sciacquare molto bene. La pelle sarà liscia, idratata e libera dalle cellule morte. Ecco infine la ricetta della torta di castagne e caffè…

Ingredienti per una teglia da 24 cm:

400 gr di castagne lessate e schiacciate

150 gr di farina

50 gr di fecola

2 uova

190 gr di zucchero

100 ml di Olio EVO

125 gr di yogurt al caffè

1 tazzina di caffè ristretto

1 bustina di lievito

1 bustina di vanillina

1 pizzico di sale

Lessare le castagne e schiacciarle molto bene fino ad ottenere una purea che sia il più uniforme possibile. Versare il tutto in una ciotola ed aggiungere lo yogurt, l’olio, il pizzico di sale e la tazzina di caffè. Lavorare gli ingredienti fino a raggiungere un risultato omogeneo. In un secondo contenitore montare le uova con lo zucchero ed aggiungerli al composto di castagne. Setacciare ora la farina, la fecola, il lievito e la vanillina ed aggiungerli a più riprese all’impasto mescolando delicatamente.  Versare nello stampo imburrato ed infornare a 180° per 30/35 minuti. Si può eventualmente servire con una mousse cioccolato e caffè oppure una crema alla ricotta con nocciole e gocce di cioccolato.

Torta Castagne e Caffè

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Morbidosa panna e cioccolato, per un dolce “tea time” domenicale

27 giovedì Nov 2014

Posted by Admin in Ciambelle, Dolci al Cioccolato, Dolci e Torte per la Colazione, Dolci senza burro

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ciambella, cioccolato, cioccolato fondente, colazione, dolci a domicilio, dolci al cioccolato, dolci colazione, dolci con la panna nell'impasto, dolci senza burro, genuino, merenda, Milano, panna, prodotti da forno, ricette colazione, ricette facili, ricette veloci, semplice, senza burro, soffice, tea time, torta, torta con panna nell'impasto, torte senza burro, veloce

TortaPannaCioccolato

Dopo aver tanto rimandato e chiacchierato (telefonicamente) sono riuscita a concordare un momento per vedere la mia amica di Monza. Avevamo deciso di vederci la domenica pomeriggio pensando di fare prima una bella passeggiata per le vie del centro e di coccolarci poi con un bel “tea time” casalingo. La domanda a quel punto sorge spontanea: al dolce ci pensi tu? Certamente, rispondo io, ogni scusa è buona per “mettere le mani in pasta”, specialmente se puoi condividerlo con qualcuno! Bene, mi risponde lei, ma porta una torta morbidosa e – se possibile – mettici anche il cioccolato! Volevo preparare qualcosa di goloso ma allo stesso tempo anche diverso dal solito, in modo da soddisfare il palato raffinato del fidanzato di Laura. Ho pensato alla classica accoppiata panna e cioccolato e mi son detta: perché non metterli nell’impasto invece che come accompagnamento? In questo modo avrei ottenuto il gusto delicato e particolare che cercavo potendo invece preparare all’ultimo una veloce crema di accompagnamento direttamente in loco. Passeggiando per il centro di Monza il tempo è trascorso davvero velocemente. Il capoluogo brianzolo rappresenta infatti un buon compromesso tra fattori diversi ma tutti egualmente importanti, come la vicinanza a Milano, la presenza di mezzi e servizi, una città vivibile e interessante e – perché no – un bel centro storico che appaghi l’occhio e lo spirito e negozi in quantità tra cui scegliere. Possiamo partire da Largo Mazzini per ammirare il nobile Palazzo Frette, costruito nel 1885 e dove oggi ha sede la Rinascente, proseguiamo lentamente per Via Italia, diritto fino a Piazza Roma dove si trova l’Arengario e girando subito a destra ecco che ci ritroviamo davanti la splendida facciata del Duomo di Monza, affiancato dalla snella Torre Campanaria. Nonostante il giro di shopping ci tenta una veloce visita all’interno, dove il fasto del tardo barocco si sostituisce alla sobria eleganza dell’esterno. Non abbiamo avuto il tempo di visitare il Museo del Duomo con la mistica Corona Ferrea della Regina Teodolinda, ma ci siamo ripromesse di farlo appena possibile. Lasciamo il Duomo camminando per Via Lambro, che permette di catapultarsi all’indietro di diversi secoli con la sua atmosfera medievale ed i negozi perfettamente inseriti. Arriviamo infine all’ottocentesco Ponte dei Leoni, costeggiamo il Lambro passando per Via Gerardo dei Tintori, giriamo a sinistra verso Via Edmondo de Amicis, uno sguardo ammirato al mirabile scorcio per tuffarsi di nuovo verso Via Vittorio Emanuele II e Via Carlo Alberto per proseguire il nostro pomeriggio di shopping. Al rientro abbiamo preparato una gustosa e soffice mousse di ricotta da accompagnamento, che purtroppo non ho fatto in tempo a fotografare, la rifarò al più presto in modo da postare la ricetta.

Ingredienti:

200 gr di farina
50 gr di fecola
250 gr di panna fresca
160 gr di zucchero
3 uova
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
50 ml di latte
20 gr di cacao amaro
1 bustina di lievito

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare la panna appena tolta dal frigo in un secondo contenitore (possibilmente anch’esso freddo) e montare con le fruste elettriche. Unire a più riprese la panna al composto di uova e zucchero mescolando delicatamente dal basso verso l’alto Accorpare a poco a poco la farina setacciata con il lievito ed il pizzico di sale. Imburrare uno stampo per ciambella e versare circa i 2/3 dell’impasto, aggiungere all’amalgama rimanente il cacao amaro e rimestare fino ad ottenere un risultato omogeneo, versare uniformemente sull’impasto chiaro ed infornare a 180° per 30-35 minuti (vale sempre la prova stecchino). Far freddare a temperatura ambiente, sformare e cospargere di zucchero a velo.

PannaCioccolato

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Focaccia Dolce all’Uva con Zucca e Noci

19 mercoledì Nov 2014

Posted by Admin in Lievitati Dolci, Ricette con la Zucca

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dolci, dolci a domicilio, Dolci con la zucca, focaccia dolce, genuino, licoli, Lievito Madre, Milano, noci, olio EVO, olio extra vergine d'oliva, prodotti da forno, schiacciata dolce fiorentina, semplice, senza burro, uva, zucca

FocacciaDolce Era da tempo che volevo provare questa ricetta, una delle tante che ci racconta di una Toscana che stà forse scomparendo. Tante pietanze della tradizione, della Toscana in generale e fiorentine in particolare, ci tramandano una cucina contadina, semplice, saporita ma allo stesso tempo povera e di recupero. Basti pensare alla Pappa col Pomodoro, alla Ribollita, alla Zuppa col Cavolo Nero, al largo uso di frattaglie e – non da ultimo – al famoso Panino col Lampredotto, che i fiorentini mangiano abitualmente mentre noi turisti assaggiamo con curiosità. Queste peculiarità le possiamo però ritrovare nella gastronomia di tutte le nostre regioni, caratterizzate anche dal sapiente utilizzo di prodotti locali, proprio quei prodotti e quella gastronomia che ci hanno resi celebri nel mondo. Forse nell’era della globalizzazione si rende necessario guardare ancora di più al Locale? Io credo di sì, specialmente se consideriamo la particolarità del percorso italiano nei secoli. La nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra musica operistica e la nostra arte rappresentano – che lo si voglia o no – la nostra identità e il nostro più grande patrimonio. Conoscere ed apprezzare queste cose significa, a mio parere, conoscere ed apprezzare noi stessi, un po’ come hanno sempre fatto tanti altri popoli sia in Europa che altrove. Certo, le cose da sapere sono tante, ma con un po’ di sana curiosità si arriva sempre ovunque! Nel caso specifico ho pensato di fare qualche ricerca sulle Arti in cui eccelleva la Firenze di un tempo. Ci restano testimonianze certe che già nelle antiche civiltà (come gli assiro-babilonesi, i cinesi, i greci e i romani) esistevano associazioni che riunivano gli appartenenti alla stessa categoria professionale allo scopo di avere un peso maggiore all’interno della società. In seguito alla caduta dell’Impero Romano – e fino all’avvento dei Comuni – furono i monasteri a custodire la sapienza degli antichi mestieri. Le Arti iniziarono a riunirsi in Corporazioni nel corso del ‘200, tra le prime troviamo proprio quelle artigiane che furono di fondamentale importanza per lo sviluppo economico ed artistico della città. A Firenze la prima Arte a costituirsi in Corporazione fu Calimala, cioè l’Arte della Lana, nata nel 1150, ma già nel 1193 si potevano contare ben sette corporazioni. Per iscriversi era necessario seguire delle regole precise: sostenere un esame specifico davanti ai membri dell’associazione, discendere da una famiglia appartenente alla stessa Corporazione e da ultimo bisognava pagare una tassa. Ogni Arte aveva il proprio Statuto, ossia un ordinamento che aveva a tutti gli effetti il valore della Legge, mentre nel 1312 venne istituito un Tribunale (detto della Mercanzia) il cui compito principale era quello di giudicare le cause relative ai fallimenti dei vari mercanti. Gli artigiani ed i mercanti fiorentini iniziarono presto a trattare e scambiare merci con tutta Europa. Tessuti semilavorati arrivavano dalla Fiandre e dalla Francia, mentre l’allume per la tintura giungeva da Oriente. In questo modo i fiorentini ricavavano le stoffe preziose per cui erano famosi nelle corti di tutto il continente. I membri delle varie corporazioni si ritrovarono a gestire importanti rapporti commerciali, cosa che li condusse in breve tempo al governo della Repubblica Fiorentina, avviando tutta una serie grandi opere che restano tutt’oggi a testimonianza dello splendore e della ricchezza raggiunti in quel periodo dalla città.

Apprestiamoci ora a parlare della mia rivisitazione della schiacciata o focaccia dolce all’uva.

Ingredienti (per una teglia di cm 30 x 22):

600 gr di uva nera

500 gr di farina

150 gr di licoli (rinfrescato e maturo)

1 cucchiaino di malto d’orzo

1 pizzico di sale

1 uovo

150 gr di zucchero

100 ml di latte

250 gr di zucca cotta al forno e frullata (peso a crudo)

40 ml di olio EVO

1 pizzico di cannella

Zucchero di canna per spolverare

40 gr di granella noci

Versare in una capiente ciotola il latte tiepido ed il cucchiaino di malto, rovesciare il licoli e mescolare con una spatolina in modo che faccia un po’ di schiumetta. Aggiungere l’uovo, un pizzico di cannella e la zucca frullata (lasciata scolare e privata della sua acqua), il tutto continuando a mescolare. Unire gradatamente la farina setacciata con lo zucchero e, sempre rimestando, versare l’olio EVO e il pizzico di sale. Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla e far riposare l’impasto per 30 minuti sulla spianatoia infarinata. Dopodiché dare un giro di pieghe a tre (come spiegato qui dal Maestro), disporre in una ciotola (precedentemente spennellata con Olio EVO) e coprire con pellicola trasparente. Far lievitare per almeno 3 ore nel forno spento con la luce accesa. A lievitazione avvenuta dividere l’impasto a metà e stenderlo sulla spianatoia, posizionare la prima metà nella teglia rivestita di carta forno, adagiare delicatamente gli acini d’uva, spolverare di zucchero di canna e ricoprire di granella di noci. Posare sopra l’altra metà di impasto, posizionare gli acini d’uva rimasti ben distanziati e spolverare sempre con lo zucchero di canna e la granella di noci. Lasciar lievitare nuovamente per almeno altre 3 ore, sempre in forno spento con la luce accesa. Cuocere a 180° per 40/45 minuti. Controllare la cottura, se la focaccia dolce dovesse brunirsi troppo coprire con della stagnola. FocacciaDolceFetta

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Risotto zucca, speck e caprino

10 lunedì Nov 2014

Posted by Admin in Ricette con la Zucca, Risotti

≈ 3 commenti

Tag

caprino, cucina italiana, impacco capelli, maschera viso, Milano, piatti autunnali, ricette autunnali, ricette con la zucca, ricette economiche, ricette facili, ricette per la famiglia, ricette primi, ricette semplici, Risotto, risotto alla zucca, semplice, speck, zucca

Risotto Zucca Speck e Caprino

Dopo aver preparato dei dolci di Halloween (Biscotti morbidi zucca e cioccolato e Plum cake alla zucca con cuore di cioccolato) ed un gattò “originale” ho pensato che era giunto il momento di usare la zucca per un classico primo piatto. Sarebbe lecito chiedersi se non ne ho abbastanza di utilizzare zucca ovunque, ma la risposta naturalmente è no, anzi! Aldilà della sua estrema versatilità e del suo sapore dolce e gustoso, mi piace cucinare la zucca perché è un alimento ipocalorico (18 Kcal per 100 gr. di prodotto) ricco di pro-vitamina A, potassio, fosforo, calcio e zinco. Oltre ad essere un efficace antiossidante la zucca contiene vitamine C e B, senza contare che i semi posseggono elevate quantità di Omega-3 ed aiutano a combattere la caduta dei capelli. Non possiamo dimenticare però che la zucca viene anche utilizzata in ambito cosmetico grazie alle sue proprietà rigeneranti, esfolianti, tonificanti ed anti-età. Per una maschera lenitiva, idratante ed antinfiammatoria possiamo cuocere in forno 100 gr. di zucca, frullarla e mescolarla con un cucchiaio di olio di oliva (in caso di pelle grassa possiamo aggiungere argilla verde o caolino), lasciare in posa per circa 10 minuti e poi sciacquare con abbondante acqua tiepida. Possiamo preparare anche uno scrub frullando la polpa della zucca con i suoi semi, aggiungendo sempre un cucchiaio di olio di oliva con zucchero di canna, miele e yogurt. Spalmare e massaggiare delicatamente su viso e collo, dopo 10/15 minuti sciacquare e terminare con una buona crema viso. Per il benessere dei nostri capelli possiamo frullare cubetti di zucca con olio di oliva (o altro olio vegetale) fino ad ottenere una consistenza cremosa, aggiungere del miele ed applicare sui capelli umidi. Lasciare in posa per circa 20/30 minuti e poi lavare come d’abitudine. I capelli risulteranno voluminosi, morbidi e lucenti. Terminata l’usuale digressione cosmetica giungiamo finalmente al risotto.

Ingredientiper 3 persone:

200 gr di riso
1 scalogno
180 gr di zucca
70 gr. di speck
Brodo vegetale q.b.
Sale e pepe q.b.
½ bicchiere vino bianco secco
Una noce di burro
Tre cucchiai d’olio Evo
50 gr di caprino
2 cucchiai di parmigiano

Soffriggere lo scalogno con l’olio e la noce di burro, aggiungere lo speck e la zucca tagliata a cubetti. Salare, pepare e cuocere per circa 10 minuti aggiungendo all’occorrenza un po’ di brodo vegetale. Unire il riso, sfumare con il vino bianco e tostare mescolando continuamente. Versare ora il brodo vegetale e portare a cottura. Nel frattempo mettere sul fuoco una padella antiaderente e far rosolare brevemente qualche fettina di speck e, se vi piace, fare delle cialde di parmigiano per guarnire il piatto. A cottura ultimata togliere dal fuoco, mantecare con il caprino ed il parmigiano ed eventualmente aggiustare di sale di pepe. Impiattare il risotto con lo speck abbrustolito e le cialde di parmigiano e… Buon Appetito!

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Il primo liquore non si scorda mai…Limoncello e Crema al Limoncello con Limoni di Sicilia

06 giovedì Nov 2014

Posted by Admin in Liquori

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Tag

crema al limoncello, dolci a domicilio, limoncello, limoncello fatto in casa, limone, liquore, Milano, purificante, ricetta limoncello, ricette facili, semplice

Limoncello homemade, fatto con limoni di Sicilia rigorosamente Biologici.

Limoncello homemade, fatto con limoni di Sicilia rigorosamente Biologici.

Capita – specialmente a noi donne – di passare davanti ad un negozio e di venirne irresistibilmente attratte. Solo che – nel caso specifico – non si tratta di negozi di abbigliamento, scarpe o make-up ma… di una graziosa bottega che vende primizie di Sicilia! Mi sono più volte rifornita di ortaggi e frutta cercando ogni volta di ignorare il delizioso profumo dei limoni che, con il loro colore brillante e la loro straordinaria grandezza, parevano lanciarmi ogni volta il loro ammaliante richiamo. Naturalmente alla fine cedetti e, oltre a produrre un favoloso Oleolito di Limone, decisi di buttarmi nella produzione casalinga di liquori. Non avendo amici campani a cui chiedere la ricetta mi sono avvalsa dell’aiuto del web e, dopo svariate ricerche, mi sono decisa a provare la ricetta che più mi ha ispirato. Come sempre ne ho approfittato per sapere qualcosa di più circa questo straordinario prodotto. La genesi del limoncello è contesa tra Capri, Sorrento ed Amalfi. A Capri si racconta che il famoso liquore nasce all’inizio del secolo scorso in un piccolo agrumeto curato dalla signora Maria Antonia Fornace. Nel dopoguerra il nipote decise di aprire un bar giusto in prossimità della piccola pensione di cui la signora era proprietaria, la specialità qui proposta era proprio il limoncello fatto con la ricetta tramandata dalla nonna. Nel 1988 il pronipote, Massimo Canale, intraprende l’attività di produzione artigianale di limoncello registrandone poi anche il marchio. Gli amalfitani invece fanno risalire la scoperta del liquore di limone a tempi molto antichi, quasi quanto la coltivazione dell’agrume stesso. A Sorrento invece si narra che agli inizi del 1900 le grandi famiglie del posto deliziavano i loro ospiti illustri offrendo loro un bicchierino del soave e refrigerante liquore. Taluni tuttavia affermano che il limoncello fosse bevuto la mattina presto dai contadini e dai pescatori per combattere il freddo, mentre altre storie del posto riferiscono che sia nato tra severe mura monastiche per rallegrare la lunga giornata dei frati. Quale che sia la verità, questi aneddoti non fanno altro che rendere ancora più invitante questo meraviglioso liquore d’oro pallido conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero. Avrei voluto parlare anche delle numerose proprietà cosmetiche dell’Oleolito di Limone (che ho preparato insieme al limoncello) ma servirebbe un post solo per questo argomento. Per questa volta mi limiterò a qualche suggerimento molto pratico e veloce. Per un impacco pre-shampoo per capelli grassi e con forfora possiamo mescolare due cucchiai di olio EVO con due cucchiai di succo di limone e distribuire uniformemente sui capelli umidi lasciando in posa per circa 30 minuti. Per una maschera viso purificante invece possiamo mescolare un cucchiaio di yogurt, uno di miele, uno di succo di limone con un po’ di argilla verde e amido di riso in modo da ottenere un risultato piuttosto liscio e cremoso. Tenere in posa per 10 minuti circa, dopodiché sciacquare abbondantemente con acqua tiepida e terminare con una buona crema idratante. Dopo questa breve digressione cosmetica passiamo alle ricette del Limoncello e della Crema al Limoncello che ho trovato su Cookaround.

Crema al limoncello homemade, fatta con limoni di Sicilia rigorosamente Biologici

Crema al limoncello homemade, fatta con limoni di Sicilia rigorosamente Biologici

Limoncello – Ingredienti:

500 ml di alcool buongusto
4/5 limoni
400 ml di acqua
300 ml di zucchero
La scorza di un limone grande

• Lavare e spazzolare accuratamente i limoni;
• Sbucciarli utilizzando il pelapatate in modo da prelevare solo la parte gialla della scorza;
• Collocare le scorze all’interno di un vasetto di vetro con chiusura ermetica e aggiungere l’alcool;
• Lasciar macerare per 15 giorni in un luogo fresco e buio e ricordarsi di agitare di tanto in tanto;
• Trascorse le due settimane filtriamo con una garza o con un panno di cotone (lavato senza usare l’ammorbidente).Versare in un pentolino l’acqua, lo zucchero e la scorza di un limone, portare ad ebollizione e lasciar raffreddare;
• Filtrare lo sciroppo ottenuto ed unirlo all’alcool;
• Travasare nelle bottiglie e lasciar riposare per almeno un mese sempre al riparo dalla luce e dal calore;
• Trasferire il tutto in congelatore e Buon Limoncello a Tutti!

Crema al Limoncello –Ingredienti:

500 ml di alcool
500 ml di latte intero alta qualità
500 ml di panna fresca
600 gr di zucchero
½ bacca di vaniglia
4/5 limoni
La scorza di un limone grande

• Lavare e spazzolare accuratamente i limoni;
• Sbucciarli utilizzando il pelapatate in modo da prelevare solo la parte gialla della scorza;
• Collocare le scorze all’interno di un vasetto di vetro con chiusura ermetica e aggiungere l’alcool;
• Lasciar macerare per 15 giorni in un luogo fresco e buio e ricordarsi di agitare di tanto in tanto;
• Trascorse le due settimane possiamo preparare la crema. Innanzitutto mettere in un pentolino il latte, la panna, lo zucchero, la vaniglia e la scorza del limone e portare ad ebollizione. Far raffreddare a temperatura ambiente, eliminare la scorza e riporre in frigo fino al giorno successivo.
• A questo punto filtriamo la miscela di alcool e scorze di limone con una garza o con un panno di cotone (lavato senza usare l’ammorbidente) e mescoliamo con la crema preparata il giorno precedente. Imbottigliare e lasciar riposare per circa 10 giorni prima di consumare…e Buona Crema al Limoncello a Tutti!

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